Live Report: Soulfly a Sesto San Giovanni (MI)

Di Giacomo Cerutti - 17 Luglio 2013 - 16:20
Live Report: Soulfly a Sesto San Giovanni (MI)

SOULFLY + INCITE + LODY KONG

Sesto San Giovanni (MI), Carroponte 10/07/2013

 

Stasera al Carroponte assisteremo al “Maximum Cavalera Tour”. Il nome dice tutto, infatti Max Cavalera, leader dei Soulfly, s’é portato appresso i figli con le rispettive band, i Lody Kong dove militano i figli Zyon Cavalera e Igor Cavalera Jr. mentre, negli Incite canta Richie Cavalera, in pratica una riunione di ‘famiglia on-stage’. Ciò nonostante non sembra suscitare molto interesse, poiché a un’ora dall’apertura il pubblico è scarso, e una volta entrato, invece di piazzarsi davanti al palco, si riversa nella zona ristoro. Sarà per il cielo promettente pioggia, o che molti fan ritengono che il buon Max, una volta uscito dai Sepultura, non abbia combinato grandi cose con gli altri progetti, vivendo dell’eredità della sua band storica, fatto sta che suoneranno sul palco secondario, cattivo segno nonostante sia l’unica data italiana.

 

Il concerto ha inizio con i giovani Lody Kong, alla batteria troviamo Zyon Cavalera, alla voce chitarra Igor Cavalera Jr. e al basso e seconda chitarra due presenze anonime. Forti del freschissimo EP “No Rules”, entrano in scena con qualche timido applauso, partendo con “Earth Is Yellow”. Il loro sound è una miscela di death, thrash e hardcore, che si rispecchia nei riff di chitarra e nelle linee di basso, soprattutto dalla scalpitante batteria di Zyon, mentre la voce di Igor Jr. è molto grezza, tipicamente punk-grunge; inoltre le sue movenze talvolta nevrotiche, i lunghi capelli biondi scompigliati, ricordano molto Kurt Cobain. Complessivamente hanno una buona tenuta di palco, grintosi ed energici, e intrattengono i pochi presenti con una performance valida, salvo qualche problema tecnico. Forse dopo qualche pezzo possono essere stati monotoni, le ritmiche un po’ riciclate e un frontman troppo sgraziato, che termina lo show lanciando la chitarra. Tutto sommato il pubblico gradisce, gli applausi non mancano, è il giusto inizio per una band alle prime armi che vuole seguire le orme della band paterna.
 

 

È il turno degli Incite, nati nel 2004 con all’attivo un EP e due full-length di cui l’ultimo, “All Of War”, inciso l’anno scorso. La loro apparizione on-stage e il saluto del frontman Richie Cavalera, suscita un buon riscontro nel pubblico leggermente aumentato. Essendo in giro da anni sono una band ben rodata e senza indugi irrompono con “The Aftermath” dando prova di che pasta siano fatti. I potenti riff e soli di Gene Macazan s’intrecciano con le dure linee di basso di Christopher EL, mentre Lennon Lopez picchia costantemente piatti e pelli, infine il figliastro Richie s’impone con un growl aggressivo incitando il pubblico: buon sangue non mente! Il risultato è una sorta di death-groove duro e cattivo. Anch’essi sono molto dinamici e interattivi, pezzo dopo pezzo ricevono molti applausi, terminando con “Army Of Darkness” una performance sicuramente d’impatto, che ha riscaldato il pubblico con qualche accenno di pogo, in preparazione dell’atteso headliner.

Scaletta:
01. The Aftermath
02. Die Alone
03. Down And Out
04. Tyranny’s End
05. Feel The Flames
06. Divided We Fail
07. Nothing To Fear
08. The Slaughter
09. Army Of Darkness
 

 

Dopo aver assistito alle esibizioni dei figli, non resta che vedere il padre. La pioggia cade leggera ma costante, ma non serve a far demordere i fan che iniziano ad acclamare la band. Dopo una discreta attesa ecco i Soulfly fare capolino sul palco, la vista del mitico Max Cavalera genera un boato ed esordendo con un urlo grottesco annuncia “Propecy”. Si entra da subito nel vivo del concerto, il pubblico entusiasta comincia a spintonarsi sotto le note di pezzi come “Defeat U” e “I And I”. Mark Rizzo alla chitarra emerge con riff mordenti rimanendo concentrato sull’esecuzione, il barbuto Tony Campos fa vibrare a dovere il basso fortificando il sound, alla batteria ritroviamo il figlio Zyon, che per tener testa ai precedenti batteristi, si fa in quattro, soprattutto nella parte della set-list incentrata sui Sepultura. In tale parte, purtroppo non si può fare a meno di notare un Max Cavalera non in perfetta forma, gli anni passano per tutti e, salvo qualche saltello, risulta appesantito e affannato, il growl è sempre molto ruvido, ma i ritornelli li fa sempre cantare ai fan, sia per una buona interazione, sia per affaticamento. Ovviamente la risposta dell’audience nel sentire delle cannonate come “Refuse / Resist”, “Territory” e “Arise” si scatena nel pogo, alimentato dalla continua richiesta da parte di Max, di ‘mosh pit’, ‘wall of death’ e delle immancabili bestemmie. Così, oltre alla pioggia, cominciano a cadere in testa un bel numero di persone. In seguito è il turno di “Resistance” e “World Scum”, tratti dal penultimo album “Enslaved”, dopodiché papà Max chiama i figli per cantare “Revengeance”. Per riprendere fiato e divertire al tempo stesso, sono stati introdotti due pezzi eseguendo la parte iniziale di “Walk” e “Iron Man”, quest’ultima in onore della famigerata “Roots Bloody Roots” con la quale terminano la parte iniziale dello show. Al loro rientro, come encore eseguono “Jumpdafuckup / Eye For An Eye”, terminando con “The Trooper” come outro. Posso dire che è stato un concerto discreto, non il migliore che abbia visto come prestazione. Dal pubblico, oltre che copiosi applausi e incitamenti, si sentivano chiaramente pesanti critiche nei confronti di Max. È triste dirlo, ma forse è il caso che il leader dei Soulfly, Sepultura e Cavalera Conspiracy, rifletta sull’opportunità di andare avanti o di fermarsi lasciando spazio ai figli.

Scaletta:
01. Prophecy
02. Back To The Primitive
03. Defeat U
04. Seek ‘N’ Strike
05. I And I
06. Babylon
07. Refuse / Resist (Sepultura cover)
08. Territory (Sepultura cover)
09. Cockroaches / Wasting Away (Nailbomb cover)
10. Arise / Dead Embryonic Cells (Sepultura cover)
11. Resistance
12. World Scum
13. Straighthate (Sepultura cover, introdotta da “Walk”)
14. Rise Of The Fallen
15. Revengeance (feat. Richie e Igor Jr. alla voce)
16 .Roots Bloody Roots (Sepultura cover, introdotta da “Iron Man”)

Bis:
01. Jumpdafuckup / Eye For An Eye
02. Outro “The Trooper”

Report a cura di Giacomo Cerutti