Heavy

Manowar: la figlia rivela, Scott Columbus si suicidò

Di Davide Sciaky - 5 Aprile 2020 - 18:00
Manowar: la figlia rivela, Scott Columbus si suicidò

La figlia del compianto batterista dei ManowarScott Columbus, morto nel 2011 in circostanze mai chiarite prima, ha rivelato che il padre commise suicidio.

Sulla pagina Facebook creata dalla figlia Teresa per ricordare il musicista, poco fa è stato pubblicato il seguente messaggio:

Buongiorno, parla Teresa, la figlia di Scott.
Condivido con voi quanto segue nella speranza che possa aiutare qualcuno.
Mio padre era un uomo incredibilmente genuino e io voglio onorare la sua memoria.

Mio padre è morto suicidandosi.

Non ne abbiamo mai parlato semplicemente perché quando una persona muore così sembra che sia tutto ciò di cui si parla – della causa della morte e non della sua vita.
Il modo in cui mio padre è morto non definisce chi è stato.
Chiunque l’abbia conosciuto sa come fosse una persona amichevole, umile, carismatica, divertente e amorevole, mai “triste”.
Alcuni anni prima della sua morte subì dei lutti che lo portarono alla depressione. Sapevamo che non era sé stesso, l’abbiamo aiutato a curarsi e l’abbiamo seguito in ogni momento del suo percorse.
Purtroppo ha perso la sua battaglia con la depressione.
Ha lasciato questo mondo sapendo quanto la sua famiglia lo amava, questo posso dirlo con sicurezza.
Spero che condividere questa informazione aiuti a parlare di malattia mentale e suicidio, aiuti a far sapere di più sulla depressione (che non è uno stato d’animo, è una malattia del cervello), e aiuti chi sta soffrendo a riuscire a chiedere aiuto.
Non rivelerò altri dettagli perché è una perdita che fa ancora male, quindi non mi chiedete altro.
Per favore continuate a ricordare mio padre per la fantastica vita che ha vissuto.
E, per favore, parlate con i vostri cari e accertatevi che stiano bene.
Grazie a tutti per il vostro amore e supporto.

Good morning, this is Scott’s daughter Teresa. I am sharing this with you in the hopes that it will help others. My…

Pubblicato da Remembering Scott Columbus su Domenica 5 aprile 2020