Intervista Iommi (Jørn Lande)
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Intervista Iommi (Jørn Lande)

L'uscita di From The Dark, nuovo album del riff master Tony Iommi, è ormai imminente. Una release carica di attesa e di aspettative - dopo il concerto…

di Orso Comellini 22 Ottobre 2026 - 08:00
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L'uscita di "From The Dark", nuovo album del riff master Tony Iommi, è ormai imminente. Una release carica di attesa e di aspettative - dopo il concerto finale dei Black Sabbath e la scomparsa di Ozzy Osbourne - che si candida di diritto tra i migliori dischi di questo 2026 in dirittura d'arrivo. Un lavoro marchiato a fuoco anche dalla presenza e dalle composizioni di Jørn Lande, autore di una prestazione intrisa di pathos e di una maturità artistica invidiabile, che abbiamo raggiunto in occasione del lancio del primo singolo, 'World Alone', per un piacevole botta e risposta. Lasciamo pertanto a lui la parola!

Ciao Jørn, grazie per averci concesso l’intervista e benvenuto su TrueMetal.it. Principalmente oggi parleremo del nuovo album con Tony Iommi, “From The Dark”, in uscita ad ottobre per BMG. Quali sono le tue sensazioni in questo momento?

Sono davvero felicissimo e orgoglioso! Ne è valsa decisamente la pena, sia per l'attesa che per il duro lavoro, ed è fantastico che la notizia dell'album sia finalmente stata resa pubblica!

Sappiamo che in passato hai già avuto modo di cantare con gli Heaven And Hell, ma come è nata la collaborazione con Tony Iommi per questo suo nuovo album?

Io e Tony ci siamo conosciuti nel 2004 e abbiamo registrato alcuni demo insieme. Per vari motivi la collaborazione non è andata in porto allora: Tony ha realizzato il suo album solista del 2005 con Glenn Hughes e, come tutti sappiamo, Ronnie James Dio è tornato per incidere l’album “The Devil You Know” degli Heaven and Hell. Tuttavia, da allora siamo rimasti in contatto ed entrambi volevamo realizzare un album insieme prima o poi. Il tempo è passato e finalmente, un paio di anni fa, è arrivata la telefonata.

Tu stesso hai rivelato di aver collaborato alla scrittura del disco, puoi dire in che misura e quali canzoni in particolare?

Ho scritto tutti i testi e le melodie vocali dell'intero album

Come è avvenuto il processo di composizione? Scambio di file online oppure vi siete riuniti in sala prove?

All’inizio ho ricevuto da Tony un paio di demo musicali abbozzati, su cui ho lavorato a casa, per poi registrare ai Jailhouse Studios in Danimarca. Successivamente abbiamo lavorato entrambi nello studio di casa di Tony in Inghilterra, oltre a registrare al Gospel Oak Studio di Warwick e all’Abbey Recording Studio di Oxford. È stato un processo creativo tipo botta e risposta, mentre collaboravamo in studio con il produttore Mike Exeter e, a volte, ci scambiavamo i file. A volte Tony adattava o modificava i suoi riff in base alle mie melodie vocali e ai miei testi, e viceversa. Anche Mike, Tony e io apportavamo modifiche spontanee durante le sessioni di registrazione. Tutto si basava su un ottimo lavoro creativo di squadra.

Senza nulla togliere alla talentuosa Becky Baldwin, immagino che per Tony Iommi la prima scelta al basso fosse Geezer Butler. Per caso sai come mai alla fine non abbia potuto partecipare?

Per questo dovresti chiedere a Tony o a Geezer. Comunque, Becky ha fatto un lavoro fantastico in questo album.

Qual è la tua canzone preferita e perché?

Sono tutte fantastiche! Ma se dovessi sceglierne solo una, sarebbe sicuramente “Stormwatcher”, perché mette davvero in risalto e incarna la magia della nostra collaborazione. Unisce perfettamente la chitarra maestosa e inconfondibile di Tony al mio stile melodico e ai miei testi caratteristici. Adoro anche come è venuto fuori il tema marittimo: si adatta perfettamente alla composizione musicale della canzone; è maestosa e potente.

Puoi darci qualche informazion e in più sui testi del disco?

I testi dell'album sono prevalentemente di carattere esistenziale: descrivono la lotta per la sopravvivenza e il percorso della vita, riflettendo sul passato, sul presente, sul futuro e oltre.

Tu sei nato un paio di anni prima che i Black Sabbath dessero alle stampe il primo album omonimo. Come e quando hai scoperto la band di Tony Iommi?

Il mio interesse per la musica è nato molto presto grazie a mio padre, che è stato un musicista e cantante attivo per tutta la vita. Ben presto mi sono appassionato al rock and roll e ricordo di aver ascoltato all’infinito i primi due album dei Led Zeppelin, oltre a quelli di altre band come Jethro Tull, Sweet, Deep Purple, ecc.

