Hard Rock Heavy

Intervista Venus Mountains (Stefano “Frax” Pezzotti)

Di Stefano Ricetti - 19 Settembre 2022 - 11:12
Intervista Venus Mountains (Stefano “Frax” Pezzotti)

Attivi dal 2009, gli hard rocker bresciani Venus Mountains vantano numerosi concerti in giro per il mondo e sono attualmente in studio a scrivere i pezzi del loro terzo album, previsto per la fine del 2022. Qui di seguito la cronaca della chiacchierata con Stefano “Frax” Pezzotti (Chitarra, Voce).  

Buona lettura.

Steven Rich

 

 

Quando, come e perché ti è saltato in mente di formare una band.

Era gennaio 2009, avevo due cover band in cui suonavo brani hard rock e heavy metal, in uno cantavo e nell’altro suonavo la chitarra, ma avevo bisogno di qualcosa di più, di sviluppare idee che avevo in testa e di lavorare su testi che avevo da anni scritti e tenevo in un cassetto. Così ho contattato alcuni dei membri delle due cover band e abbiamo fatto un paio di prove su materiale inedito. Dopo la prima prova eravamo già entusiasti della prima canzone: “Sexy Rocker”, che trovate su The Birth, il nostro primo Ep autoprodotto.

 

Quali le principali vostre influenze all’epoca.

In realtà ogni membro della band aveva varie influenze e questo ha dato vita al nostro mix. Uniamo hard rock a heavy metal classico, con un tocco di Sleaze, ma non ci piacciono molto le etichette. Se possiamo riassumere identificherei le nostre influenze nelle 4 M: Metallica, Maiden, Motley Crue, Motorhead.

 

Venus Mountains e Lemmy, Los Angeles

 

Quali invece i vostri idoli musicali da sempre?

Uno dei nostri idoli di sempre sia Lemmy Kilmister dei Motorhead, abbiamo avuto l’opportunità di conoscerlo nel 2015 e lo consideriamo un po’ il padrino del rock n roll.

 

Da dove salta fuori il vostro nome?

E’ un omaggio al pianeta Venere, pianeta da cui noi proveniamo. Pensa che qualcuno ha addirittura detto che ci fosse un’allusione sessuale nel nostro nome, ma noi smentiamo.

 

Cosa ti viene in mente se ti dico:

 

Motley Crue – Genio e sregolatezza. All in the name of rock n roll

Motorhead – L’essenza del rock, immediati e devastanti

Pretty Boy Floyd – Glam, capelli cotonati e stile a vagonate

Poison – Adoro le loro ballad e mi piacerebbe vederli dal vivo

Siska – Grandissimi metallari veneti

L.A. Guns – The ballad of Jane è il mio pezzo preferito, li ho visti qualche anno fa a Brescia, spettacolari.

Danger Zone – Visti quest’anno a Isola rock, parte della storia dell’hard rock italiano, giganti, anzi Gigantelli.

Wrathchild – So che esistono ma non li ho mai ascoltati.

Pretty Maids – So che esistono ma non li ho mai ascoltati.

Kiss – Una delle mie band preferite, visti più volte live, gran parte della nostra ispirazione viene da loro.

 

Stefano “Frax” Pezzotti

 

Tutto sommato fino a oggi la vostra è una line-up abbastanza stabile, qual è il segreto?

Il segreto è avere molta pazienza e come in ogni buona famiglia, anche nei momenti difficili, cercare di essere uniti e nonostante a volte ci si mandi a quel paese, avere la forza di perdonare e di lavorare sempre per il bene del gruppo. Siamo ancora io, Doxx e Morris dall’inizio e abbiamo cambiato chitarrista nel 2015 quando è arrivato Mick Violence.

 

Spiegami la genesi di un “pezzone” come “Wake Up Call”.

Prima di tutto grazie per la definizione “pezzone”, mi fa piacere. Se non ricordo male eravamo in tenda sulle sponde del lago d’Iseo durante il periodo in cui era installata la famosa opera d’arte “Floating Piers” dell’artista di land art Christo, credo quindi 2016. Io (Frax) e Mick strimpellavamo e suonavamo qualcosa tra una birra e l’altra assieme a Doxx e ad altri amici ed è uscito questo riff malinconico a Mick. Poi l’abbiamo registrato sul cellulare, giorni dopo ho pensato la melodia vocale. Il testo e il significato dello stesso sono stati invece una rielaborazione mia, dello stato d’animo di Mick di quel periodo in cui si era appena lasciato con la sua ex, quindi in realtà avendo scritto lui il riff ho provato ad immedesimarmi nel mood di quel periodo in cui lo vedevo giù, e le parole quindi riflettono un po’ questo. Il ritornello racconta una triste realtà che forse è capitata a tutti nella vita, svegliarsi a fianco di una persona la mattina ma pensare ad un’altra.

