Doom Gothic Heavy Progressive

Intervista Katatonia (Anders Nyström)

Di Michele Savoldi - 8 Maggio 2020 - 1:00
Intervista Katatonia (Anders Nyström)

La mia prima intervista con Anders, allora Blackheim, dei Katatonia risale al 22 novembre del 1996. Una magnifica giornata passata al leggendario Dracma Club di Torino, un soundcheck magico (per il sottoscritto “stupefacente”) e una cordiale chiacchierata post-concerto con il chitarrista che in futuro più di altri avrebbe influenzato il mio modo di comporre per i miei Mugshots (a proposito, non sono un chitarrista). Oggi i Katatonia sono quasi un’altra band ma a livello di popolarità sono cresciuti esponenzialmente. City Burials – titolo tristemente premonitore – è un disco oscuro ma che a tratti lascia intravedere degli sprazzi di luce ardentemente bramati da chi brancola nel buio, caratterizzato da una produzione davvero di lusso. La parola a Black…oops, Anders.

 

Dunque caro Anders, come va la vita in questi giorni difficili? Questa situazione sta in un qualche modo influenzando la vostra musica?

Credo che il titolo del nostro nuovo album evochi questa situazione piuttosto bene…È quasi inquietante quanto accuratamente sia arrivato a descrivere i tempi attuali e le circostanze in cui viviamo, comunque sia è un buon momento per abbracciare una colonna sonora come la nostra durante i momenti oscuri di bisogno.

City Burials è uscito da poco: cosa devono aspettarsi i fan e che differenze principali ci sono con il suo predecessore, The Fall Of Hearts?

Volevamo un disco più conciso, il che forse lo ha reso un po’ più diretto. A parte questo, è solo un altro capitolo dei nostri tentativi di scrivere, registrare e produrre il miglior materiale sonoro possibile.

Un nuovo chitarrista, Roger Öjersson, si è unito alla line-up. Cosa puoi dirci del suo ruolo negli arrangiamenti delle nuove canzoni e del suo contributo all’esecuzione del vecchio materiale? E cosa ci racconti del ritorno di Anders Eriksson?

Ho effettivamente incoraggiato Roger a suonare più chitarra di me sul disco, dato che mi sento più a mio agio nel ruolo di produttore di questi tempi. Quello che mi interessa è solo ciò che può portare beneficio alla canzone nel miglior modo possibile. Amo focalizzarmi sui dettagli intricati ma senza mai perdere il contatto con una visione ed una prospettiva più ampie. Il maestro delle tastiere Anders Eriksson (aka Frank Default) era già a bordo dato che stava lavorando con Jonas su quello che sarebbe dovuto diventare il suo album solista durante l’inattività coi Katatonia. Tuttavia Jonas all’ultimo momento ha cambiato idea e ha preferito che diventasse un disco dei Katatonia. Ho ascoltato tutti i brani che aveva scritto e la connessione coi Katatonia era già presente nella maggior parte del materiale, dunque dopo alcuni ri-arrangiamenti e ritocchi siamo entrati in studio per iniziare a registrare City Burials

Puoi dirci qualcosa dell’aspetto visivo e lirico di City Burials?

Probabilmente non molto di più rispetto a quello che potete scoprire usando le vostre orecchie ed i vostri occhi! Esplorate e sarete ricompensati con una fortuna o con una perdita a seconda delle vostre preferenze.

La produzione di City Burials è firmata Nyström/Renkse: com’è stato il processo della produzione, siete soddisfatti del lavoro dei Soundtrade Studios, Tri-Lamb Studios & The City Of Glass e del mix/mastering di Jacob Hansen?

Come per ogni sezione di registrazione abbiamo impiegato molto tempo con la strumentazione, i congegni, l’hardware e il software, scegliendo ciò che funzionasse meglio per il disco mentre ci muovevamo tra gli studi di Stoccolma per le differenti fasi e i diversi strumenti. Lascia che ti dica che le capacità di mixaggio di Jacob hanno superato le nostre aspettative! E’ stato il processo più liscio e rapido nel quale siamo mai stati coinvolti e il risultato è assolutamente spettacolare!


Una volta risolta l’emergenza covid-19 cosa potremo aspettarci sul fronte live?

Ovviamente il piano è ristabilire i nostri piani ed iniziare il tour mondiale per City Burials ma probabilmente sarà ridimensionato di scala e frazionato più di quanto immaginassimo.

Recentemente ho ritrovato una vecchia intervista che registrammo a Torino nel 1996. Allora stavate promuovendo Brave Murder Day, pubblicato dalla Avantgarde Records. Cosa ricordi di quei (a mio avviso) bellissimi giorni?

Bei tempi!!! Zero pressione. Grandi ambizioni.

Che musica ti piace ascoltare quando non sei occupato con la TUA musica?

I soliti classici degli anni Ottanta e Novanta mescolati ad alcuni consigli che la gente mi dà sulle nuove uscite.

Stai lavorando a dei progetti paralleli in questo periodo? Ho visto uno stupendo live dei Bloodbath a Milano un anno o poco più fa. Inoltre mi ricordo dei tuoi vecchi progetti, Bewitched e Diabolical Masquerade…

Katatonia e Bloodbath sono più che sufficienti di questi tempi, è tutto ciò a cui onestamente posso dedicare del tempo in mezzo a tutto il resto.

Che messaggio e saluto finali manderesti ai fan italiani dei Katatonia?

Bellissimo! Ciao! (In italiano, n.d.M.)

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