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Live Report: Igorrr + Dvne + Thoughtcrimes @ Alcatraz, Milano – 08/02/2026

Di Jennifer Carminati - 9 Febbraio 2026 - 10:51
Live Report: Igorrr + Dvne + Thoughtcrimes @ Alcatraz, Milano – 08/02/2026

Live Report: Igorrr + Dvne + Thoughtcrimes @ Alcatraz, Milano – 08/02/2026
Photo report completo: Photo Report: Igorrr + Dvne + Thoughtcrimes @ Alcatraz, Milano – 08/02/2026 – truemetal.it

Domenica 8 febbraio 2026, Alcatraz di Milano.

Questo è il giorno del grande ritorno in Italia di Igorrr, musicista francese capace di combinare una varietà di generi diversi come black metal, industrial, musica barocca, techno-hardcore, breakcore, trip hop e canto d’opera, fondendoli in un sound unico e indescrivibile che sfugge a qualsivoglia classificazione.

Grazie all’organizzazione di MC2 Live, Gautier Serre e le sue follie musicali tornano a farci visita, per proporre anche al pubblico italiano la sua sesta fatica discografica, “Amen”, a detta di molti, il suo disco più ambizioso e presente in moltissime classifiche dei migliori album nell’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle. Un artista eclettico, in grado di miscelare in maniera schizofrenica generi molto diversi tra loro, mettendo d’accordo tutti però sulla qualità del risultato finale, molto godibile anche in sede live.

Dvne e Thoughtcrimes come apertura per il secondo giro di concerti di questo tour europeo di inizio 2026 che ha preso il via pochi giorni fa in Francia, e che fortunatamente è passato anche da noi, in questa non troppo fredda domenica di febbraio presto surriscaldata, una volta all’interno delle mura del locale di via Valtellina.

Concerti come questo sono il motivo per cui amo fare questo “lavoro”, perché mi permettono di ampliare i miei ascolti, talvolta ricredendomi su giudizi troppo affrettati, altre scoprendo band di cui ignoravo l’esistenza e che diventeranno poi la colonna sonora di molte giornate a venire.

Artisti come questi ci aiutano a capire e riconoscere che la musica estrema non è solo un frastuono indefinito e disorganizzato, ma, se fatta con tutti i crismi, riesce a dare un senso, spesso complicato da capire, a quello che apparentemente sembra solo uno squilibrato caos di suoni.

Un pubblico molto eterogeneo, sia per età che per magliette indossate, riempie questo Alcatraz in versione ridotta stasera, con il palco b montato, come era lecito aspettarsi vista la particolarità dell’evento, certo non per tutti.

Vediamo quindi com’è andata questa tappa milanese del tour europeo 2026 di Igorrr, accompagnato da Dvne e Thoughtcrimes.

 

THOUGHTCRIMES 

Giusto il tempo di bere una birra con gli amici qui ritrovati e sono giusto le 19 quando la prima band fa il suo ingresso sul palco, di fronte ad un pubblico piuttosto esiguo al momento.

La formazione dei Thoughtcrimes include tra le sue fila l’ex batterista dei The Dillinger Escape Plan, Billy Rymer, ed è forse l’unico motivo per cui ancora sopravvivono in questo frenetico mondo musicale, dove diventare una meteora è presto fatto.

Il quintetto nato a Long Island ha pubblicato diversi singoli e materiale in studio a partire dal 2019, e il loro sound, abbastanza tecnico e incisivo, non ha quasi per nulla presa sul pubblico che sta cominciando ad aumentare via via che la loro setlist scorre.

Non era certamente serata per il cantante Rick Pepa, per buona pace dei suoi compagni di band che hanno cercato di portare a casa comunque lo show.

La fusione che fanno i Thoughtcrimes di mathcore e metalcore, è alquanto caotica, ma nel senso brutto del termine, e nonostante tutti gli sforzi possibili, non riesco proprio a dare un senso alla loro proposta.

