Industrial

Live Report: Hand of Juno, Tune Music Lab, Pordenone – 9 marzo 2024

Di Valentina Rappazzo - 11 Marzo 2024 - 23:11
Live Report: Hand of Juno, Tune Music Lab, Pordenone – 9 marzo 2024

Di banane gonfiabili e bacchette rotte: il primo live delle Hand Of Juno.

Live Report a cura di Valentina Rappazzo

Che io mi sia appassionata al progetto delle Hand of Juno ormai è cosa nota, le canticchio sotto la doccia (non me ne vogliano le poverette per come le mie doti canore maltrattino i loro pezzi), le blasto in macchina mentre vado al lavoro, ci ho scritto diversi articoli che potete leggere qui e qui.

Non c’era che da aspettarsi quindi che, armata di tutto l’hype che può scatenare un progetto tutto al femminile (di norma, con l’eccezione di questa serata di cui vi parlerò più avanti) sono partita alla volta del Tune Music Lab di Pordenone per assistere alla prima (e unica) data italiana che la band ci ha annunciato.

La serata è stata aperta dai Lovedrop e i Tales in Colour, due giovani band punk rock che hanno avuto il compito di scaldare il locale in attesa delle nostre.

Male per me che non sono riuscita a vederli!

Non so spiegarvi perché questa band mi esalti tanto, o forse sì: le Hand of Juno hanno tanto di quel potenziale che se non le avete ancora ascoltate non sapete cosa diamine vi state perdendo. Con la loro reinterpretazione industrial metal classico, condito a puntino con influenze dark e con quel pizzico di techno tanto tipico della scena berlinese (come berlinese è la Out of Line, etichetta che le rappresenta), sono per me una boccata d’aria fresca in un panorama musicale ormai ancorato a vecchi dogmi e regole di cui, cari miei, a volte possiamo anche farne a meno.

E le mie aspettative non sono state per nulla disattese. La formazione, per la serata, vede due dei membri fondatori della Band: Melissa e Helly. Manca Alice, in tour in Europa con gli Infected Rain. Al suo posto la sezione di basso è affidata a Marco Valerio (Orange Car Crash) mentre alla chitarra c’è Francesca Mancini (Necrosy) che pare accompagnerà la band anche nelle prossime date europee.

 

… E si comincia questo live, del quale rimpiango ogni secondo: vorrei rivivere quell’emozione insieme a chi mi sta leggendo. La band ha suonato, oltre ai 4 pezzi già pubblicati, tutta una serie di inediti che, lasciatemelo dire, non vedo l’ora che siano su disco.

Quale sia stata la scaletta, a dirvi il vero, non lo so. E questo live report, amici lettori, non era assolutamente previsto, ma quello che ho visto ieri sera non può non essere condiviso.

È troppa la mia esaltazione? Forse.

Ma cari miei, in questi tempi in cui la buona musica scarseggia, band come questa mi generano talmente tanto entusiasmo che se esaltarsi per un live è un crimine, allora sono pronta per il patibolo.

Ma torniamo a noi:

Melissa Bruschi, alla voce, si presenta sul palco con lo stesso sguardo alieno del loro ultimo video

e, in contrasto con il suo perenne sorriso che lasciava trasparire un po’ di emozione e di adrenalina, prende controllo della sua performance e si dimostra una grande frontwoman: tiene il palco come se avesse fatto sempre e solo quello dal momento in cui ha iniziato a respirare. Mentre lancia banane gonfiabili dal palco passa con tranquillità dal pulito, al growl e poi allo scream con naturalezza. Menzione d’onore per il suo look … ho adorato le sue trecce!

C’era solo una pecca, ahimè gravissima! Troppa, troppa macchina del fumo che tentava di nascondere alla nostra vista la mastodontica Helly. Ci prova, il maledetto fumo, ma nulla può contro la presenza scenica di Helly che gliene da pesante in questo live: l’ho già vista altre volte, con altre band, e non è certo una che si risparmia. Ma questa sera ha tutta la decisione di chi sa quello che vuole dare: tutto.

Dalla sua cassa esce tutta l’energia di chi vuole mangiarsi il palco, di chi ha fuoco e musica nelle vene: è irruenta ma precisa, violenta ma controllata, potente e allo stesso tempo misura ogni colpo. E ne è la prova la bacchetta spaccata che adesso si annovera sulla mia mensola dei cimeli da concerto.

Finisce presto, troppo presto, le avrei fatte suonare per almeno altre due ore.

Passo al merch: esposte, hanno maglie da donna. Ne compro una, un sorriso stampato sulla faccia, mentre le sento dire ad un altro fan che sì, hanno ANCHE magliette da uomo.

Il vento sta cambiando signori, e questo è solo l’inizio.