Hard Rock

Mötley Crüe: Tommy Lee spiega perché non riesce a dire addio ai palchi

Di Valeria Campagnale - 2 Luglio 2026 - 17:56
Mötley Crüe: Tommy Lee spiega perché non riesce a dire addio ai palchi

Ospite del podcast Joe Rogan Experience, il batterista dei Mötley Crüe, Tommy Lee, si è lasciato andare a una confessione sul prossimo tour della band, svelando le ragioni che continuano a spingerlo on stage.

Interpellato sul imminente ritorno on the road, Lee ha ripercorso i ritmi dell’ultimo tour condiviso con i Def Leppard, per poi mettersi a nudo sul motivo che lo tiene ancora alla batteria.

“Sì, ripartiamo a metà luglio. Sono carichissimo perché veniamo da un periodo di pausa a casa. Abbiamo affrontato un tour mondiale negli stadi con i Def Leppard che è durato la bellezza di due anni e mezzo. Roba da matti. A un certo punto mi sono reso conto che non ricordavo nemmeno l’ultima volta che mi fossi fermato per un po’. Ci eravamo detti: “Ok, adesso stacchiamo la spina per un anno o più”. Non prendevamo una vera pausa dal 2016. Quindi, per me, stare un po’ tranquillo è stato meraviglioso. Mi sono goduto la scorsa estate in famiglia e ora che la bella stagione è tornata siamo pronti a ripartire, ma quel periodo di break è stato davvero rigenerante”.

Lee ha poi descritto l’eterna dicotomia che vive ogni rockstar, divisa tra il richiamo del palco e il bisogno di normalità:

“Sono gasatissimo. L’erba del vicino è sempre più verde, amico. Quando sei in tour a spaccare tutto pensi: “Questo è il massimo”. Poi, dopo un po’, subentra la stanchezza e ti ritrovi a dire: “Sparerei alle spalle a mia madre pur di dormire nel mio letto”. Ma quando rimani a casa troppo a lungo, scatta l’effetto opposto: “Amico, devo andarmene da qui”. È uno strano equilibrio. Sei felice finché non diventa troppo, e a quel punto si ribalta tutto”.

A fare la differenza, però, è un momento preciso: quello in cui Lee incrocia lo sguardo di una nuova generazione di fan che scopre i Mötley Crüe per la prima volta. È questa l’autentica ragione per cui non riesce a camminare verso il pensionamento.

“Lascia che ti spieghi, non c’è niente di meglio… Prova a scambiare i ruoli con me per un secondo. Sei lì dietro, alla batteria. Fai questo mestiere da abbastanza tempo per capire che è la cosa più bella del mondo. Vedi i tuoi fan storici e, all’improvviso, ti accorgi che hanno avuto dei figli. Ora quei bambini sono sulle spalle dei genitori a fare il segno delle corna e a urlare a squarciagola “Shout, shout [at the devil]”. Tu rimani a guardarli e pensi: “Ma quel ragazzino avrà sì e no dieci anni e sta facendo air drumming!”. Vedere questo passaggio di consegne, questo cerchio che si chiude con un’intera nuova generazione che ti vede dal vivo per la prima volta… è incredibile. È una cosa che non invecchia mai, amico. Credo sia questo il motivo principale per cui amo ancora tutto questo”.

“È qualcosa che dà un senso definitivo a ciò che fai, capisci? E puoi arrivarci solo con il tempo», ha aggiunto. «È un’esperienza che sto vivendo solo di recente, negli ultimi anni. Guardi giù dal palco e vedi una marea di ragazzini che magari assistono al tuo show per la prima volta. È una sensazione selvaggia”.

Le parole del batterista arrivano in un momento caldissimo: mancano infatti pochissime settimane all’inizio della nuova avventura live della band.

Il tourThe Return of the Carnival of Sins” prodotto da Live Nation, toccherà 33 città del Nord America. La prima data è fissata per il 17 luglio 2026 al The Pavilion at Star Lake in Pennsylvania, e vedrà come special guest d’eccezione Extreme e Tesla.

Il nome scelto per la tournée è un richiamo allo storico “Carnival of Sins” del biennio 2005-2006, uno degli spettacoli più iconici e celebrati della storia dei Mötley Crüe.

Nel frattempo, il musicista non si ferma e continua a promuovere anche il suo nuovo lavoro solista, “Tommyland Rides Again”.