Recensione: A Clockwork Reverie

Di Ninni Cangiano - 8 Giugno 2026 - 8:01
A Clockwork Reverie
Etichetta: Scarlet Records
Genere: Power  Progressive 
Anno: 2026
Nazione:
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80

Inutile raccontarcela, questo nuovo disco dei Vision Divine, un maxi EP (o mini-LP, come preferite) intitolato “A Clockwork Reverie”, verrà ricordato come il cd che ha segnato il rientro in formazione di Michele Luppi ed Oleg Smirnoff, rispettivamente nel ruolo di vocalist e tastierista. Detto questo, il gruppo di Olaf Thorsen si presenta con un lavoro di 7 tracce (per la durata totale di quasi 35 minuti) di cui sostanzialmente solo 3 sono inedite, a cui bisogna aggiungere la consueta inutile intro; la seconda metà del disco sono 3 rifacimenti con l’attuale formazione di classici della carriera della band italiana risalenti alla “prima era-Luppi”. Partiamo proprio da queste ultime: “Identities” è una splendida ballad che compariva su “Stream Of Consciousness” del 2004, il primo disco con Luppi alla voce ed anche questa volta la sua prestazione è stata semplicemente mostruosa! “God Is Dead” lo troviamo, invece, nella sua versione originale su “The Perfect Machine”, mentre “The 25th Hour” è la title-track dell’album uscito nel 2007, l’ultimo prima del ritorno di Fabio Lione. Venendo agli inediti, invece, dopo il discorso in francese intitolato “Sator Rotas”, parte la title-track, classico pezzo power-prog della tradizione dei Vision Divine con Luppi sugli scudi a ricordarci le sue immense capacità canore. Segue “18 (It Feels Like Heaven)” altro brano (di cui potete vedere qui sotto il video) che ha impresso a fuoco il trademark dei Vision Divine con la chitarra del leader Olaf Thorsen a ricamare melodie di gran gusto, con un ritmo sempre moderato ed il buon Andrea Tower Torricini al basso a recitare da splendido protagonista dando un tocco di malinconia ad un sound semplicemente spettacolare che si conclude con tastiere dal flavour settantiano.

 

L’ultimo inedito è “Andromeda”, cavalcata power metal tiratissima con il sempre ottimo Matt Peruzzi in evidenza con la sua doppia-cassa e le tastiere di Smirnoff a duettare con la chitarra. Qualche informazione prima di chiudere: il disco è stato registrato da Luppi e Thorsen con la collaborazione al mix del mitico Simone Mularoni nei suoi Domination Studio, mentre l’affascinante artwork è dell’artista Augusto Silva. Adesso i Vision Divine si apprestano a suonare con i Savatage in Italia ed a fare da headliner al norvegese Warriors Of Steel Festival, con alle spalle questo “A Clockwork Reverie”, un EP semplicemente spettacolare come, del resto, lo è da sempre questo gruppo italiano di cui andare orgogliosi!

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Genere:
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86