Vario

Martiria (Andy Menario)

Di - 23 Agosto 2005 - 18:46
Martiria (Andy Menario)

Se il loro primo Eternal Soul poteva essere considerato una delle tante ottime comete che hanno affollato i cieli della nostra musica, l’uscita di The Age Of the Return conferma e proietta i capitolini Martiria ai vertici dell’epic metal mondiale, un disco che, come ho sottolineato in sede di recensione, possiede le carte i regola per compiere quel difficile salto di qualità che li potrebbe imporre al grande pubblico. Colgo l’occasione per ringraziare il master mind Andy Menario ed il singer Rick Anderson per la pazienza e disponibilità che ancora una volta hanno dimostrato.
Intervista curata da Stefano “CirithUngol” Quaranta.


Iniziamo la chiacchierata dal post Eternal Soul:
E’ passato un anno dall’uscita del vostro esordio, ti sono pervenuti i dati ufficiali attestanti le vendite?

Andy: Ciao Stefano, diciamo che preferirei passare alla seconda domanda…ma comunque si, ho i dati e posso dirti che la produzione fatta dalla Hellion praticamente è quasi esaurita. E per quanto ci riguarda siamo più che soddisfatti.


So per certo che la maggior parte dei critici ha tributato un’ottima accoglienza ad Eternal Soul, quale è il commento o il giudizio che ti ha fatto più piacere?


Andy: Mah….detto francamente essere quasi valutati come band di culto, è stata una bella soddisfazione, ma devo dire che sono state molte le parole di supporto che mi e ci hanno fatto piacere…è il massimo che un musicista si può augurare.
Sentire tanta gente intorno a te, che ti valorizza ad ogni occasione, far stare bene, te lo assicuro, e ti dà grande energia per proseguire in quel che stai facendo.


Il nuovo The Age of the Return è uscito da poco ed i primi commenti sono addirittura superiori a quelli che accompagnarono l’uscita dell’esordio, che aspettative avete da questo lavoro?


Andy: Non posso smentirmi, e ti confermo quel che è già stato detto per “The Eternal Soul”, abbiamo fatto questo nuovo album divertendoci e mettendoci dentro tutto ciò che abbiamo, per noi questa è già una grande soddisfazione. Per anni i Martiria sono stati al palo come tantissime altre band, soffrendo e patendo per non riuscire a pubblicare nulla, ed ora sapere di poter godere di una minima considerazione da parte degli addetti ai lavori e del pubblico, ci colma di gioia.
Al resto sinceramente ancora non siamo abituati a pensare.
Il fatto di ricevere i primi riscontri ottimi per “The Age of the Return”, non può che inorgoglirci, ed è veramente una cosa che paga tutti gli sforzi fatti per mettere alla luce questo nuovo prodotto.


Ascoltando con attenzione “The Age of the Return “ non si possono non notare le due caratteristiche che per me ne hanno determinato la sua piena riuscita e cioè la ricercata struttura dei brani e l’elevata qualità dei testi. Puoi descriverci come nascono queste diverse atmosfere all’interno di uno stesso brano e soprattutto presentarci questo misterioso Marco Capelli, personaggio esterno al gruppo ma a cui vanno accreditati tutti i testi?


Andy: Mi fà veramente piacere rispondere a questa domanda. Marco è una persona speciale, personalmente credo sia un genio. Ha la capacità di calarsi in realtà a lui del tutto sconosciute con estrema facilità e con un approccio molto più che umile. Si informa, si interessa, si addanna, prova e riprova ed alla fine riesce a tirare fuori quello che serve. Ha una sensibilità particolare e questo aspetto credo l’aiuti molto nel percepire alcuni input, soprattutto per ciò che riguarda il lavoro che fa con noi. Alla base c’è comunque il fatto che è una persona che sa cosa può fare e come deve fare per arrivare all’obiettivo prefissato, e comunque non è il primo di passaggio che prende in mano una penna ed inizia a scrivere testi…qualcosa di lui lo puoi trovare sul suo sito “progettobabele.it”, ha già alle spalle più di qualche racconto e poesie, e qualche premio della critica.
In ogni caso, per quel che concerne il fondersi delle liriche alle musiche, posso dirti che lavoriamo con un metodo molto semplice, e probabilmente l’unico possibile a chilometri di distanza. Generalmente prima parliamo delle tematiche dei brani io, Marco e Rick, dopodiché comincio a costruire il brano, quasi sempre già completo di arrangiamenti e linea melodica, questo per facilitare il lavoro a Marco, che lo riceve e sull’idea di partenza elabora il testo con le metriche che gli chiedo. Talvolta queste sono perfette ma solo con la mia pronuncia in inglese (eh eh eh eh!!) ed è li che subentra Rick. Lui riceve il brano e lo risistema completamente, magari dove ha necessità di cambiare qualche frase, si consulta con Marco….e cosi via. Di conseguenza sia musiche che liriche passano attraverso la sensibilità musicale di noi tutti, penso che il risultato sia una miscela di tutte le personalità. Ecco svelato l’arcano!

