Are You Experienced? – Audioreverse

Di Andrea Bacigalupo - 11 Marzo 2021 - 8:30
Are You Experienced? – Audioreverse

Continua il viaggio di TrueMetal.it nel vastissimo mondo underground per andare alla ricerca di quelle band che, pur non avendo ancora inciso un vero e proprio album, hanno parecchio da dire e vogliono farsi conoscere.

Questa volta, per la rubrica “Are You Experienced?”, scambiamo due chiacchiere con gli Audioreverse, Hard Rockers band di Frosinone che ha di recente gettato nella rete due brani inediti e ora sono al lavoro su altro materiale.

Buona lettura.

a cura di Andrea Bacigalupo e Monica Atzei

AUDIOREVERSE

Nati dalle ceneri della cover band Note Alcoliche, gli Audioreverse sono formati da Massimo Mazzocchia, Fabio Castagnacci, Federico Padovani, Alessandro La Bella ed il chitarrista Alessio Bianchi, ultimo entrato nel 2019.

Come tanti loro colleghi, il gruppo ha cominciato suonando brani dei loro artisti preferiti, ma più il progetto prendeva consistenza e dimensione più aumentava la necessità di scrivere materiale proprio.

A dicembre gli Audioreverse hanno pubblicato il video dall’emblematico titolo ‘Stay At Home’, che è anche il loro primo singolo.

Il secondo singolo è poi uscito l’11 gennaio di quest’anno e si intitola ‘Falsi Dei’, cantato in italiano e dal testo importante, essendo una critica sull’uso degli smartphone e accessori annessi, che, ormai, possono considerarsi nuovi falsi idoli.

Al momento la band ha registrato un terzo brano e sta lavorando al quarto, contrastando le difficoltà in corso causate dalla pandemia.

 

Ciao ragazzi e benvenuti sulle pagine di TrueMetal.it! Prima di tutto, chi sono gli Audioreverse?

Gli AUDIOREVERSE sono 5 amici con la passione della musica, vivono in provincia di Frosinone (Ciociaria), il gruppo è formato da Fabio Castagnacci (Basso), Massimo Mazzocchia (Voce), Federico Padovani (Batteria), Alessandro La Bella (Chitarra), Alessio Bianchi (Chitarra e Voce).

5 “ragazzi” con età diverse, tre di noi sono sopra gli “anta” e passioni musicali diverse, che si sono ritrovati prima come cover band di pezzi hard rock e blues-rock ed ora nella sfida di proporre pezzi propri cercando di divertirsi sempre.

 

Gli Audioreverse nascono dalla cover band Note Alcoliche: come è avvenuto il passaggio e com’è nata l’idea della band? Raccontateci la vostra storia.

Come Note Alcoliche venivamo da un anno di ricerche; dal nuovo tastierista al chitarrista ma nessuno ci ha mai convinto del tutto, non si creava feeling.

Quando io (Massimo), ho incontrato Alessio con cui avevamo già condiviso qualche live e viviamo nello stesso paese, ho chiesto se gli andava di provare a suonare hard rock essendo lui un ottimo bluesman, dalla prima prova è stato come se suonassimo da anni insieme e soprattutto “l’idiozia” che ci accomuna quando si sta insieme è fondamentale, “Siamo Amici prima e Gruppo poi”.

 

Suonate Hard Rock, ma è l’unico genere che vi accomuna o ascoltate anche altro? Quali sono i vostri mentori musicali?

Date le differenze di età che ci accomunano partiamo dagli anni ‘70 fino al 2000, come Deep Purple, Led Zeppelin, AC/DC, Iron Maiden, G’N’R, Ozzy, Bon Jovi, Stevie Ray V., Queen, ecc… in Italia Vasco, Litfiba ecc…

Diciamo che anche film come ‘Blues Brothers’ e l’ultimo ‘Rock of Ages’ hanno stimolato la nostra voglia di SUONARE.

