Kurt Cobain: nuovo studio forense mette in discussione il suicidio

A trentadue anni dalla scomparsa del frontman dei Nirvana, uno studio forense indipendente scuote le certezze del 1994. Il team guidato dall’esperto Brian Burnett, i cui risultati sono stati pubblicati sull’International Journal of Forensic Science, contesta la tesi del suicidio.
Kurt Cobain morì a 27 anni il 5 aprile 1994 a Seattle. Il decesso fu ufficialmente catalogato come suicidio dal medico legale della contea di King, attribuendolo a un colpo di fucile Remington Modello 11 calibro 20.
Le recenti indagini mettono seriamente in discussione le conclusioni ufficiali sulla scomparsa di Cobain. Analizzando i dati autoptici con tecniche moderne, gli scienziati hanno rilevato lesioni che non coincidono con la dinamica di un colpo autoinflitto. Il rapporto descrive uno scenario di omicidio premeditato, in cui la vittima sarebbe stata resa inerme tramite overdose prima del colpo fatale. Lo studio evidenzia inoltre dieci punti critici che suggeriscono una manipolazione sistematica della scena del crimine e del biglietto ritrovato in casa.
Da un lato c’è l’esperienza pluridecennale di Burnett, noto esperto per aver messo in discussione esiti investigativi controversi grazie a analisi meticolose; dall’altro la posizione irremovibile delle autorità di Seattle. Un portavoce della Contea di King ha infatti ribadito la correttezza dell’autopsia del 1994, sostenendo che ogni procedura sia stata seguita rigorosamente per giungere alla classificazione del decesso come gesto volontario.
Così come riportato sui documenti dell’ International Journal of Forensic Science:
La morte violenta di Kurt Cobain, chitarrista e cantante della celebre rock band Nirvana, è stata datata dal medico legale della contea di King a Seattle (Washington, USA) al 5 aprile 1994. Il corpo di Cobain fu rinvenuto l’8 aprile 1994. Gli investigatori del dipartimento di polizia di Seattle (SPD), l’inquirente medico legale, l’assistente e il capo patologo conclusero che si trattò di un suicidio.
Tuttavia, i rapporti di polizia, le 37 immagini della scena del crimine rilasciate nel 2014, seguite nel 2016 da 5 scatti di un detective che impugna il fucile di Cobain, e le recenti divulgazioni del rapporto autoptico (dicembre 2023) e di quello balistico, sulle tracce dell’arma (gennaio 2025), hanno fornito nuove prospettive sulle modalità della sua morte.
Basandosi esclusivamente sulle prove di pubblico dominio e analizzandole attraverso un metodo critico multidisciplinare, emerge che Kurt Cobain è stato vittima di omicidio. Il suo corpo è stato rimosso dal luogo del delitto e la scena è stata manipolata per simulare un suicidio.
Il Daily Mail ha pubblicato ieri, 10 febbraio 2026 le foto della scena del crimine, visibili QUI.
La ricercatrice Michelle Wilkins, che ha lavorato con il team, ha dichiarato proprio al Daily Mail che, dopo soli tre giorni di analisi delle prove con occhi nuovi, Burnett ha affermato: “Questo è un omicidio. Dobbiamo fare qualcosa al riguardo”.
Wilkins ha spiegato che tale conclusione è giunta dopo una revisione esaustiva dei risultati autoptici, che hanno rivelato segni incompatibili con una morte istantanea causata da un colpo di arma da fuoco. Lo studio, sottoposto a revisione paritaria (peer-reviewed), ha presentato dieci prove che suggeriscono come Cobain sia stato affrontato da uno o più assalitori che lo avrebbero costretto a un’overdose di eroina per renderlo incapace di reagire, prima che uno di loro gli sparasse alla testa, gli sistemasse il fucile tra le braccia e lasciasse un biglietto d’addio contraffatto.
“Ci sono elementi nell’autopsia che dicono: ‘Beh, aspetta, questa persona non è morta molto rapidamente per un colpo di fucile'”, ha affermato Wilkins, indicando i danni agli organi associati alla privazione di ossigeno. “La necrosi del cervello e del fegato si verifica in caso di overdose. Non avviene in una morte causata da un colpo di fucile”.
Malgrado le recenti perizie, le autorità di Seattle non sembrano intenzionate a fare un passo indietro. L’ufficio del medico legale della contea di King ha difeso la validità dell’autopsia del 1994, sostenendo che i protocolli sono stati seguiti rigorosamente e che non sussistono prove sufficienti per rimettere in discussione l’indagine. Il Dipartimento di Polizia di Seattle ha ribadito la propria posizione: il caso Cobain resta ufficialmente un suicidio.