Marco: Essere definito misterioso mi piace parecchio… voglio dire, suona molto professionale!
A questo punto, mi piacerebbe presentarmi, ma come faccio? Dopo tutti i complimenti che mi ha fatto Andy, mica posso aggiungere niente, rovinerei l’effetto!
Preferisco, piuttosto, ribadire come il testo finale di ogni canzone sia nato per sovrapposizione di più elementi: la visione iniziale di Andy, tradotta in musica, la mia personale interpretazione di questa visione, i successivi aggiustamenti, le riscritture parziali o totali fino all’intervento conclusivo, equilibratore, di Rick.
Ah, sì, un’altra cosa da dire, in effetti, ce l’avrei… strizzare immagini & parole in una metrica predefinita (e per di più in una lingua che non è la propria) è una dannata faticaccia. Un po’ come mettere insieme un puzzle di tremila pezzi con soggetto “il mare”, per capirci. Però ne valeva la pena, perché il risultato finale, senza false modestie, è più che dignitoso (che, detto da me che non mi sbilancio mai, vuol dire molto) e, soprattutto, perché far parte (in qualche modo) dei Martiria è una delle esperienze più belle che mi siano mai capitate. Grazie Andy!


Raccontaci come vivi questa strana situazione di avere un cantante che per ragioni logistiche non hai mai conosciuto ma che con l’aiuto di Internet e della tecnologia in generale determina con la sua splendida voce la piena riuscita delle tue creazioni.

Andy: Beh.. la domanda non è facile, posso dirti che mi sento come uno che ha fatto Bingo. Con Rick c’è un rapporto molto sincero e sereno, tutti noi sappiamo che difficilmente potremmo incontrarci, cosi scansiamo il problema evitando completamente di parlarne. Ormai quando ci scriviamo con Rick è come parlare per telefono ad uno di famiglia, senza nessun tipo di formalità.
Penso di averlo già ringraziato abbastanza per tutto quello che fa per i Martiria…e lui dall’altra parte, mi ringrazia per averlo incluso nel progetto, già questo dice tutto sulla sua persona e il suo modo di porsi quotidianamente nei nostri confronti. E’ professionale e leale, umile e efficiente…una persona con molte qualità….ma soprattutto è un grande cantante!


Come vivi l’attesa/curiosità di ascoltare come Anderson abbia interpretato quello che tu hai scritto?

Andy: Con una curiosità pari e quella dei miei figli quando gli dico che gli ho comprato una sorpresa! provo emozione e curiosità allo stato puro, anche perché passano circa un paio di mesi prima di ricevere le parti di Rick, di conseguenza l’attesa diventa estenuante. Ma ormai il pensiero principale va soprattutto su “chissà cosa si sarà inventato questa volta” …devo dirti la sincera verità, fondamentalmente lui si rifà abbastanza rigidamente alle linee che gli mando, ma quando le canta riesce a mettere quel qualcosa di magico che non so spiegarti…le capisce!!! ..comprende subito dove volevo andare a parare! e veramente una soddisfazione! e poi dove modifica è geniale, spesso penso… “cazzo, è cosi che doveva suonare” !!!


Ci sono parti o porzione di brani che gli avresti fatto reinterpretare avendo avuto la possibilità di lavorare entrambi nello stesso studio?


Andy: No, in assoluto!


Rick, le stessa domanda la rivolgo a te, se fosse stato possibile, avresti cambiato qualche melodia o apportato modifiche sulla struttura di base?


Rick: No non penso avrei mai cambiato struttura delle canzoni o melodie.


Rick, il concept biblico che caratterizza The Age of the Return pur essendo basato sulla bibbia reca con se passaggi anche molto personali che magari potrebbero scontrarsi con il tuo modo di vedere tali argomenti; ti sei trovato in sintonia con i pezzi scritta da Marco Capelli al 100% o avresti modificato qualche concetto?


Rick: Assolutamewnte no! Marco ha fatto un lavoro incredibile. Ho sentito che i testi avevano un incredibile profondità e che comunicavano intensamente il messaggio del Libro più importante di tutti i tempi. Perciò perfettamente in sintonia.


Questa è una mia curiosità personale.
Sinceramente non ho assegnato il massimo dei voti solamente a causa di “So Far Away” un canzone a mio modestissimo parere piacevole ma nulla più (non me ne volere) e caratterizzata da un giro di chitarra un po’ troppo anonimo e melodico; di contro leggendo un’intervista che ti è stata fatta recentemente ho notato con mio forte stupore che il collega metallico ha invece indicato quel brano come il suo preferito. Quel è il tuo giudizio su quel brano e indicami se per cause di forza maggiore fossi stato costretto a eliminare una canzone quale avresti sacrificato e perché?