 

Non stare ai dettami di una label è sinonimo di libertà, ma quale è “il prezzo da pagare” per chi, come voi, si autoproduce?

Sicuramente ci sono degli svantaggi in quanto avere una macchina di propaganda che ti aiuta a farti conoscere e che sa dove mettere le mani “farebbe comodo”, noi comunque suoniamo soprattutto per divertirci e per trasmettere emozioni ed è per questo che ci siamo organizzati per l’autoproduzione.

 

A dispetto di un infausto 2020 avete pubblicato a dicembre il vostro primo singolo e video dal titolo ‘Stay At Home’, riprendendo il monito simbolo della paura che ha caratterizzato il periodo storico del primo lockdown. Sotto il profilo delle emozioni, com’è stato comporre questa canzone, visto che è riferita ad un momento intenso ed incerto vissuto in prima persona? 

E’ stata una canzone assolutamente dettata dagli eventi in atto, è nata tra il sentimento di rabbia per ciò che sta accadendo ancora oggi e allo stesso tempo da un sentimento di impotenza di fronte alla forza di una pandemia che, fino ad inizio Marzo 2020, eravamo abituati a vedere solo nei film.

Abbiamo preferito l’inglese nel cantarla per dare secondo noi, un messaggio più incisivo.

 

E sul piano tecnico, invece? Avete avuto difficoltà?

E’ stato molto difficoltoso incidere il pezzo, inizialmente abbiamo lavorato separatamente ognuno dalla propria abitazione scambiandoci messaggi con dei rec “telefonici” delle parti musicali, abbiamo praticamente composto la canzone a distanza per poi, alla prima occasione, incontrarci in sala prove per incidere il pezzo.

 

Parlateci un po’ del video.

Il video secondo noi doveva rispecchiare il periodo buio che stiamo tutt’ora vivendo, quindi la location più opportuna ci è sembrata la nostra sala prove-registrazione, fortunati ad averla.

E’ stato, spero, il primo di tanti altri, fatto con telecamera, smartphone (vedi che servono) e mixato come le nostre canzoni dal buon Fabio, volevamo dare un monito nel video, speriamo che faccia capire cosa si sta vivendo e come combatterlo …

Da pochissimo è uscito il secondo singolo, ma qui ci spiazzate perché è un brano cantato in italiano: ‘Falsi Dei’, incentrato sugli smartphone e di come vengano idealizzati e forse anche idolatrati; parlateci della genesi di questo pezzo.

Falsi Dei’ è una canzone che nasce da un contesto globale di chi ha vissuto tutte le fasi di questa nuova tecnologia, dai primi telefoni a valigetta agli smartphone di oggi,  soprattutto negli ultimi anni si è visto come sono diventati indispensabili nel quotidiano, ma come tutte le cose “buone” che migliorano la vita sia lavorativa che privata, hanno dei lati negativi;

“primo fra tutti, secondo noi l’utilizzo tra i giovani e bambini, dove toglie la parte di dialogo e confronto personale, dello stare insieme e vivere il momento!!!”

abbiamo quindi voluto rimarcare questo aspetto per noi negativo, senza comunque togliere il merito svolto da tali mezzi tecnologici, di aver avvicinato molte persone ad un mondo più moderno.

Per concludere come tutte le cose si deve avere il giusto equilibrio nell’utilizzo.

 

Riallacciandomi alla domanda precedente, perché cantarla nella propria lingua madre?

Diciamo che l’eccezione è stata ‘Stay at Home’. Come già spiegato, io (Massimo), prediligo scrivere e cantare nella nostra bella lingua, sperando che anche il rock nostrano abbia il suo giusto risalto.

Parliamo del sottobosco Underground. Quanto è nutrito e fiorente nella zona di Frosinone e nel Lazio in generale?

Molto, ci sono tantissimi gruppi che fanno ottima musica e hanno molto talento e che comunque hanno il coraggio e la voglia di mettersi in gioco.

