Live Report: Mike Terrana Band a Cocquio Trevisago (VA)

Di Marcello Catozzi - 8 Maggio 2014 - 13:30
Live Report: Mike Terrana Band a Cocquio Trevisago (VA)

TERRANA BAND

Cocquio Trevisago, Music Factory, 18 aprile 2014

 

La notizia dell’uscita di un disco della neonata Terrana Band non poteva non alimentare curiosità e interesse negli animi di tutti quei rocker che hanno seguito le eroiche gesta del drummer statunitense (classe 1960) durante l’arco della sua lunghissima carriera. Il nostro “drum hero” ha mietuto innumerevoli successi accanto ad autentiche stelle del firmamento mondiale, a partire da Sua Maestà Y.J. Malmsteen per arrivare ai Rage, ai Masterplan di Roland Grapow, senza dimenticare gli anni trascorsi con Axel Rudi Pell, Tarja Turunen (è in corso attualmente il tour “Beauty and the Beast”), oltre ai vari progetti nei quali Mike si è (dis)impegnato in questi anni: Kee Marcello, Marco Mendoza, Tony Mc Alpine, Steve Lukather, Gamma Ray, ecc.

L’idea della collaborazione con Terrana (e conseguentemente del disco d’esordio, che è tuttora in fase di confezionamento) è stata concepita da due menti “nostrane” D.O.C.: quella vulcanica di Fabrizio Chiarelli, voce e chitarra di F.E.A.S.T. e Mister No, e quella creativa di Alberto “el Guapo” Bollati, noto ai più come ex bass player dei gloriosi Wine Spirit. Accomunati dalla sacra fiamma del Rock, sempre viva e ardente nei loro animi irriducibili, i tre guerrieri hanno dato vita a questa creatura che – stando ai primi vagiti del video ufficiale “One Way” – pare assolutamente decisa a non fare prigionieri.
E’ con una certa curiosità e impazienza che ci accalchiamo a ridosso del palco del locale, l’accogliente Music Factory, pieno imballato e bello carico, in attesa dell’inizio del concerto.
Il primo a darsi in pasto al pubblico (e a suscitare una prevedibile quanto assordante ovazione) è proprio lui, Mr. Terrana, nel consueto abbigliamento “minimal”: calzoncini e scarpe da fitness, con cresta d’ordinanza e auricolari. Appena i due compari gli si affiancano, armati dei loro strumenti, una terrificante mitragliata del suo (malcapitato) rullante dà il via alle danze.

L’intro della band, purtroppo, è rovinata da alcuni problemi di natura tecnica nell’impianto, che colpiscono in particolare il povero Fabrizio, il cui sguardo tradisce un comprensibile sconforto, mentre la base ritmica continua imperterrita a scandire trame rocciose destinate a lasciare il segno.
Fortunatamente le criticità dell’impianto vengono presto risolte, e l’espressione di Chiarelli assume lineamenti più distesi durante l’esecuzione dell’oramai famosa “One way”, che – come già accennato – si è avuto modo di apprezzare nel video ufficiale: frizzante e tosta al punto giusta, un riff all’unisono di chitarra e basso che sa di familiare, stop sapienti e un ritornello dalla voce grintosa e penetrante quanto basta, il tutto sorretto da un drumming a dir poco tellurico, servito secondo i canoni dell’intramontabile “old school”.
Uno spassoso botta e risposta tra Fabrizio “Sei pronto?” e Mike “Io sono nato pronto!” prelude all’esuberante “Riding the rails”, seguita dalla devastante e possente “Shake me”, al termine della quale il grondante Mike scherza con Alberto, dando vita a un altro esilarante scambio di battute, nel segno del puro divertimento. Del resto, quando Terrana è protagonista, c’è sempre da aspettarsi qualche colpo di scena più o meno clamoroso.