 

Di chi è la bella voce femminile che ti accompagna su “You Make Me Feel”?

La voce è di Lisy Stefanoni, allora cantante della metal band Evenoire nonché mia ex ragazza di quel periodo. Pensa che scrissi quella canzone per conquistarla qualche anno prima e poi l’abbiamo registrata assieme sull’album.

 

Ci sarà qualche altra forma di collaborazione da parte vostra con lei? 

Non credo proprio nonostante sia rimasta comunque una grande amica.

 

Venus Mountains, Black Snake, 2018

 

Forniscimi la tua definizione dei vostri precedenti lavori:

The Birth (EP), 2009 – Acerbo ma con belle idee, mi piacerebbe ri-registrare le canzoni meglio ma è bello anche avere un ricordo di come eravamo all’inizio. La ballad “Live forty years and die” ancora oggi mi emoziona molto quando la sento.

Into the Jail Without the Cage, 2013 – Questo è stato per me il primo lavoro fatto con una certa professionalità e di cui vado molto fiero, ci sono pezzi veramente a cui tengo molto, ci sono molte canzoni che tutt’ora non possono mancare nella scaletta dei Venus Mountains, per esempio “Night of fire” e “In the jail” con cui apriamo abitualmente I concerti.

 

Black Snake, 2018 (qui recensione) – Black snake è stato un po’ il lavoro della “maturità”; pubblicato a 9 anni dalla nostra formazione nel 2009, è il primo album con alla chitarra Mick Violence, ormai nostro chitarrista dal 2015 e si sente molto la sua influenza soprattutto nei pezzi più metal come “Hammer” e “We are coming from the mountain of Venus”.  I miei pezzi preferiti dell’album sono “RNR burning” e “Down to the rainbow”, speriamo che il prossimo album sia all’altezza del suo predecessore.

 

Venus Mountains, Whisky a Go Go, Los Angeles

 

Quali i concerti sinora che definiresti memorabili da parte dei Venus Mountains e perché.

Sicuramente quello al Whisky a go go a Los Angeles nel 2015. Gli show fatti in Giappone nel 2018, memorabili per l’affetto e il fanatismo del pubblico. L’apertura nel 2018 agli Skid Row al Druso a Bergamo, una serata epica per aver suonato con una delle band che ha fatto la storia del nostro genere.

 

 

Hai degli aneddoti divertenti da raccontare riguardo i vari spostamenti e concerti on the road, dal momento che avete suonato parecchio in giro per il mondo?

Te ne racconto solo un paio perché bisognerebbe veramente scrivere un libro a riguardo.

  • Dicembre 2014: eravamo a suonare vicino a Milano in un centro sociale, Erbamatta a Senago per l’esattezza, nevicava ma nonostante ciò facciamo la serata, prima del nostro live arrivano dei tipi che ci chiedono di fare un pezzo di Elvis, inizia il concerto e durante la prima canzone i tipi ci chiedono ancora il pezzo (che per assurdo avevamo a repertorio veramente), ma noi stiamo suonando “In the jail” dei Venus Mountains. Non contenti della cosa salgono sul palco e uno di loro mi tira un pugno in faccia mentre sto facendo l’assolo di chitarra. Poi estrae un coltello e lo punta alla gola del chitarrista esclamando: “voi dovete portare rispetto, dovevate fare il pezzo di Elvis!”. Scendono, pugno in faccia anche al gestore del locale, rubano due bottiglie di vodka e scappano nel buio della notte. Concerto finito. A distanza di anni, l’anno scorso abbiamo scritto un pezzo che finirà nel prossimo album: “The night of the knives” (La notte dei coltelli). Oggi ci vien da ridere a ripensarci ma abbiamo rischiato grosso. Questo cosa ci insegna: che l’alcol e le droghe fanno male, soprattutto se hai un coltello in tasca.

