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Khymera (Daniele Liverani)

Di - 22 Febbraio 2008 - 9:30
Khymera (Daniele Liverani)

E’ tempo di un nuovo disco per l’attivissimo Daniele Liverani. Khymera è un progetto AOR/Rock melodico che con The Greatest Wonder raggiunge il terzo capitolo: andiamo a parlarne direttamente con il polistrumentista italiano. Buona lettura

Servizio a cura di Gaetano Loffredo

Ciao Daniele, un saluto da Gaetano e da tutta la redazione di Truemetal. Congratulazioni per la tua fin qui scintillante carriera discografica e complimenti per il nuovo disco dei Khymera, rock melodico/AOR di grande qualità e di grande spessore. Direi di partire a testa bassa.
The Greatest Wonder è il terzo disco della band e, dopo il successo di “A New Promise”, avete deciso di affidarvi nuovamente a Tom e James Martin (House of Lords, Ted Poley) che si sono occupati del processo di songwriting del disco. Beh, devo ammettere che hanno svolto un lavoro egregio, sei d’accordo?

Sicuramente si, non avevamo dubbi che il loro songwriting fosse adeguato per la nostra band.
Avevamo già avuto modo di testare tante canzoni per il secondo Khymera, “A new promise”, e anche per questo terzo disco le loro composizioni si sono rivelate vincenti e adatte al sound della band.

Daniele, sei conosciuto anche per le tue grandi doti compositive, ti chiedo: ci hai messo “lo zampino” anche tu oppure hai deciso di dedicarti soltanto alle tastiere?

Mah, devo dire che abbiamo mantenuto la struttura originaria di quasi tutte le songs, tranne qualche punto qua e la dove ho aggiunto, tolto, adattato… ma piccole cose che hanno reso i brani più bilanciati, anche nell’ottica degli arrangiamenti che poi abbiamo aggiunto.
Di base comunque il songwriting è stato rispettato e non amo stravolgere le canzoni degli altri. Sono io stesso un compositore, come hai accennato tu, e so quanto fastidio puo’ dare (ride, ndg).

A proposito di tastiere, mi sono sempre chiesto se Gregg Giuffria sia stato uno dei musicisti che, nel corso del tempo, ha influenzato il tuo modo di suonare e di comporre.

Beh sicuramente ho ascoltato molto Gregg, anche se il mio modo di comporre è più progressivo rispetto ai lavori che Giuffria ha proposto. Devo ammettere che Gregg e’ stato un tastierista che ho ascoltato davvero tanto nel corso degli anni, e che apprezzo.

Torniamo al nuovo disco: qual’è la “più grande meraviglia” di cui parlate nei testi?

I testi variano molto, si parla di sentimenti, di relazioni difficili, di introspezione, di esperienze di vita. Tutti i testi si adattano al sound, a tratti molto melodico ed emozionale a mio parere. E’ facile parlare di sentimenti in questa tipologia di canzoni.

C’è un brano del nuovo disco che ti piace cantare “sotto la doccia”? Io scelgo Borderline, e tu?

Beh io amo in particolar modo “No Sacrifice”, quella canzone e’ riuscita proprio bene a mio parere.

E’ vero, l’avrei scelta come seconda opzione. Daniele, hai lavorato con tanti cantanti celebri. Sei mai rimasto particolarmente impressionato da uno di loro? Posso suggerirti Jorn Lande?

Beh guarda, sono stati davvero tanti nell’arco di 5 anni per i tre episodi di Genius, è difficile sceglierne uno credimi, sono tutti grandi interpreti.
Certo Jorn Lande e’ stato uno dei top singers a mio avviso, la sua potenza espressiva non ha limiti. Soprattutto nel brano “Let Me Live” in duetto con Daniel Gildenlow dei Pain Of Salvation è stato grandioso (anche secondo me, ndg).
Ecco forse Daniel e’ uno dei cantanti fondamentali per la trilogia Genius, forse ancora più di Mark Boals che ne ha interpretato il protagonista (Genius appunto). La teatralità di Daniel Gildenlow non ha confini.
Quando riascolto la sua interpretazione su “I Die” del terzo episodio ho sempre i brividi!

So che ti piacerebbe collaborare con James La Brie dei Dream Theater e che per poco non sei riuscito a farlo partecipare al tuo progetto. Vuoi raccontarci qualche aneddoto?