Pare evidente che anche ai Thoughtcrimes non interessa rientrare in un genere ben definito, anzi, sono ben consci di prendere qua e là solo le parti che sembrano loro giuste per dar voce ai brani: The Dillinger Escape Plan e Deftones rielaborati, ma neanche troppo, potrei sinteticamente definirli così. Ma dovrebbero imparare a farlo meglio, molto meglio. C’’è ancora tanta strada  da fare davanti loro, non c’è dubbio.

Una performance vocale pessima che ha certamente influito sulla resa finale del loro set e credo che per chi come me era al primo ascolto dei Thoughtcrimes, difficilmente darà loro una seconda possibilità.

A parte un timido ed educato applauso, nonostante tutto il loro impegno, i Thoughtcrimes non guadagnano certamente fan questa sera.

Comunque sia, dopo questa prima mezz’ora di concerto la confusione comincia già a farsi strada nel mio cervello, e siamo solo all’inizio.

 

DVNE 

Un pubblico ancora più compatto ed entusiasta accoglie la seconda band in apertura, anch’essa a me sconosciuta fino ad oggi.

I Dvne sono saliti sul palco con una configurazione insolita: la batteria davanti e al centro, il che dava già l’idea che qualcosa di diverso stavamo per ascoltare. Un’intro piuttosto epica e pomposa, ha aperto il loro set, accompagnata da forti applausi del pubblico che evidentemente li conosceva meglio della sottoscritta.

E‘ subito evidente che gli scozzesi Dvne sono in ottima forma e con una gran voglia di mostrarci di che pasta sono fatti. Il loro sound progressivo e pesante, fatto da musicisti palesemente esperti, è studiato nei minimi dettagli e riesce a far muovere finalmente il pubblico.

Le doppie voci, pulita di Victor Vicart e growl di Dan Barter, funzionano perfettamente insieme sopra il fragoroso lavoro di Dudley Tait alla batteria e Allan Paterson al basso. Il lavoro di chitarra sia di Victor che di Dan oscilla spesso tra sezioni intricate e frenesie di riff, che scatenano vari moshpit tra la folla finalmente surriscaldata. a dovere.

I Dvne riescono abilmente a intrecciare aggressività, rabbia e frustrazione, con un’orecchiabile melodia di base, grazie anche all’ottimo utilizzo delle tastiere e un batterista davvero notevole.

C’è qualcosa di speciale nei Dvne, un non so che di preciso che mi ha colpito, e mi riprometto di approfondire la loro conoscenza per potervi dire alla prossima occasione di che cosa si tratta.

Lineup
  • Dan Barter – chitarra, voce
  • Victor Vicart – chitarra, voce
  • Allan Paterson – basso
  • Maxime Keller – tastiere
  • Dudley Tait – batteria
Setlist
  1. Sì-XIV
  2. Eleonora
  3. Abode of the Perfect Soul
  4. Cobalt Sun Necropolis

 

Indipendentemente dalla qualità musicale e dalla performance di questa sera, l’accoppiata scelta per aprire questa seconda parte del tour non è tra le più azzeccate, non si adattano per nulla al pubblico di Igorrr e questo penalizza certamente la resa finale del concerto.

Certamente ha funzionato meglio con Master Boot Records e Imperial Triumphant, ma va bene così.

IGORRR 

Tra le mure del locale di via Valtellina c’è un’atmosfera ormai impaziente di vedere il distintivo stile di magnificenza e caos degli Igorrr portato in vita sul palco dal vivo.

Allestimento del tutto singolare del palco per il musicista francese: due piattaforme illuminate, batteria da una parte e una batteria elettronica e un synth dall’altra, con una scala centrale, che permetterà molto movimento dei musicisti, un esci ed entra continuo che tiene gli occhi incollati.

Il progetto Igorrr, per chi se lo stesse ancora chiedendo, si pronuncia “aigorr”, è noto per cambi di formazione frequenti, specialmente per le voci femminili e la batteria nel corso degli anni. La lineup attuale, guidata dal polistrumentista e mastermind Gautier Serre, include Erlend Caspersen (basso), Martyn Clément (chitarra), JB Le Bail (voce harsh), Marthe Alexandre (voce soprano e mezzo-soprano) e Rémi Serafino (batteria).

