Doom Gothic Heavy

Intervista Aaron Stainthorpe (My Dying Bride)

Di Michele Savoldi - 23 Marzo 2020 - 6:00
Intervista Aaron Stainthorpe (My Dying Bride)

Intervista ad Aaron Stainthorpe (My Dying Bride)

di Mickey E.Vil (The Mugshots, Radio Onda D’Urto FM).

In fondo alla pagina è possibile ascoltarla in versione audio con sottotitoli.

Buona fruizione.

Il nuovo disco dei My Dying Bride mi è piaciuto davvero tanto. Sarà per quella sua “semplicità”, caratteristica di cui parla Aaron nella nostra intervista che ho ritrovato anche nell’approccio umano di questo grande poeta dei nostri tempi e di tempi un po’ più lontani. Forse è proprio questo il segreto di The Ghost Of Orion: la prima volta che l’ho ascoltato non ho faticato ad immaginarmi quei brani suonati dal vivo al leggendario Rainbow Club di Milano quella magica sera datata 10 dicembre, 1996. In compagnia di Cathedral e Blood Divine, i My Dying Bride ci fecero sognare con quel romanticismo inglese di cui sono ancora oggi gli indiscussi alfieri. “Dracula di Bram Stoker per le orecchie” ha affermato Rolling Stone: come dare torto alla storica testata americana? La parola a mr. Aaron Stainthorpe, cari lettori di TrueMetal!

Dunque, caro Aaron, abbiamo visto una tua foto in un birrificio dalle tue parti. Dobbiamo aspettarci qualcosa di buono da bere in futuro?

Spero di sì! Quel birrificio si occupa solo di birre tradizionali ma io preferisco le lager, dunque stanno decidendo di sperimentare la creazione della loro prima birra lager, cosa parecchio eccitante! Spero che nei prossimi giorni mi telefonino per dire: “Abbiamo delle varietà che potete scegliere”, poi vedremo come va. Sarebbe più facile approcciarsi ad un birrificio che già produce la propria lager ed appiccicare sulla bottiglia l’adesivo dei My Dying Bride ma non desidero ciò, voglio che sia qualcosa di creato per i My Dying Bride! Dunque questo birrificio sta lavorando duro per creare questa “esperienza del bere”, io sto lavorando all’artwork: è una cosa carina e divertente, non una necessità ma ci sarà una birra dei My Dying Bride nel futuro!

Qualcosa di unico!

Sì, qualcosa di divertente, stiamo lavorando anche ad un vino perchè amo il vino e amo la birra (ride, n.d.M.)!

Parlando di Arte, com’è andata la tua mostra all’Alternative Fashion Show di Leeds lo scorso ottobre?

Davvero divertente, non era propriamente una mia mostra ma le mie immagini erano appese al muro: si trattava di uno show di moda e musica, una moda davvero inusale e davvero divertente, mai fatto qualcosa di simile prima d’ora! Se qualcuno vuole che la mia arte adorni un luogo posso farlo, è stata una buona opportunità e mi sono divertito!

Sono passati trent’anni dall’inizio dell’avventura chiamata My Dying Bride, quattordici album e altri a venire: tempi duri, sfide e la creatività che non sembra mai scemare! Quali sono le tue impressioni su queste prime tre decadi di My Dying Bride?

