Heavy Power

Intervista Shining Black (Olaf Thorsen)

Di Fabio Vellata - 20 Marzo 2022 - 11:00
Intervista Shining Black (Olaf Thorsen)

Secondo capitolo discografico per gli Shining Black e seconda intervista con l’ottimo Olaf Thorsen, chitarrista di pregio e personaggio di spessore cui non è mai difettata la voglia di esporsi ed esprimere con sincerità il proprio pensiero.

Buona lettura!

 

Intervista a cura di Fabio Vellata

Ciao Olaf, qui è ancora Fabio Vellata di Truemetal. È un vero piacere ritrovarti, già al tempo del vostro primo album ho avuto occasione di porti qualche domanda e sono davvero lieto di poterlo fare di nuovo!

Ciao Fabio, piacere di risentirti!

Partiamo proprio dal titolo di questo nuovo cd. Speriamo non troppo profetico: pensi che quelle che ci passano davanti attualmente possano essere immagini tali da rappresentare davvero la fine del mondo?

Beh, speriamo davvero di non essere stati profetici, anche perché, a conti fatti, quando abbiamo iniziato a scrivere questo disco non potevamo immaginare che le cose sarebbero andate ancora peggio di come già stavano andando, con la situazione legata al Covid che tutti conosciamo fin troppo bene! Quel che è certo, in ogni caso, è che la nostra posizione come esseri umani nei confronti del mondo, ma soprattutto dell’umanità, si identifica con un’ottima precisione nel “pessimismo cosmico”: credo che il mondo si trovi in un momento molto pessimo e quello che ci sta succedendo attorno non è la causa, ma solo l’effetto di un certo modo di gestire le cose, che ci portiamo avanti in fondo da sempre, come esseri umani.

Che idea ti sei fatto del conflitto che da un paio di settimane sta terrorizzando l’intera comunità mondiale? 

Nessuna idea in particolare. L’uomo è la peggior specie vivente dell’intero Universo e siamo un virus che andrebbe estirpato, per il bene di tutte le altre specie. Certamente ci sono eccezioni alla regola e persone che non meritano di essere inserite nella schifezza globale, ma il numero è sempre troppo piccolo. Da quando esiste l’uomo, esistono le guerre. Non saprei cos’altro dire, se non le solite frasi che reputo banali. Sono ovviamente dispiaciuto per le vittime di quella che, come tutte le guerre, è una colossale idiozia, ma al tempo stesso mi sento ovviamente impotente, quindi evito di commentare o giudicare. Diceva qualcuno di cui adesso non ricordo il nome (e mi rifiuto di aprire Wikipedia!), che “le guerre sono volute da coloro che non dovranno combatterle e vengono combattute da coloro che non le avrebbero volute”.

Musica, parliamo di musica. Questo cd è in perfetta continuità con il precedente. Sono pezzi che provengono dalle stesse session?

Ecco, parliamo di musica! Questo album è stato interamente scritto l’anno scorso, una volta deciso di dare seguito al nostro primo lavoro. Ovviamente, dopo il primo disco ( di cui siamo tutt’oggi molto soddisfatti) avevamo le idee molto più chiare in merito alla direzione musicale da prendere come band e in questa ottica abbiamo iniziato a scrivere i brani per questo secondo album, che a mio avviso è un disco molto più melodico del precedente, anche se mantiene una certa durezza nei suoni, a livello di produzione.

Sbaglio se affermo che mi pare di percepire un certo pessimismo che si aggira nelle atmosfere delle canzoni?

Non sbagli affatto! Non a caso, come ti avevo scritto prima, noi ci sentiamo parte di una corrente di pensiero che Leopardi definì pessimismo cosmico. D’altronde, come potremmo sentirci gioviali e positivi, in questo momento? So che ci sono persone e band che proprio per la pesantezza di questi tempi rispondono con spensieratezza e positività… Li invidio e sicuramente ci vogliono anche loro, ma non potrei mai esserne parte.

Anche questa volta avete proceduto lavorando a distanza?

Si,abbiamo lavorato con molta assiduità via internet, ma a distanza. Ci siamo scambiati tantissimi messaggi e mail, moltissime idee e anche solo semplici bozze di brani, ai quali aggiungevamo le nostre personali idee e mano a mano le facevamo diventare cosi come le puoi ascoltare nel disco finale. Diciamo che non è il nostro modo ideale di lavorare come band, perché apparteniamo a quella generazione di mucisisti che rimarrà per sempre legata al vecchio ambiente delle sale prove e degli studi di registrazione, ma questo è il mondo moderno e dopotutto devo ammettere che non solo ci siamo abiutati a lavorare in questo modo, ma ne sfruttiamo anche i vantaggi in termini di velocità di scambio delle idee e di preparazione dei brani.