Il progetto musicale, perché di questo si tratta ed è giusto ribadirlo, si distingue per la fusione di vari generi estremi come black metal, drum n’bass, opera lirica e barocca, elettronica e breakcore, che dà origine a brani che spesso sono dei veri e propri deliri schizofrenici.

L’amore di Gautier Serre per i Mr Bungle non è certo un mistero, e, oltre a sentirsi chiaramente in alcuni suoi brani, ha portato anche a due collaborazioni con membri della band di Mike Patton, a riprova di una stima reciproca e del fatto che “tra matti ci si riconosce”.

Mentre il logo di Igorrr viene illuminato sul telo nero a fare da sfondo, lo spettacolo inizia subito con toni inquietanti, la manifestazione oscura di “Daemoni”, l’apertura del loro ultimo album “Amen”, arriva tra noi.

Le esibizioni dal vivo di sono incredibilmente impressionanti e la scaletta di questa sera lascia spazio non solo al feroce e al pesante, ma anche all’elettronica, oltre che agli elementi operistici e orchestrali, con un’aggressività psicopatica sempre presente.

Anche se la loro proposta sembra sul punto di andare fuori controllo da un momento all’altro, ci sbagliamo, è tutto calcolato nei minimi dettagli, i brani da proporre nella setlist sono scelti con cura e riproposti dal vivo rendono ancora di più che su disco.

In un concerto come questo non credo convenga, o forse non mi sento in grado di commentare i singoli brani proposti. È tutto talmente imprevedibile da essere indescrivibile, se non lo si è vissuto in prima persona, credetemi, davvero.

Nella scaletta proposta in questo tour, c’è spazio per sentire le varie sfaccettature di questo strambo progetto. Non mancano infatti i brani preferiti dai fan come “Nervous Waltz” con le sue vibrazioni tipiche del XVIII secolo e “Camel Dancefloor” proposta alla fine, a cui si affiancano i nuovi classici del suo vasto repertorio.

Brani come la schizofrenica arabeggiante “Blastbeat Falafel”, “Headbutt“, dove blastbeats e arpeggi di pianoforte classico si fondono sapientemente, in pochi, o forse nessuno?!, saprebbero anche solo pensarli, figuriamoci concepirli.

“ADHD” è breakcore folle, un brano inclassificabile a mio avviso, incentrato sull’elettronica e il sintetizzatore di Gautierre, e con il sapiente gioco di luci fatto questa sera sull’Alcatraz di Milano, tutto è ancora più enfatizzato.

Lo spettacolo di luci e la scenografia hanno sottolineato in modo impressionante la performance musicale e scenica di questo progetto nato attorno al fondatore Gautierre Serre, rendendo questo concerto quasi un’opera d’arte fatta musica.

Con le marcate influenze symphonic black metal “Infestis” rimane uno dei miei brani preferiti dell’ultimo album in studio, e anche in sede live trova la sua giusta espressione, davvero potente e incisivo Gautierre nell’interpretazione.

In mezzo a questo marasma non abbiamo un attimo di tregua. Che dire di “Silence”, spiazzante sotto tutti i punti di vista. Voce lirica e pianoforte incontrano il noise e l’elettronica, per dare origine ad un brano che dal vivo fa venire la pelle d’oca.

In questa squilibrata centrifuga di soluzioni stilistiche, la voce operistica di Marthe Alexandre ben ci sta. Bravissima nel catturare i diversi cambiamenti musicali con i movimenti del corpo, molto teatrale e d’effetto, una performance perfetta sotto tutti i punti di vista. Molto brava anche nello sfruttare, senza malizia e senza mai essere volgare, la sua sensuale femminilità.

Certo, rispetto agli esordi ormai una ventina di anni fa, ora Gautier Serre ha certamente ridefinito il suo approccio, anche in sede live, rendendolo in qualche modo più fruibile al grande pubblico. Sa cosa ci si aspetta da lui e sa altrettanto bene che la strada verso il successo su larga scala passa per forza di cose attraverso qualche compromesso e strizzatina d’occhio al mainstream e a quello che alla gente piace, senza però mai perdere di coerenza.