Non credevo saremmo durati così a lungo perchè quando cominciammo amavamo suonare Metal e ci piaceva il Death Metal, io amavo anche certa musica gotica: volevo introdurre tutti e tre gli elementi in una sola band ed era davvero una scommessa perchè i fan del Doom avrebbero potuto odiarti perchè sei troppo Death Metal, i fan del Death Metal avrebbero potuto odiarti perchè sei troppo Doom Metal. Era un rischio ma sembra abbia funzionato perchè siamo ancora qui trent’anni dopo, quindi credo che abbiamo dosato il tutto come si deve: abbiamo suonato in festival Doom, abbiamo suonato in festival Death, abbiamo suonato in festival Black Metal, abbiamo suonato in festival Goth quindi siamo fortunati, spaziamo ovunque il che è buono per noi. E sì, ci diamo i soliti obbiettivi che ti aspetteresti per un gruppo: abbiamo fatto un demo, volevamo fare un vinile e lo abbiamo fatto, ovviamente volevamo firmare per una casa discografica e siamo riusciti a farlo nei primi due anni, entrare in un negozio di dischi e vederci il tuo disco…perchè ovviamente il nome del nostro gruppo comincia con la M, sai siamo abbastanza vicini ai Metallica ed è una gran cosa vedere il tuo album vicino ai Metallica nei negozi di musica, quindi era meraviglioso! E poi volevamo suonare in Europa e lo abbiamo fatto, siamo fortunati abbiamo raggiunto molti obbiettivi molto presto nella la nostra carriera, dunque siamo molto contenti di tutto quello che abbiamo fatto senza aver mai avuto un manager, io ed Andrew abbiamo fatto da manager! Quindi quando consideri questo sono molto fiero di tutto quello che abbiamo fatto perchè siamo noi a chiamare i negozi, siamo noi a prendere le decisioni: se sbagliamo è come prendere un pugno sul mento, se abbiamo ragione raccogliamo i nostri frutti, ecco come funziona per i My Dying Bride!

E’ responsabilità vostra, dunque siete a vostro agio…23

Sì, non possiamo incolpare nessun altro se le cose vanno male!

Hai affermato che The Ghost Of Orion è pensantissimo, molto triste ma più orecchiabile. Cosa puoi dirci della genesi, dell’evoluzione e la registrazione del disco?

Il motivo per cui crediamo sia più accessibile è perchè in passato scrivevamo riff piuttosto tecnici e i tempi dei riff erano piuttosto inusuali: li suonavamo per cinque volte e mezza e poi passavamo a sette volte e mezza, il che è abbastanza complesso e talvolta rende difficile l’ascolto. Per questo disco abbiamo deciso che se avessimo suonato un grande riff per quattro volte e in quel momento fosse risultato naturale cambiarlo, saremmo passati ad un altro grande riff usandolo il numero di volte per cui risultasse anch’esso naturale e poi saremmo passati ad un altro grande riff! Mantenendo così la struttura del pezzo più semplice e rendendolo in tal modo più accessibile: quanto dico “più accessibile”, intendo dire per i My Dying Bride! Se avessimo preso un fan medio degli Iron Maiden per strada e gli avessimo detto: “Ecco, ascolta questa cosa”, probabilmente avrebbe dovuto lottare per farselo piacere perchè comunque non è musica Heavy Metal diciamo “normale”! Siamo sempre stati una band di culto anche se abbiamo reso il disco successivo più accessibile: è comunque musica pesante, triste e melanconica che molte persone non apprezzano, vogliono che il Metal e il Rock siano divertenti! Vogliono alzare il pugno, fare headbanging e divertirsi con gli amici, non vogliono i My Dying Bride che gli piangono addosso! Ma questo è quanto facciamo…ci è voluto molto tempo per realizzare il disco, cinque anni perchè il precedente Feel The Mysery in effetti è uscito cinque anni fa. Ci sono stati vari ostacoli che alla fine siamo riusciti ad aggirare, dunque siamo arrivati in studio e abbiamo iniziato a registrare: un processo molto lento che però ci ha permesso di riascoltare i brani finiti, vedere se si poteva fare dell’altro e migliorarli! Lavorarci per molto tempo ti permette di apportare eventuali correzioni e una volta finita la produzione si può controllare ulteriormente perchè suoni al meglio…tutto è uscito in modo fantastico, il disco è uscito e ne siamo molto contenti!

Una pagina bianca e un bicchiere di vino potrebbero essere il punto di partenza per qualcosa che potrebbe essere utilizzato su un disco dei My Dying Bride. Raccontaci qualcosa dell’aspetto lirico di The Ghost Of Orion.

