Epic Heavy

Intervista Mark Zonder (Warlord)

Di Carlo Passa - 15 Maggio 2024 - 11:31
Intervista Mark Zonder (Warlord)

A tre anni dalla morte di Bill Tsamis, storica chitarra e mente degli epic metaller Warlord, la band ha recentemente pubblicato Free Spirit Soar (qui la nostra recensione), che suona come un tributo a colui che ha forgiato il suono distintivo degli americani.
Nell’occasione abbiamo parlato con Mark Zonder, compagno di Bill Tsamis fin dai giorni dello straordinario EP Deliver Us (1983) oltre che batterista in numerose altre band (su tutte, ovviamente, i Fates Warning).
Mark e l’attuale line-up dei Warlord sono riusciti nell’impresa di realizzare un disco che, pur penalizzato dall’assenza di Tsamis, suona totalmente coerente con la storia della band. Di questo e altro abbiamo parlato con il sempre cortesissimo batterista.

Ciao, Mark. Free Spirit Soar è stato appena pubblicato. Grandi congratulazioni. Deve essere stato un lavoro non da poco. Sei totalmente soddisfatto del risultato?

Penso che l’album sia venuto fuori bene. Per me è stato difficile a causa dell’assenza di Bill, per la prima volta. Credo che il disco sia un gran tributo a lui e, cosa più importante, stiamo rispettando la sua volontà che continuassimo a suonare e proporre la sua musica.

Alcune parti di Free Spirit Soar sono state scritte (o, addirittura, suonate) da Bill stesso. Puoi raccontarci di quali parti si tratta e come siete riusciti a farle suonare coerenti con quelle nuove?

Abbiamo lavorato molto a far combaciare i vari pezzi e le diverse idee al fine di costruire delle canzoni unitarie. Io e Bill stavamo lavorando su molte idee. Abbiamo lavorato su Conquerors e Alarm fin dal 2016. Worms of the Earth and The Bell Tolls furono suonate dal vivo nel 1983, ma mai pubblicate su un disco.

Cosa ci dici dei testi? Bill ne aveva scritti alcuni?

Bill aveva scritto qualcosa, ma Giles (Lavery, ndr) ne ha scritte molte. Giles e Bill erano ottimi amici e Giles, come tutti noi, sapeva che avremmo dovuto mantenere lo stile Warlord anche nei testi di queste nuove canzoni.

Perché avete deciso di includere due canzoni dei Lordian Guard in Free Spirit Soar (i Lordian Guard furono una band formata da Bill Tsamis e sua moglie, autori di due dischi negli anni Novanta; Free Spirit Soar include le cover di Behold a Pale Horse e Revelation XIX, ndr)?

Sia i Warlord che i Lordian Guard hanno suonato questi pezzi nel corso della propria storia. Alcune canzoni dei Lordian Guard erano nate come pezzi dei Warlord e viceversa. Sapevamo che queste due canzoni, rifatte nello spirito dei Warlord, sarebbe risultate davvero speciali.

La produzione, il suono, la copertina, gli arrangiamenti delle canzoni di Free Spirit Soar sono molto nello spirito degli anni Ottanta. Al contempo, questo è esattamente ciò che rende la musica dei Warlord così distinguibile ed eterna. Puoi dirci qualcosa sulle fasi di registrazione e produzione del disco?

Fin dall’inizio, l’obiettivo principale è stato quello di fare un album che fosse in linea con il suono dei Warlord. Dal momento che io sono stato nella band fin dall’inizio, sapevo perfettamente cosa quel suono fosse e cosa non dovesse essere. Noi dovevamo fare un album dei Warlord, non una loro versione nu metal o qualcosa di molto moderno. Questa è la ragione per cui ogni membro sapeva di dover mantenere un suono e uno stile che rispettasse la tradizione dei Warlord: ciascuno di noi era totalmente conscio di questo. Free Spirit Soar è un disco coerentemente e naturalmente old school.

Pensi a Free Spirit Soar come al disco in studio definitivo dei Warlord? questa è una band (e una line-up) che prevede di pubblicare altri nuovi dischi in futuro?

Dobbiamo vedere come reagirà la base dei nostri fan. Non abbiamo piani e vogliamo vedere la ricezione del disco e dei concerti. Non direi che Free Spirit Soar sia il disco definitivo dei Warlord, perché Bill non c’era. Continuo a pensare che Deliver Us sia il disco per eccellenza dei Warlord: quella fu pura magia.

Eric Juris ha fatto un lavoro splendido, riuscendo a mantenere l’atmosfera originale della musica della band. In ogni caso, Bill è e resterà insostituibile. Cosa ti manca maggiormente di lui come chitarrista della band? e cosa pensi sia rimasto (e sempre rimarrà) di lui nei Warlord, anche dopo la sua morte?

Bill è stato un grande chitarrista, molto più grande di quanto le persone abbiano sentito ascoltando i Warlord. Ma io penso che il suo vero talento fosse nella capacità di scrittura. Non ha mai composto due canzoni che suonassero simili e ogni sua canzone aveva un proprio suono e feeling. Davvero un grande compositore. Mi manca anche l’entusiasmo e la professionalità che metteva nella band. Sostanzialmente, il nostro rapporto è stato perfetto.

Stanno uscendo le date del vostro tour estivo. Prevedete di venire a trovarci in Italia?

Sì. Dovrebbe esserci uno show in Italia a metà settembre. Tutte le informazioni saranno disponibili sui consueti nostri canali.

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