Andy: So far away come tutte le canzoni dei Martiria ha un suo perché, innanzi tutto potrei dirti che è l’espressione massima della mia parte melodica (probabilmente!), inoltre è nata perché volevo assolutamente un brano dove il riff portante avesse la stessa melodia del cantato…. piccoli esperimenti, si prova, si crea, si cambia, si ripete…comunque anche sul quel brano (per ciò che mi riguarda) c’è una grande prestazione di Rick, e degli ottimi passaggi di ritmica.
Per la seconda parte della domanda ti posso rispondere che, fino all’ultimo mi sono trovato di fronte a questa scelta, per il solo motivo che generalmente il mercato Giapponese esige delle bonus tracks sulle copie destinate a quel paese… cosi mi sono massacrato il cervello per capire quale brano tagliare per relegarlo a bonus track… come puoi vedere è finita che il mercato Giapponese si beccherà gli stessi CD degli altri mercati internazionali !

Il disco esce per la nostrana UndergroundSymphony, siete soddisfatti del loro operato e quale sono state le cause che hanno ritardato l’uscita di The Age of the Return” ?

Andy: Per il momento siamo molto soddisfatti del lavoro svolto dalla US, si è creato un ottimo rapporto di stima e rispetto e questi sono due aspetti molto importanti per ciò che mi riguarda. I ritardi… beh, un pò di tutto…scelta della copertina, ritardi di stampa… Siae …direi soprattutto quella !!! eh eh eh!!!


Eternal Soul uscì addirittura per la brasiliana Hellion, come ne veniste a contatto?


Andy: La parola magica: Internet ! Si sono fatti avanti nel momento opportuno, ci hanno lasciato totale libertà artistica, e quel che avevano promesso lo hanno fatto… ma questa volta volevamo qualcosa di più, e siamo sicuri con Underground Symphony di aver fatto la scelta giusta.


Cambiamo discorso.
Il disco vede la partecipazione di un’autentica sezione di tenori, soprani, bassi e contralti, è stato difficile comunicargli le tue intenzioni ? La resa finale ti ha soddisfatto?

Andy: Fortunatamente non è stato difficile, grazie al Maestro Mauro Marchetti che ha praticamente fatto da tramite, il rapporto è stato molto semplice. Poi i componenti del coro Operton sono tutti ragazzi molto giovani, che hanno saputo immediatamente orientarsi nella richiesta che gli avevo fatto. Sono abbastanza soddisfatto, se avessimo avuto più tempo a disposizione sono sicuro avrebbero fatto ancora meglio, ma questo sarebbe potuto accadere solo con una produzione alla Manowar!!! …con calma ci arriveremo!! eh eh eh!!!


Se a breve vi venisse proposta un’esibizione live in qualche grosso festival europeo come risolvereste il problema logistico di Rick Anderson?


Andy: Se oltre all’ offerta ci inviassero anche un biglietto andata e ritorno da e per gli USA…non sentirai mai parlare di problemi logistici! Come ho già detto più volte, siamo ben lieti di partecipare a festival o fare live, ma non siamo più ragazzi… noi ci mettiamo cuore, anima, soldi per le produzioni e tanto tempo per fare la nostra musica …ma autotassarci per un evento live sinceramente non ci interessa, tutti abbiamo (come penso la maggior parte delle persone normali) un lavoro da mantenere, una famiglia e tanti altri impegni …la musica è la nostra passione, ma fino ad un certo punto! …sempre lieti di suonare dal vivo lo abbiamo fatto per anni ma quel “superminimo” di condizione dobbiamo imporla! (…altrimenti, chi le sente le mogli !!!!)


Ho saputo che sei un fan dei Candlemass, come giudichi il loro ultimo lavoro?
In ambito metal cosa stai ascoltando ultimamente?


Andy: Mi hai beccato, purtroppo non ho avuto ancora modo di ascoltare la loro ultima fatica..ma presto rimedierò e ti saprò dire, ultimamente stò ascoltando l’ultimo di Iommi e Hughes, i Last Tribe e l’ultimo di Dickinson (che ahimè, so di farmi molti nemici…non mi entusiasma più di tanto!) ma principalmente sto lavorando su altre cose di cui poi avrai dettagli, perciò sono un po’ distratto sugli ascolti.


Come da copione……………a te la parola……


Innanzi tutto devo ringraziarti di questa nuova opportunità che mi hai dato per raccontare qualcosa di più dei Martiria, e per il grande supporto che ci state dando come portale Metal, e poi non posso che salutare e ringraziare tutti coloro che ci stanno sostenendo regalandoci queste belle emozioni. Stay Heavy!!!

Intervista curata da Stefano “CirithUngol” Quaranta.