Restare inconfondibilmente fedeli a sé stessi è tra le cose più difficili al mondo, e lui ci riesce alla grande.

Igorrr resta un’artista unico e inconfondibile nel suo genere eclettico, con quella sua vena imprevedibile, folle e squilibrata, che lo caratterizza e rende riconoscibile.

L’apparente “non-sense” di cui tanti lo accusano, è in realtà molto pensato, curato nei minimi dettagli. I versi di animali, le distorsioni, le intrusioni noise, gli inserti operistici, sono tutti effetti precisamente studiati che danno origine a brani uno diverso dall’altro.

In questo, che distrattamente e superficialmente può essere definito caos, tutto ha perfettamente senso: nulla è davvero lasciato al caso, ma bisogna saperlo capire e per certi versi interpretare.

Igorrr è sperimentazione allo stato puro: schizofrenico, disturbante, tra i più innovativi musicisti dell’attuale scena estrema.

Se ad un ascolto in cuffia lascia interdetti. In sede live sconvolge proprio i sensi.

Gautier Serre con il suo delirante progetto e un concerto pazzesco, ha dimostrato ancora una volta che la musica non ha bisogno di confini di genere per essere apprezzata, solo orecchie e soprattutto menti aperte.

Che possa piacere o meno, un nevrotico chapeau, è d’obbligo.

Lineup
  • Gautier Serre – polistrumentista, voce
  • Erlend Caspersen – basso
  • Martyn Clément – chitarra
  • JB Le Bail – voce harsh/death
  • Marthe Alexandre – voce soprano/mezzo soprano
  • Rémi Serafino – batteria
Setlist
  1. Daemoni
  2. Spaghetti Forever
  3. Nervous Waltz
  4. Blastbeat Falafel
  5. Downgrade Desert
  6. ADHD
  7. ieuD
  8. Hollow Tree
  9. Polyphonic Rust
  10. Headbutt
  11. Infestis
  12. Pure Disproportionate Black and White Nihilism
  13. Silence
  14. Viande
  15. Himalaya Massive Ritual
Encore
  1. Very Noise
  2. Camel Dancefloor
  3. Opus Brain

Se dopo la prima mezz’ora di concerto la confusione cominciava già a farsi strada nel mio cervello, vi lascio immaginare ora. Mi sembra quasi di avere le allucinazioni, credetemi.

Questa domenica sera era proprio quello di cui avevamo bisogno. Uno spettacolo che ti trasporti in un’altra dimensione, dove i confini tra metal, elettronica e rave si confondono.

Igorrr è uno di quegli artisti di cui non sapevo di aver bisogno nella mia vita, fino ad oggi.

In tantissimi sostengono che Igorrr non sia metal. Molti altri l’esatto opposto, definendolo uno dei maggiori rappresentanti del cosiddetto metal estremo. Quello che non è di certo in discussione è il fatto che Igorrr sta facendo qualcosa di molto diverso, davvero molto diverso, con uno stile ormai distintamente peculiare e caratteristico.

Il metal, come tutti i generi musicali, ha, o perlomeno dovrebbe avere, regole molto rigide e ben strutturate, capaci di distinguere tra una categoria e l’altra. Quello che è evidente in Igorrr e la sua proposta musicale è il fatto che è ovvio che queste regole le conosce bene ma ha deciso di proposito di ignorarle.

Forse per i più intransigenti dei metallari questo strano e per certi versi squilibrato artista non dovrebbe funzionare, ma lo fa. E la folla di fan accorsi questa sera all’Alcatraz di Milano lo dimostra.

Personalmente credo che Igorrr sia tra i pochi artisti in grado di cambiare non solo il presente, ma anche il futuro del metal.

E voi come la pensate a riguardo?

Ci si rivede prestissimo, sempre tra queste righe.

Stay tuned and Stay metal.