Pete Webber, batterista dei Fear Factory, ha pubblicato un video estratto dalla sua drum-cam che lo riprende mentre esegue l'ultimo singolo della band, "Roboticist". Le riprese si riferiscono allo show dello scorso 21 ottobre 2026 al Preserving Underground di New Kensington, in Pennsylvania.
Pubblicata a fine agosto per Nuclear Blast, "Roboticist" rappresenta la prima uscita in studio della band con i nuovi membri, il cantante Milo Silvestro e lo stesso Webber, entrambi attivi nella formazione dal vivo da oltre tre anni e mezzo.
Intervistato di recente da GRIMM Gent, il chitarrista Dino Cazares ha raccontato com'è nato il pezzo:
"La versione strumentale di Roboticist era stata composta tre anni fa per promuovere il mio plugin Toneforge Disruptor. Volevo mostrare tutte le sonorità del software, dai puliti alle distorsioni più estreme, usando un'accordatura più bassa sul Mi. Era un pezzo già solido, ma quando Milo ha inciso le sue parti vocali e il ritornello, ho capito che doveva uscire assolutamente. Lo abbiamo riarrangiato, spostando la sezione centrale al finale e registrando tutto con una chitarra Kiesel a otto corde".
Rispondendo a chi si dice sorpreso dalla continuità sonora del pezzo nonostante il cambio di vocalist, Cazares non si nasconde:
"Non capisco lo stupore: i Fear Factory sono il mio stile di scrittura. Online c'è chi dice che il pezzo è "troppo Fear Factory" e chi che "non lo è abbastanza", oppure chi confronta Milo a Burton C. Bell. È impossibile accontentare tutti, quindi pubblichi la musica e speri per il meglio. Adoro il nuovo materiale: rispetta la nostra identità ma esplora sonorità inedite e diversi stili vocali. E anche i prossimi singoli continueranno su questa linea".
La conversazione si è poi spostata sulle tematiche liriche del futuro album, da sempre incentrate sul rapporto tra uomo, tecnologia e macchine:
"È il nostro marchio di fabbrica fin daSoul Of A New Machine. Oggi l'Intelligenza Artificiale è ovunque: app, algoritmi, codici, perfino nei processi di creazione artistica. Molti si lamentano dell'IA sul web, ma lo fanno usando piattaforme regolate da essa: è un atteggiamento un po' ipocrita. Noi raccontiamo semplicemente la realtà. Negli anni '90, con Obsolete, parlavamo di cose che sarebbero diventate obsolete, ed è esattamente ciò che è successo con le riviste cartacee o la radio tradizionale".