Il concerto procede con la presentazione di altri brani inediti della band (che si troveranno sul disco d’esordio, la cui uscita è stata programmata per l’inizio dell’estate), accolti con gran fragore ed entusiasmo dai presenti: in effetti il trio – sebbene a digiuno di prove, in considerazione dei vari impegni del drummer (sempre itinerante in lungo e in largo per il globo) – mette in mostra un’eccezionale compattezza e una straordinaria intesa, sicuramente ascrivibile alla professionalità e all’esperienza di ogni singolo componente del gruppo. D’altronde, i report riguardanti le precedenti performance in Italia e all’estero sono concordi nel sottolineare questa coesione.
Lo show svela, nel suo incedere, altri connotati del nascituro CD (le interessanti song “Let it all go”, “Hang tough” e “Liquid dynamite”), prima di un pirotecnico bass solo di Alberto Bollati, che si scatena sciorinando il suo repertorio di pura tecnica e prorompente energia. Tanto per aggiungere un ulteriore tocco di originalità a un momento di per sé già spumeggiante, ci si mette anche Mike a battere le bacchette sulle corde del basso, sostituendo più che degnamente, in tal modo, la mano destra del Guapo.
Si riprende, senza un attimo di tregua, in una temperatura torrida che mette a dura prova la resistenza dei musicisti, impegnati (o impregnati che dir si voglia) sotto i riflettori. Con un paio di cover prese in prestito dalla famiglia Van Halen (“Hot for the teacher” e “You really got me”) Chiarelli ha la possibilità di palesare, con la nota naturalezza, le sue qualità distintive: ottima tecnica chitarristica, istinto, improvvisazione (è da rilevare un gradevolissimo intermezzo in cui Fabrizio si produce in uno “scat” di alta scuola), unitamente a una voce capace di inerpicarsi lungo ripide pareti per raggiungere altitudini elevate, il tutto sempre accompagnato da una ragguardevole dose di feeling in fase esecutiva.

A questo punto Mike introduce la toccante “Hold on”, suggestiva ballad di sapore “Hard Rock” sano e genuino (forse il momento più emozionante per i rockettari dal cuore tenero), molto ben costruita e assai coinvolgente a livello di pathos, seguita da una tirata e scoppiettante “Hell on high heels”. Si continua in un’atmosfera sempre più surriscaldata con la splendida “Mississippi queen”, rivisitazione – arrangiata in chiave moderna e arricchita da un lavoro chitarristico assai ben articolato – di una vecchia song dei Mountain (per la cronaca: si tratta dell’unica cover che comparirà sul CD in programmazione), seguita dalla dirompente “Around the world”, vagamente “saxoniana” nella sua impostazione, spinta da un potente bicilindrico basso-batteria e dedicata a tutti i bikers.
Arriva il momento topico del drum solo, avviato dall’instancabile Mike con una serie di rullate condite da una componente scenica impressionante, fatta di roteare di bacchette, di passaggi da una mano all’altra, di acrobatiche prese al volo, il tutto mantenendo un timing veemente e incalzante, pedalando sulla doppia cassa senza mollare un sedicesimo, in modo sempre trascinante e impetuoso. In poco meno di un quarto d’ora l’inossidabile drummer maltratta le pelli del suo kit con la consueta violenza, ma con una classe e una padronanza a dir poco singolari, mettendo in mostra il meglio delle sue straordinarie qualità: l’esibizione è tecnica e teatrale insieme, variegata e mai scontata, muscolare ma al tempo stesso gustosa, per quel suo continuo avvicendarsi dei vari stacchi e passaggi mozzafiato, un vero godimento per la vista oltre che per l’udito!
Mentre si asciuga il sudore, Mike presenta l’ultimo tributo della serata (nella fattispecie: dedicato a John Bonham), quindi la band attacca con estremo vigore inanellando una serie entusiasmante di indimenticabili masterpiece del passato, eseguiti con spaventosa energia e precisione: “Moby dick”, “Black dog”, “Whole lotta love” e “Rock’n’roll” tirano la volata alla scintillante “Show down”, con il Guapo ancora sugli scudi, chiudendo così nel migliore dei modi uno spettacolo di ottimo livello e, come tale, destinato a restare nella memoria.

Calore, sudore e adrenalina lasciano a poco a poco spazio alla soddisfazione e al piacere di aver assistito a una performance avvincente, che ha coinvolto tutti i fortunati presenti in un’emozionante kermesse.
Non ci resta che esprimere la nostra gratitudine ai protagonisti dello show, augurandoci di spararci presto nelle vene un altro flebo di integratore marchiato “Terrana Band”. Stay tuned..!

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Le foto del servizio sono a cura di Federica Mentasti; contatto: federica.mentasti.ph@gmail.com
per gentile concessione di Studio’s Art & Music Factory. Sito ufficiale: www.studiosmusic.net

Marcello Catozzi

Line-up:

– Fabrizio Chiarelli – Chitarra / Voce
– Alberto Bollati – Basso /  Voce
– Mike Terrana – Batteria

Playlist:

01.    Intro
02.    One way
03.    Riding the rails
04.    Shake me
05.    Let it all go
06.    Hang tough
07.    Liquid dynamite
08.    Hot for the teacher
09.    You really got me
10.    Hold on
11.    Hell on high heels
12.    Mississippi queen
13.    Around the world
14.    Moby dick
15.    Black dog
16.    Whole lotta love
17.    Rock’n’roll
18.    Fly me to the moon
19.    Show down