 

  • Russia, estate 2019: eravamo là per 5 date e dopo un fantastico concerto all’hard rock café di Mosca ci troviamo il giorno dopo ad andare a suonare in un piccolo club in una cittadina a circa 200 km di distanza. Arriviamo al locale e ci sembra di essere proiettati in un documentario di Chernobyl, fra la povertà, palazzoni di 10 piani in pessimo stato. Il posto invece dove dovevamo suonare sembrava pure peggio, per un attimo ci viene quasi voglia di andar via per le condizioni veramente disastrose del palco (se così si poteva definire). Siccome non abbiamo mai cancellato un concerto non ci demoralizziamo e suoniamo. Il locale che sembrava la bettola delle bettole inizia a riempirsi a dismisura e la gente è pazza, alla fine suoniamo 3 ore in mezzo a gente che ci acclama delirante, gente totalmente ubriaca che poga e rockkeggia come se non ci fosse un domani, gente che vomita in mezzo al locale, alla fine il nostro autista ci porta via da quel posto per evitare che un qui pro quo tra uno di noi (non facciamo nomi) e il marito di una russa locale un po’ sbronza che voleva venire via sul nostro van degenerasse. Questo cosa ci insegna: anche nel locale che sembra più squallido all’apparenza, si può fare una grande serata.

 

 

Raccontami tutto della vostra data al Whisky a Go Go di Los Angeles…

Quella è stata una giornata davvero emozionante. Eravamo inizialmente un po’ giù in quanto il giorno prima era stata annullata la data di Las Vegas, siamo arrivati al locale in ritardo causa voli cancellati come raccontato nella canzone “Rock City” presente su Black Snake. Dopo 5 ore di van nel deserto arriviamo a Los Angeles, scarichiamo, soundcheck e dopo andiamo a bere una birra al Rainbow bar dove casualmente incontriamo Lemmy dei Motorhead, dopo qualche foto e due parole assieme gli lasciamo il nostro cd e lo invitiamo al concerto di quella sera. Ovviamente non si presenterà. Qualche mese dopo purtroppo morirà, chissà se magari stava ascoltando il cd dei Venus… Il concerto è stato spettacolare, emozionante, entusiasmante, una di quelle sere che non dimenticherò mai, l’adrenalina prima di salire sul palco dove hanno suonato tutti i grandi del rock, poi Morris batte il 4 si inizia e tutto il resto è rock’n’roll. Su Youtube dovrebbe esserci qualche video di quella serata.

 

Ci sono delle band italiane che ti senti di suggerire ai vari fan dell’hard rock robusto?

Strana Officina, Dobermann, Hell in the club, Speed Stroke, Superhorror sono fra i miei preferiti.

 

In generale che rapporti avete con gli altri gruppi? 

Si cerca il più possibile di collaborare e supportarsi a vicenda, ovviamente non è sempre possibile in quanto ognuno ha il suo carattere e può capitare di avere incomprensioni. Noi dal canto nostro abbiamo sempre cercato di essere il più aperti possibili a scambi date, collaborazioni e quasi sempre cerchiamo di invitare ai nostri concerti altre band spesso anche giovani per dar spazio anche a chi magari fa meno concerti o è alle prime date live.

 

 

Che ricordo serbi della notte al Druso di Ranica quando faceste da opener ai Pretty Boy Floyd? 

E’ stata una serata veramente rock’n’roll, avere nel camerino a fianco Steve Summers e far 3 parole fra una birra e l’altra dopo il soundcheck non capita tutti i giorni. Per il resto sono contento perché in quella serata abbiamo conosciuto veramente molte persone, incontrato nuovi e vecchi fan.

 

Vi va riconosciuto il fatto di come curate ogni singola vostra uscita, in termini di qualità, produzione  e cura dei particolari. Immagino che sinora ci abbiate solo smenato, economicamente… O sbaglio? Avanti tu, Ste…

Diciamo che si cerca sempre di fare quadrare i conti, qualche anno fa era più semplice e si riusciva ogni anno a fare 40/50 date che comunque ci davano un supporto economico per poi autoprodurci, come ben sai entrare in studio e fare cose di qualità ha un costo. Ora che si fanno meno date è più difficile ma cerchiamo comunque di starci dentro, ma come dice il nostro bassista in lingua venusiana: “Ghe n’è piò de holch!” (“non ci sono più soldi”, ndr).

 

 

Cosa sta bollendo in pentola in casa Venus Mountains?

Siamo in studio proprio ora per finire i pezzi del nuovo album in uscita verso fine anno.

 

Prossime mosse?

Prossima mossa sarà fissare un po’ di date per la promozione dell’album, soprattutto per pagarlo…

 

 

Come siete messi a concerti dal vivo (prossimi)?

Abbiamo fatto le ultime date in vista di uno stop di qualche mese in previsione del release party, stiamo programmando di farlo a dicembre 2022, non abbiamo ancora conferma sulla location attualmente.

 

Quale il sogno nel cassetto?

Purtroppo non si possono dire prima altrimenti non si avverano dicono. Grazie mille Stefano della piacevole conversazione.

Ci si vede in giro. RNR

Frax

 

Stefano “Steven Rich” Ricetti