Se dovessi scegliere un pezzo – includendo anche il disco precedente – per far conoscere al meglio gli Shining Black ad un neofita, quale sarebbe? Quale o quali ritieni insomma, possano essere le canzoni che vi rappresentano al meglio??

Non è semplice, onestamente, rappresentare gli Shining Black con un unico pezzo. Credo che ci siano almeno 2 anime all’interno della band, quella più legata all’heavy metal e che ci ha fatto scrivere brani come “We are Death Angels” e un’altra molto più legata alla melodia, con brani come “Higher than the world”

Pensate di ampliare il progetto in futuro, magari con una stabilità tale da poter portare la musica degli Shining Black dal vivo per qualche tour esteso? Oltretutto questa sarebbe una line up coi fiocchi…

Abbiamo già ricevuto qualche contatto per portare la band live e ci piacerebbe tantissimo. Prima che esplodesse nuovamente l’ondata di covid, dopo l’uscita del primo album, stavamo già lavorando alla possibilità di fare qualche live, ma ora che abbiamo 2 album e che la situazione sembra comunque migliorare, speriamo davvero di averne la possibilità Siamo tutti musicisti abituati a suonare su un palco e non ti nego che abbiamo scritto i pezzi comunque tenendo a mente l’idea e la speranza un giorno di poterli suonare live.

Visti gli ottimi consensi che stai ottenendo, che ruolo possono assumere nelle tua priorità i Shining Black?

Gli Shining Black, per quanto molti ci vogliano giudicare come l’ennesimo progetto di casa Frontiers, sono una band a tutti gli effetti, con un sound proprio ed uno stile che a mio avviso non ricalca pedissequamente quanto già fatto con le nostre rispettive band. In questo senso, quindi, posso solo risponderti che gli SB hanno tutta la priorità e l’importanza che questa band merita di ricevere, ogni volta che ci sediamo per scrivere qualcosa. Io non sono abiutato a scrivere 100 brani al mese per altri 100 musicisti o gruppi, quello che faccio lo faccio per me stesso e cosi sarà per sempre.

Sei già tornato a suonare dal vivo recentemente? Che sensazioni hai provato la prima volta che hai calcato di nuovo un palco dopo uno stop così lungo come quello provocato dal Covid?

Abbiamo appena potuto tornare sul palco con i Vision Divine, dopo quasi 2 anni di pausa forzata, e pochi mesi fa ero tornato sul palco anche con Labyrinth…
Che dire? È stata una sensazione particolare, nuova sotto molti punti di vista. C’era un’emozione particolare, al momento di salire sul palco, e anche una nuova sensazione, che potrei descrivere come la coscienza di stare per fare qualcosa che abbiamo fatto per tantissimi anni, ma a cui non siamo quasi più abituati.

Sei conosciuto come un artista tipicamente heavy. Labyrinth, Vision Divine, Shining Black, via via sino alle collaborazioni con Cydonia, Skylark e Drakkar, tutte, hanno una radice in qualche modo comune tra di loro.
Ti è mai balenata l’idea di fare qualcosa di completamente diverso rispetto a quanto suoni abitualmente?
Magari un disco AOR, o blues o simili con qualche artista che stimi molto…?

In verità io ho già fatto altre cose, non propriamente metal…anzi! Non parlo di questi ultimi anni, ma addirittura dei primi anni 2000 fino a tutta la prima decade. Sto parlando di brani Eurobeat per il Giappone (un genere dance molto piu veloce di quello che va nelle nostre discoteche e che prevede anche qualche assolo di chitarra). Si possono trovare i brani facilmente, oggi, grazie alle varie piattaforme. Posso nominarti alcuni dei brani piu importanti, come “Trauma”, con la cantante pop Ayumi Hamasaki (album “Ayu-ro-mix”), oppure il brano “Dancing in my dreams” con alla voce J. Storm (chi ama l’Eurobeat sa di chi parlo, ma se ve lo andate ad ascoltare sono convinto che lo capirete anche voi metallari, ahah!)

Siamo a posto anche questa volta! Ci sentiamo al vostro terzo capitolo…

Grazie a te e buona giornata!