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Nergal: “Impossibile che un ragazzo elabori un video di 8 minuti quando la soglia di attenzione su TikTok è di 15 secondi”

Di Orso Comellini - 20 Novembre 2022 - 9:15
Nergal: “Impossibile che un ragazzo elabori un video di 8 minuti quando la soglia di attenzione su TikTok è di 15 secondi”

Nel corso di una nuova intervista su Arte Concert, il leader dei Behemoth, Adam “Nergal” Darski ha toccato vari temi di attualità alla sua maniera, come social media e “cancel culture”. Queste le sue parole:

In varie circostanze, di questi tempi, mi sento semplicemente confuso. Non riesco ad arrivarci. Vivo all’interno della nuova generazione e non la capisco. Credetemi, se fossi un ragazzino, non vorrei trovarmi nella situazione di mettere su una band, per dire, oggigiorno. Sapendo quello che devi passare e quanto sia dura riuscire ad emergere e distinguersi, non credo che mi metterei a formare una nuova, anonima band. Non se ne parla. Di questi tempi non puoi neanche mostrare il tuo fottuto carattere, perché finiresti bannato all’istante. Prova a imprecare, a esporre il tuo pensiero politico, a dire quello che davvero ti piace o meno e finirai immediatamente cancellato.

Vi faccio una domanda, cui ognuno potrà rispondere per sé. Provate a immaginare se negli anni Sessanta e Settanta ci fossero stati gli smartphone, quando iniziavano a emergere i vari Elvis Presley, Janis Joplin, The Who, Miles Davis, Doors, Beatles. Sarebbero stati bannati. Non avrebbero avuto nessuna carriera. Solo un fottuto ban. Sarebbero stati arrestati, per qualsiasi ragione. Nessuno di loro sarebbe sopravvissuto più di una settimana.

Sembra quasi che non sia più la musica a essere importante, ma il formato, il contenuto. Come posso sperare che un ragazzino elabori un video lungo 8 minuti, quando tutti sono abituati ad avere una soglia di attenzione di 15 fottuti secondi prima di fare scrolling su TikTok o Instagram? Il tempo di scroll è 15 secondi, 15 secondi, 15 secondi… E’ questo il nuovo standard a cui ci adattiamo. Mi rendo conto che il mio tono sembri accusatorio, ma so bene di quello che parlo, perché anch’io soffro degli stessi sintomi. Clicco su qualcosa e immediatamente passo ad altro, perché sono annoiato, annoiato e annoiato… È narcotizzante. È una droga. Ne sono consapevole, ma allo stesso tempo, ne sono vittima. Mi piace dire che sono un uomo analogico in un mondo digitale. Tuttavia ancora non ho capito come viverlo in modo sano, purtroppo.