Beh guarda, ero in contatto con lui l’estate del 2004, quando ho aperto con gli Empty Tremor per il minitour estivo italiano dei Dream Theater.
In quel periodo James ha ascoltato i primi 2 episodi di Genius ed è rimasto davvero impressionato dal progetto, ci eravamo promessi di risentirci per parlare di una eventuale partecipazione, ma la sua agenda è sempre fitta di impegni, troppo pressato, e non se n’è fatto nulla…
Pensa che anche Jordan Rudess doveva partecipare al Genius episode2, nel pezzo pianistico “To Be Free”, poi anche lui non ha avuto modo di coordinarsi coi suoi impegni e, alla fine, ho dovuto metterci una pezza io (ride, ndg).

Come sta andando il progetto Twinspirits e quali sono, in questo momento, le tue priorità?

A gonfie vele direi! Stiamo per fare un mini tour di 9 date nei club del nord Italia, partiremo a fine febbraio.
Vedi, questi nuovi Twinspirits sono uno degli ultimi passi del mio percorso musicale, e rappresentano la sintesi di tutti gli incontri fortunati degli ultimi dieci anni.
Primo fra tutti Dario Ciccioni, batterista che ha collaborato con me sin dal 1998 suonando in “Daily Trauma”, nella trilogia “Genius”, e anche nei Khymera.
Abbiamo poi alla chitarra Tommy Ermolli, anche lui nei Khymera, grande talento chitarristico, e Alberto Rigoni al basso, che ho scoperto grazie alle ottime performance con la sua ex cover band dei Dream Theater, gli “ASCRA”. La band poi si completa con il singer Søren ‘Nico’ Adamsen, dalla Danimarca.
L’idea era, appunto, quella di formare una line up d’eccezione con tutti i talenti che avevo avuto modo di incontrare e di includere nei miei precedenti lavori, con l’obbiettivo di creare una formazione che potesse crescere assieme, una nuova entità che potesse anche suonare dal vivo, finalmente oserei aggiungere.
Ho lasciato gli Empty Tremor l’anno scorso, ai quali auguro tanta fortuna per il loro futuro, e al momento i Twinspirits sono la band che ho creato e con la quale vorrei trovare un’identità solida per il futuro e presente anche come live band. Coi Twinspirits posso esprimere il mio songwriting (stilisticamente più vicino a Genius direi) con l’ausilio di musicisti di grande spessore e che comunque riescono a garantire un apporto creativo, importante per arrivare ad un sound originale e di qualità.

Soffermiamoci un attimo su Frontiers Records. Ormai sono anni che lavori con e per loro: che idea ti sei fatto sulla nostra etichetta più famosa all’estero? Ti supportano a dovere?

Assolutamente si! Il team è fantastico e sono davvero contento per i grandi risultati che hanno conseguito facendo scelte giuste. Hanno avuto il coraggio di puntare in alto.
Il loro supporto è sempre continuo e puntuale. Con loro continuo a lavorare con i Khymera, gruppo più che adeguato allo stile nel quale si stanno specializzando ultimamente. Con Twinspirits e Cosmics (Cosmics e’ la mia line up strumentale che prevede Virgil Donati alla batteria, Rufus Philpot al basso e Tommy Ermolli alla chitarra) lavoro con Lion Music/Finalndia invece, molto adatta al prog che propongo con i due progetti.
Il disco dei Cosmics, intitolato The Cosmics Year, uscirà in primavera su Lion Music.

Domanda obbligatoria Daniele: c’è qualche altro progetto in cantiere a parte Cosmics? C’è una remota possibilità di sperare in un quarto capitolo di GENIUS? Ci accontenteremmo di una nuova rock opera altrimenti…

Non ci sono altre rock opera in cantiere almeno a breve, è stato davvero un impegno monumentale completare questo Genius… per un po’ mi occuperò di progetti orientati ad un disco solo e “monosinger”. O almeno credo (ride, ndg).

Ho sentito dire che, con molta probabilità, porterete dal vivo il “progetto” Khymera. Puoi anticiparci qualcosa?

Speriamo che queste probabilità si convertano in opportunità concrete. Stiamo lavorando con Frontiers perchè questo accada… staremo a vedere. Noi siamo prontissimi!

Bene Daniele, ti ringrazio per il tempo concesso a Truemetal, ti rinnovo i complimenti per The Greatest Wonder e ti lascio a disposizione le ultime righe per salutare i nostri utenti.

Saluto tutti i lettori e ringrazio te, grazie per la tua cortesia.

Gaetano Loffredo