Vario

Live Report: Dropkick Murphys + Frank Turner + Haywire @ Alcatraz, Milano – 15/10/2025

Di Martina L'Insalata - 19 Ottobre 2025 - 9:24
Live Report: Dropkick Murphys + Frank Turner + Haywire @ Alcatraz, Milano – 15/10/2025

Live Report: Dropkick Murphys + Frank Turner + Haywire @ Alcatraz, Milano – 15/10/2025
a cura di Martina L’Insalata

 

 

Milano, 15 ottobre 2025: l’Alcatraz è in festa come fosse il giorno di San Patrizio, c’è odore di birra in tutta la sala e attesa per una serata all’insegna del folklore punk portato in scena dai Dropkick Murphys, assieme a Frank Turner & The Sleeping Souls e gli Haywire, con loro in apertura.

Si tratta della prima data europea del tour, arrivata al soldout come ci si aspettava: a scaldare i motori sono proprio gli Haywire617, band hardcore di Boston: un’apertura breve ma intensa con brani come Feeling Depressed?, Love Song, Like A Train – dal loro disco Conditioned For Demolition, e persino una cover di Boys Don’t Cry dei Cure.

Il palco viene poi lasciato nelle mani di Frank Turner: attesissimo dal pubblico al punto da poterlo quasi definire co-headliner, inizia il suo set con I Still Believe. “Something as simple as rock ‘n’ roll would save us all”, canta fiero, e credo che nessuno dei presenti oserebbe mai dargli torto. Fa aprire moshpit su Try This At Home e Never Mind The Back Problems e mastica qualche parola in italiano qua e là. “Questo è lo show n. 3078”, dice. “Il mio italiano fa schifo, suoniamo, questa è una canzone antifascista”: così viene introdotta 1933, seguita da No Thank You For The Music e Bob, cover degli amici NOFX. “L’ho fatta con loro ma si sono sciolti, quindi ora è mia, l’ho vinta io”, afferma scherzando. Il pubblico lo segue affezionato, canta e ride con lui nel pieno di uno spettacolo decisamente meritevole. 

Do One viene modificata per l’occasione: Frank Turner canta la prima strofa in italiano, finendo per stupire tutti di quanto in realtà le sue competenze linguistiche siano ferrate abbastanza da riuscirci al primo tentativo. Dopo Recovery tornano i moshpit e il crowdsurfing (di cui lui stesso sembra essere maestro, destreggiandosi alla perfezione sul pubblico!) con Non Serviam e Get Better. Il concerto si chiude con Four Simple Words: “non andate via, dopo di me c’è una band altrettanto valida, ve lo assicuro!”.

Le birre aumentano, così come il pubblico: tutto pronto per l’arrivo dei Dropkick Murphys sul palco che iniziano con The Lonesome Boatman, cover dei The Fureys. Grancassa, cornamusa, luci verdi e cori condivisi danno subito l’idea di una serata memorabile. Altra partenza a bomba con la loro Worker’s Song, seguita da Middle Finger e The Boys Are Back. Ken Casey è da subito sulla folla: canta con loro, segue con lo sguardo ogni individuo pronto al crowdsurfing per potergli passare il microfono. Sottopalco si respira sempre aria di libertà, ma forse a volte il punk riesce a far sentire questa cosa un po’ di più. Si continua con Johnny, I Hardly Knew Ya e poi Longshot e Fiending For The Lies, dal nuovo disco For The People, uscito nell’estate appena passata.

Dopo Citizen C.I.A. c’è spazio anche per delle cover più tradizionali, come Finnegan’s Wake e School Days Over. Lo show prosegue liscio, i brani sembrano scelti accuratamente per una setlist che dà l’idea di una lunga e unica canzone, mai noiosa né stancante. Good Rats si mescola bene con Chesterfields & Aftershave, così come Skinhead on the MBTA assieme a The Green Fields of France – per altro, unico pezzo più lento e tranquillo della serata.

La festa continua con Out of Our Heads e Who’ll Stand With Us?, ma è solo riscaldamento perché poi arriva The State of Massachusetts ed è lì che iniziano davvero a volare tutte le possibili Converse e Vans presenti. Non c’è un vero e proprio encore, solo una festa nella festa, composta da Rose Tattoo, Going Out In Style, l’intramontabile I’m Shipping Up to Boston – e no, non siamo a un tipico djset mainstream radiofonico!, per chiudere con The Big Man. Nemmeno il tempo di posare gli strumenti a Ken Casey è di nuovo assieme alla folla per foto e abbracci sudatissimi, cosa non di poco conto in un mondo di rockstar che fanno le rockstar anche quando sono nessuno. Non c’è chiusa migliore e più punk di questa, a quando la prossima festa?

Photo report completo della serata: https://www.truemetal.it/live/photo-report-dropkick-murphys-frank-turner-haywire-alcatraz-milano-15-10-2025-1208022