Ho scoperto i Black Sabbath per la prima volta grazie a delle compilation rock su vinile degli anni ’70, che includevano brani come “Paranoid”, “Iron Man”, ecc. I miei primi album completi dei Sabbath sono stati Technical Ecstasy e Never Say Die. Dato che ero già un grande fan di Ronnie James Dio grazie ai suoi album con i Rainbow, si può dire che ho seguito Ronnie quando è entrato a far parte dei Black Sabbath. Ronnie e Tony erano una coppia da sogno, il binomio cantante/chitarrista per eccellenza, proprio come lui si era integrato così bene con Richie Blackmore nei Rainbow.

Tutte le uscite dei Black Sabbath con Ronnie sono album fondamentali che resistono alla prova del tempo. Anche Ozzy era fantastico, ovviamente: pur con un carattere e uno stile diversi da quelli di Ronnie, entrambi hanno lasciato un’impronta unica e inconfondibile sui Black Sabbath.

Con il concerto di Birmingham e la scomparsa di Ozzy Osbourne la storia dei Black Sabbath sembra ormai un capitolo chiuso. Ma da fan, pur essendo felicissimo per il nuovo disco degli Iommi, in fondo al cuore nutro sempre una speranza che la band possa riunirsi, magari con Tony Martin (tra i cantanti in lizza per “From The Dark”), sotto il moniker Headless Cross o Eternal Idol, per esempio, per uno o più dischi più eventuale tour. Pensi che Tony tenga chiusa quella porta o ci sia anche solo una tenue speranza?

Questa è sicuramente una domanda da rivolgere a Tony Iommi, e non spetta a me fare ipotesi al riguardo.

Avete in programma delle date dal vivo?

Eventuali concerti dal vivo dipenderanno interamente da Tony; al momento non ci sono date in programma, ma non si sa mai... L'obiettivo principale ora è l'uscita dell'album.

Parlando invece della tua carriera artistica, personalmente ho totalmente amato gli ARK. Che ricordo hai di quegli anni e di quei due album?

Ho così tanti bei ricordi degli anni con gli ARK che è difficile sceglierne solo alcuni. Lavoravamo e registravamo insieme come una vera band, alla “vecchia maniera”, ed era davvero fantastico. Provavamo sulla 33ª strada a Manhattan, dato che John Macaluso viveva nel Queens. Ne abbiamo passate di tutti i colori: dagli sciami di api assassine che invadevano la città, alle tempeste tropicali che seminavano il caos per le strade… tutto ciò, immagino, ha contribuito al processo creativo. Abbiamo persino tirato a riva uno squalo ferito su una spiaggia del New Jersey, ma abbiamo dovuto liberarlo perché non c’era molto che potessimo fare. Abbiamo organizzato una piccola festa proprio su quella spiaggia, senza sapere che ci fosse il coprifuoco, così sono arrivati gli elicotteri della polizia a cacciarci via: che bei ricordi!

So che non è una domanda facile, ma se tu dovessi indicare il tuo album preferito nella tua discografia, quale sarebbe? O quello a cui sei più legato per ragioni affettive...

È davvero una domanda difficile, visto che mi piacciono tutti i miei album 😉 Ma se dovessi sceglierne un paio, direi “Lonely Are The Brave” del 2008 e “Over The Horizon Radar” del 2022. Tra gli altri album che ho realizzato, credo che “The Devils Hall of Fame” dei Beyond Twilight e “Burn the Sun” degli ARK siano imprescindibili: hanno lasciato un’impronta creativa davvero forte nel tempo. Quando scrivi con il cuore e cerchi sempre di riflettere su qualcosa di reale, ogni album diventa fondamentale, con canzoni che sono personali.

Quali sono i tuoi progetti per il prossimo futuro? Hai intenzione di collaborare di nuovo con Alessandro Del Vecchio?

Alessandro è da molti anni il tastierista della mia band, JORN, oltre ad essere un grande amico; quindi, la nostra collaborazione è sempre in essere. Ha anche curato il missaggio e la masterizzazione di molti dei miei album dei JORN e ha scritto diverse canzoni insieme a me. Vado spesso a Somma Lombardo per lavorare nel suo studio su vari progetti, e ci piace moltissimo lavorare insieme. Tra i progetti per il prossimo futuro, oltre all’attesa per l’uscita dell’album di Iommi il 23 ottobre, c’è il lancio di una compilation dei JORN con 30 brani, che speriamo di pubblicare entro la fine dell’anno.

In vista dei mondiali di calcio 2026 hai composto il brano ‘Vi er Norge’, la Norvegia ha anche giocato discretamente bene (oltre ad aver letteralmente distrutto i sogni di gloria dell’Italia nel girone di qualificazione). Commenti post mondiale?

È stata un’esperienza fantastica e un vero privilegio esibirmi in occasione di vari eventi organizzati negli stadi di calcio durante i Mondiali FIFA, per sostenere i nostri fantastici giocatori norvegesi che hanno dato prova di un impegno davvero straordinario! Mi dispiace per l’Italia, comunque.

Grazie ancora per l’intervista, ti lascio spazio qualora volessi aggiungere qualcosa a quanto già detto. A te la parola!

Grazie per avermi invitato, lo apprezzo davvero molto! Per favore, saluta da parte mia tutti i miei amici italiani!

English version: https://www.truemetal.it/heavy-metal-news/interview-iommi-jorn-lande-1257101

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