Kiss: perché Gene Simmons disse di no a Eddie Van Halen

In un’intervista rilasciata a Music Radar, Gene Simmons ha rivelato che Eddie Van Halen lo contattò nel 1982, periodo in cui i Kiss erano impegnati nelle sessioni di registrazione dell’album “Creatures of the Night”, a seguito della defezione dello storico chitarrista Ace Frehley.
Simmons ha ricordato come Eddie fosse ormai esasperato dal rapporto con David Lee Roth. Le tensioni interne ai Van Halen, nate durante la lavorazione di “Diver Down”, lo avevano spinto a valutare seriamente l’addio alla band:
“Eddie mi disse: ‘Roth mi sta facendo impazzire. Non lo sopporto più, devo andarmene. So che siete alla ricerca di un chitarrista solista: mi vorresti nel gruppo?'”.
Inizialmente, Simmons decise di approfondire la proposta:
“Eddie non viveva lontano, così salì sulla sua Jeep e venne in studio. Vederlo guidare quel mezzo era un’esperienza terrificante: non aveva portiere e sfrecciava a 160 chilometri orari. Era una follia. Pranzammo insieme e poi, una volta in studio, ascoltò alcuni dei nuovi brani e commentò entusiasta: ‘Oh, questo mi piace moltissimo!'”.
Nonostante l’interesse reciproco, Simmons sconsigliò a Van Halen di unirsi ai Kiss, sostenendo che la sua attuale band fosse il palcoscenico ideale per un musicista del suo calibro:
“Gli spiegai: ‘Eddie, una band è più complessa di un matrimonio. Ci sono alti e bassi inevitabili. Ma nei Van Halen tutto ruota attorno a te; la chitarra è l’elemento centrale. È lo stesso principio degli AC/DC o dei Led Zeppelin con Jimmy Page: quei riff costituiscono l’ossatura stessa del gruppo. Quello è il suono. Un approccio che non necessariamente si concilia con l’identità dei Kiss‘”.
Argomentando la propria posizione, Simmons ha poi aggiunto:
“Non ci sarebbe stato spazio per Eddie nei Kiss. Sarebbe stato come inserire Jeff Beck o Jimi Hendrix negli AC/DC: Hendrix avrebbe monopolizzato l’attenzione. Lui necessitava solo di basso e batteria per avere la libertà di spaziare senza i vincoli di un chitarrista ritmico. Eddie, in questo senso, era molto simile a Hendrix; aveva bisogno di respiro. Nei Van Halen godeva di tutta la libertà necessaria, uno spazio che nei Kiss sarebbe mancato, a meno di non voler snaturare completamente l’essenza stessa della band. In breve, Eddie avrebbe finito per oscurare tutto il resto”.
Dopo “Diver Down”, i Van Halen incisero un ultimo album negli anni ’80 con David Lee Roth, ossia “1984”, che includeva brani classici come “Jump”, “Hot For Teacher” e “Panama”.
Fu nel 1985 che Roth lasciò i Van Halen, venendo sostituito da Sammy Hagar.
“Adoro Roth“, afferma Simmons. “E quella resta la mia era preferita dei Van Halen. Ma un cantante si può sostituire: quando arrivò Hagar, magari non piacque a tutti, ma divennero una band ancora più grande.”
“Allo stesso modo, quando gli AC/DC persero tristemente Bon Scott, divennero uno dei gruppi più importanti al mondo. Quindi quella regola secondo cui ‘non si può perdere il cantante’… in realtà, si può!”