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Intervista Gus G.

Di Michele Savoldi - 25 Ottobre 2021 - 8:30
Intervista Gus G.

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Cosa devono aspettarsi i fan da Quantum Leap, messo insieme durante il periodo della pandemia? Che similitudini e/o differenze ci sono rispetto a Fearless?

Penso che ci siano molte differenze rispetto a Fearless. La più ovvia è che Quantum Leap è un album strumentale, non ci sono ospiti alla voce questa volta. Inoltre sto sperimentando altri stili pur mantenendo intatto il mio sound.

L’album mostra un sacco di varietà in termini di generi musicali: non solo shredding ma anche musica classica, prog, synth-wave ed elementi blues. Tale varietà è un ingredient essenziale per una buona ricotta musicale secondo te?

Credo di sì. Ma naturalmente dipende da cosa stiamo affrontando. Se si tratta degli AC/DC di sicuro non vorrai sentire un brano synth-wave fatto da loro, haha! Nel mio caso la varietà sembra funzionare ed è qualcosa che mi viene molto naturale. Ho un mio suono e un mio stile ma cerco di integrare piccole cose nel mix ogni volta che faccio un disco. Non sono quel genere di artista che sorprenderà chiunque facendo giri di 180 gradi di stile in stile ma incorporo piccolo cose qui e là e cerco di allargare i confini un pizzico ogni volta. Chi mi segue sembra apprezzarlo.

Com’è stato lavorare con Dennis Ward sia alla produzione che come bassista?

Il suo ruolo questa volta è stato un poco limitato dato che non ha composto nulla insieme a me, semplicemente perché non c’erano parti vocali o testi. Di solito mi aiuta in quell’ambito. Comunque ha suonato il basso sulla maggior parte dei pezzi e ha fornito un mix davvero potente. Lavorare con Dennis è sempre facile e divertente. Ci capiamo totalmente a vicenda e lavoriamo velocemente e con efficienza.

Che differenze trovi nel comporre musica strumentale rispetto al fare canzoni pensate per un cantante?

Con la musica strumentale puoi esplorare luoghi non facilmente accessibili quando hai la voce. Sono un fan delle canzoni da tre minuti con solidi arrangiamenti e grandi ritornelli. Dunque, non amo essere troppo sperimentatore quando compongo brani per delle parti vocali. Con la musica strumentale hai più spazio per sperimentare e via dicendo. Almeno, così la penso io.

Stai pianificando un tour per promuovere Quantum Leap in giro per l’Europa?

Non al momento. Pianificare tour è un po’ senza senso ora che la pandemia è ancora attiva. Vorrei suonare dal vivo naturalmente ma probabilmente su scala più limitata, nel caso. Forse comincerò con qualche data locale e fare delle incursioni qua e là. Vedremo.

L’anno scorso è uscito l’album autointitolato dei Firewind. C’è qualche notizia dalla band che puoi condividere?

Sicuro. Faremo uscire un nuovo brano chiamato New Found Power il 28 ottobre per il disco compilation dedicato al 25mo anniversario della AFM Record. Inoltre, stiamo pianificando un tour europeo per il prossimo Maggio per celebrare il 20mo anniversario della band da quando è uscito l’album di debutto.

Quali sono i tuoi migliori e peggiori ricordi del lavoro con Ozzy? Sei ancora in contatto con lui?

Non ho brutti ricordi del lavoro insieme a lui, è stato un viaggio pazzesco finché è durato. Ho imparato davvero tanto e ottenuto molto dall’esperienza, ne sarò sempre grato. Non siamo molto in contatto di questi tempi, non lo vedo da un po’ di anni.

Menziona tre chitarristi senza i quali Gus G. non suonerebbe nel modo in cui suona.

Tony Iommi, Yngwie Malmsteen, Gary Moore.

Che messaggio e saluti finali mandi ai fan italiani?

Mi mancano tutti e spero di poter tornare in Italia il prima possibile per suonare per voi tutti!

 

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