Sì, la scrittura è qualcosa per la quale ho sempre provato molta passione. A volte ti siedi, ascolti la musica e dici “Ok, sto per iniziare a scrivere i testi per la prossima canzone dei My Dying Bride” e inizi a scrivere. Ma talvolta quello che senti e la vibrazione non sono quelli giusti dunque spengo la musica e continuo a scrivere, finendo per comporre un poema o forse un breve racconto! Non è dunque tempo sprecato, lo metto da parte e ci riprovo un altro giorno quando sono più a mio agio. Ecco come funziona il processo di scrittura dei testi: talvolta ascolto la musica, dico “Aspetta, ho un’idea già scritta che potrebbe funzionare per questo brano” e devo ritrovarla fra tutti i fogli, magari è un breve poema che ho scritto! Leggo le parole, ascolto la musica e capisco che funziona, aggiungendo delle liriche potrebbe diventare una canzone. Talvolta provo a scrivere dei testi e diventano un poema, talvolta sono i poemi a diventare testi: non c’è una formula prestabilita, il che mi piace perchè non seguo molte regole. Devi scrivere in modo appassionato, col tuo cuore, devi seguire il flusso e talvolta è difficile perchè se scrivi testi molto personali ti chiedi “Dovrei scrivere questa cosa”? Questo perchè sto mostrando una parte sensibile della mia vita e migliaia di persone leggeranno il testo, ascolteranno la canzone: talvolta lo faccio, talvolta mi ritraggo! Su The Ghost Of Orion la canzone Tired Of Tears è basata sulla recente paura di perdere mia figlia a causa del cancro, una parte fondamentale della mia vita ma non potevo riempire l’intero disco con questo argomento perchè lo avrei odiato, non lo avrei mai ascoltato, mi avrebbe ricordato quel periodo e non avrei mai voluto cantare una canzone dal vivo! Ma qualcosa dovevo scriverlo essendo una parte enorme della mia vita, dovevo parlarne: su The Ghost Of Orion una canzone parla di ciò e le altre di religione, amore, odio, morte…questi sono gli argomenti. Sul prossimo disco probabilmente ci sarà una canzone che parla dei terribili tempi che stiamo vivendo…ma toccherò l’argomento solo una volta o due, non voglio sbatterlo in faccia alla gente: a volte sento la necessità di parlarne, a volte no! Penso che una canzone fosse abbastanza su The Ghost Of Orion, non canterò mai quel pezzo dal vivo…dovrebbero trovare un nuovo cantante se volessero farla dal vivo a causa delle richieste dei fan! Dovrebbero proprio trovare un altro, non sarò io di certo a farlo!

Cosa pensi riguardo al passaggio storico da un’etichetta come la Peaceville ad una come la Nuclear Blast?

Sì, non ci aspettavamo di cambiare label! Ci siamo resi conto di essere stati bene con la Peaceville, anno dopo anno dopo anno, le cose andavano bene ma siamo arrivati ad un punto dove abbiamo pensato che ci doveva essere di più dello star bene e basta. Così quando il contratto con la Peaceville finì abbiamo guardato ad altre labels e la Nuclear Blast stava facendo grandi cose, sai, smuovono le cose alla grande nel music business e ci hanno mandato un contratto – un buon contratto – così abbiamo pensato che sarebbe stato un grande passo avanti per noi, avremmo salutato la label con la quale siamo stati per due decadi (per due decadi e mezzo, tra l’altro) e avremmo firmato con qualcuno che neanche conoscevamo. Ma visto che la Nuclear Blast era più grande e noi volevamo di più, abbiamo pensato che i My Dying Bride potessero sempre essere elevati nel mondo: la Nuclear Blast sembrava essere l’etichetta che poteva farlo per noi! Perchè abbiamo sempre fame, abbiamo sempre cose da dire e da fare. E Andrew sta già scrivendo l’album successivo, abbiamo un EP pronto ad uscire l’anno prossimo. Abbiamo cose da dire e da fare, penso che alla Peaceville abbiano fatto tutto quello che potevano per noi e gli siamo grati per questo. Siamo sempre in contatto, rimarremo sempre amici dato che li conosciamo ma avevamo bisogno di qualcosa di più e avevamo bisogno di qualcuno che ci portasse più avanti, così ci siamo avvicinati a qualcuno in grado di farlo.

Quali sono i tuoi ricordi più belli e più brutti riguardo i concerti e le registrazioni negli anni Novanta?