 

In Lazio i promotori non mancano, ma sono sufficienti per dare il giusto risalto al movimento, oppure, nonostante il loro importante lavoro, serve anche altro per far conoscere e riconoscere le band emergenti?

Purtroppo la storia è sempre la stessa, è piena di simil-promotori che anche non stimando e non credendo nella Band “cliente”, la sfruttano economicamente.

 

Dove si può suonare normalmente, ossia quando non si è invasi da un terribile virus?

Se torniamo indietro al 2019, dalle nostre parti vi erano molti locali che permettevano esibizioni dal vivo, soprattutto Pub (ma penso che sia solo un lontano ricordo e rimpianto).

 

Hard Rock ma anche Heavy Metal, Thrash, Black, Death … e chi più ne ha più ne metta. Nella formazione di una nuova band quali, secondo voi, sono i generi che ‘tirano’ di più oggi rispetto agli anni ’80 e poi rispetto agli anni ’90?

Noi pensiamo, soprattutto ascoltando le maggiori emittenti radiofoniche, che ci sia un ritorno al rock degli anni 70/80 o ad un rifacimento a quei gruppi che hanno creato il genere che noi amiamo.

Fanno parte dell’underground giovani musicisti ma anche molti veterani che non mollano neanche se ormai hanno superato la fatidica quota 100. Cose ne pensate? Non è che l’esperienza degli ‘anziani’ soffoca un po’ l’esuberanza giovanile?

Penso che a volte un buon mix tra le due categorie, potrebbe essere anche vincente (se non vi fossero gli anziani fissati con la musica 80-90 e dei giovani con nuove idee, dove si finirebbe con la musica poco suonata di oggi?).

 

Quali sono le band underground che hanno influenzato gli Audioreverse?

In questo momento Godwatt e Mutonia.

 

Per la promozione di una band oggi Internet la fa da padrone. Come per tutte le cose questo ha i suoi pro e i suoi contro, voi cose ne dite?

Qui andiamo a scontrarci con la nostra ‘Falsi Dei’, però possiamo dire che internet ci ha aiutato a superare le difficoltà di visione, del semplicemente “esserci anche noi”, senza aspettare la serata od il raduno come ci capitava negli anni 80/90.

L’importante è saper utilizzare il “mezzo” nella maniera più consona, a noi ci ha aiutato tantissimo soprattutto in pandemia.

 

Oltre ai brani di cui abbiamo già parlato ne avete registrato un terzo e state lavorando ad un quarto. Potete anticiparci qualcosa in merito?

Il terzo brano che speriamo di pubblicare presto (stiamo lavorando sul video) è una Ballad come detto in precedenza in italiano e, stavolta, cantata a due voci con Alessio…non dico altro….per noi è un pezzo molto originale.

Per il resto rimarremo molto sull’ Hard Rock con spruzzatine di blues…

 

A quando il debutto sulla lunga distanza?

Sicuramente è troppo complicato riuscire a dirlo, speriamo che questa situazione del caz…. migliori e che fra qualche tempo sia solo un brutto ricordo in una serata affollata di gente che si ubriaca in locali strapieni!!!!!

 

In questo momento passione e costanza sono messe a dura prova. Cosa fanno gli Audioreverse per mantenerle integre?

Lavoriamo molto separatamente da casa facendo spesso delle videochiamate di gruppo e appena possiamo finalizziamo in sala prove; Abbiamo tante idee e voglia di fare nuovi brani!!!!

 

Abbiamo finito. Ringraziamo gli Audioreverse per il tempo passato con noi lasciando a loro i Saluti ai lettori di TrueMetal.it. Grazie.

Gli Audioreverse ringraziano TrueMetal.it per la visibilità che ci sta dando e tutti i Rockers che ci seguono ed i nuovi che vorranno seguirci. W la musica.