Oh, un sacco di tempo fa, alcuni dei nostri fan non erano nemmeno nati (ride, n.d.M.)! Non saprei, non abbiamo avuto così tanti brutti momenti, sai…le registrazioni sono sempre andate bene, The Ghost Of Orion è stato l’album più difficile che abbiamo mai registrato! I concerti sono andati bene a parte piccoli problemi tecnici. In effetti quando abbiamo suonato con gli Iron Maiden in Italia, penso fosse a Roma nel 1995, ovviamente i fan italiani non erano interessati ai My Dying Bride, volevano solo gli Iron Maiden e il pubblico ci gettò addosso tutto quello che poteva! Ma abbiamo continuato con i nostri pezzi e sono stato colpito alla testa da una moneta durante la prima canzone, la mia testa sanguinava e abbiamo continuato – molto Rock’N’Roll, con il sangue che mi scorreva giù dalla testa durante il set – ma ho solo pensato che non me ne fregava niente, abbiamo continuato a suonare i nostri pezzi! E questo non ha influenzato negativamente la mia relazione con l’Italia in nessun modo, il nostro tour manager è italiano, tutto il gruppo è stato in vacanza in Italia, dunque sì, il mio peggior concerto è stato in Italia (ride, n.d.M.)!

L’ignoranza di certi fan…

Beh, quando andavo a vedere grossi gruppi Metal da ragazzino non m’interessava chi fossero i gruppi di supporto, volevo solo vedere il gruppo principale ma almeno non ho buttato niente addosso ai gruppi di supporto. Però succede, è così. Siamo andati oltre e siamo fortunati, non ci sono stati molti brutti momenti, abbiamo avuto molti buoni momenti.

Che tipo di musica ti piace ascoltare quando non sei occupato con i My Dying Bride?

Mi piacciono i Chelsea Wolfe, Nick Cave And The Bad Seeds…ti renderai conto che questi artisti sono melancolici, molto oscuri, mi piace la musica oscura, i Dead Can Dance: li trovo rilassanti, certa gente può pensare che sono molto deprimenti ma non per me, penso che questa musica ti tiri su ed è per questo che ho deciso di fare Doom con il mio gruppo, perchè non è così deprimente come sembra! Quando ascolti canzoni di Nick Cave, anche le sue canzoni più tristi, una volta finite fai un respiro profondo, ti alzi e ti stiri e ti rendi conto che il mondo non è così malvagio, che è migliore! Mi fa sentir bene. D’altro canto mi sto interessando, un po’ in ritardo, al Punk: di recente ho scoperto i Ramones – certo adesso sono tutti morti (ride, n.d.M.)! – mi piacciono, sono divertenti! Poi c’è un movimento chiamato Psychobilly e certi gruppi mi piacciono abbastanza, giusto per cambiare un po’, è una musica molto stimolante, molto strana. I concerti sono fantastici. Abbiamo appena visto un gruppo chiamato Deranged Are Go ed sono stati fantastici…

Demented Are Go! Sono davvero folli!

Davvero! Comunque sì, mi piace la musica oscura e mi piace la musica più movimentata.

Hai un ultimo messaggio e un ultimo saluto per i fan italiani dei My Dying Bride? Non per quelli che ti hanno lanciato le monetine nel ’95…

(ride, n.d.M.)…ovviamente torneremo in Italia, dato che abbiamo un tour manager italiano torneremo sicuramente in Italia! Non so quando, sono passati tre anni da quando abbiamo suonato dal vivo l’ultima volta, stiamo girando per qualche festival estivo che potrebbe essere cancellato, non si sa ancora nulla. Ma stiamo lavorando su un tour con i My Dying Bride come headliners, non ho ancora visto le date perchè non sono state confermate ma spero che l’Italia ci sia, ovviamente con quello che sta succedendo a causa del coronavirus probabilmente non avverrà quest’anno. Comunque volevamo che quest’anno fosse un anno tranquillo, dunque non torneremo gridando ed urlando “Guardate, guardate! Siamo stati via ed ora siamo tornati”! Torneremo con calma, faremo cinque o sei concerti quest’anno ma penso che il 2021 sarà l’anno più intenso, più persone avranno sentito l’album, saremo più preparati per suonare dal vivo, il coronavirus sarà scomparso per allora, quindi sì, questo è un anno un po’ più tranquillo ma nel 2021 saremo più spesso on the road!