Heavy

Live Report: Tygers of Pan Tang, Skanners e Sons Of Thunder @ Legend Club, Milano – 30/03/2024

Di Valeria Usiello - 2 Aprile 2024 - 12:02
Live Report: Tygers of Pan Tang, Skanners e Sons Of Thunder @ Legend Club, Milano – 30/03/2024

Live Report: Tygers of Pan Tang, Skanners e Sons Of Thunder @ Legend Club, Milano – 30/03/2024
a cura di Valeria Usiello

 

Sons Of Thunder

I romani Sons Of Thunder danno il via all’ultima delle tre date italiane dei Tygers of Pan Tang.
Si presentano come diversamente giovani nonostante la band sia nata nel 2017, ma sanno come generare e mantenere alta l’adrenalina nell’attesa delle Tigri. Passione e rock ‘n’ roll sono le parole chiave per descrivere il sound dei SONS OF THUNDER che hanno come riferimento musicale il Dio Lemmy e gli AC/DC, senza disdegnare richiami all’Hard Rock più attuale e alle suggestioni nord europee. Oltre al cuore romano, i SONS OF THUNDER hanno portato sul palco anche un braccio possente come ‘backliner’ e si sono guadagnati un grazie sentito da parte di Iacopo Meille.

In scaletta troviamo “Louder”, “I Don’t Piss From My Knees”, “No Fear, No Pain, No Gain”, una energica cover in chiave ‘hard’ del pezzo “Sex Bomb” di Tom Jones e Mousse T., “Turn it up”, “Thunder again” e “Thunderhood”.

 

Skanners

Seguono poi gli Skanners, acclamati sul palco da un gruppo di hard core fan arrivati da Trento e Alto Adige nonostante l’imminente festività e le pessime condizioni climatiche: il gruppo altoatesino di Claudio “Klaus” Pisoni che supera il traguardo dei 40 anni di carriera propone brani come “Starlight”, “Metal Party”, “Blood in My Eyes” e la scaramatica “R.I.P”, veri e propri classici della scena metal italiana, ma anche brani recenti come “Factory Of Steel”, “Hard And Pure”, “We Rock The Nation” e “Welcome To Hell”.

Nella loro carriera vantano tour con i più grandi nomi della storia dell’Heavy Metal ed infatti non deludono: l’intera band è ottimamente affiatata e sbatte in faccia al pubblico il suo heavy metal puro e impetuoso, fatto di sacrifico e passione, con  l’incredibile voce di Claudio Pisoni a catturare l’attenzione e gli applausi dichiarando di essere ai primi due concerti dopo “aver scampato la morte di recente”. Ma il Rock si sa, non morirà mai!

 

Tygers of Pan Tang

Termina in una Milano già in clima pre-pasquale e decisamente poco primaverile, il mini tour italiano dei Tygers Of Pan Tang.

La band di Robb Weir e Iacopo ‘Jack’ Meille, dopo due tappe a Roma e Pistoia, arriva al Legend Club con uno spettacolo che – secondo gli intenti – ripercorre tutta la loro carriera, dai classici del passato ai brani dell’ultimo album Bloodlines.
E noi siamo qui per respirare aria di nostalgia!

Come da previsioni, la band sale sul palco  anticipata dal boogie glam-rock di “Tiger Feet” dei Mud che è sempre un’ottima scelta, i fan si scaldano al suono del countdown nell’attesa di urlare ‘One, two, three, four… Euthanasia!’ e tornare indietro nel tempo al 1980.

“Euthanasia”, la canzone di apertura del primo album della band “Wild Cat”, dà il via al concerto con Iacopo felice di interagire con il pubblico casalingo già al termine del primo pezzo. Iacopo gioca in casa, così come Francesco alla chitarra: le due quote italiane della storica band inglese sanno come arrivare diretti al cuore dei presenti attraverso ogni pezzo, vecchio o nuovo, con grande professionalità. Assieme al membro originale Robb Weir alla chitarra e al batterista Craig Ellis, la memoria storica della band ha accolto e integrato alla perfezione Huw Holding – “l’uomo che non suda mai!” – al basso ed il nostro Francesco Marras, mantenendone intatta la potenza.

E proprio con questa formazione, dal 1980 si torna senza sosta al 2012 grazie a “Keeping Me Alive”, un pezzo che chiedeva di essere suonato dal vivo già dalla pubblicazione nell’album: la batteria di Craig e la chitarra solista emergono a tutta voce, così come Jack riesce a mantenere con grande maestria le stesse note di un tempo. Spazio poi a “Love Don’t Stay” con il suo riff entusiasmante e con le linee di chitarra e voce nel ritornello a tratti melodici, quasi AOR, come in “Destiny”arricchita dagli assoli precisi di Francesco alla chitarra.

E prima di tornare ai nostri giorni, “Gangland” ci riporta ancora all’epoca d’oro dei Tygers of Pan Tang, piena di finali in crescendo, per ricordare ai fan vecchi e nuovi come dovrebbe suonare quella che era stata definita la New Wave del British Metal.

“Edge Of The World”, data di nascita 2023, rappresenta la parte ritmata dai toni orientali dei Tygers che confermano a gran voce di avere ancora qualcosa da dire nel panorama musicale. Da questo passaggio dal vecchio al nuovo repertorio diventa chiaro che i brani più recenti si affiancano perfettamente ai classici del passato riprendendone la potenza e la portata. Merito soprattutto del chitarrista Robb Weir che, riff dopo riff, sa come riportarti indietro ai mitici e tanto citati anni ’80.

Spetta all’intro di “Paris by Air” che tutti attendono ed accolgono con entusiasmo, nonostante i suoi ‘anta’ all’anagrafe, a far sussultare l’anima: per chi ha ascoltato questa musica sin dalla tenera età è motivo d’orgoglio, ci ricorda perché abbiamo giurato fedeltà per tutta la vita nei confronti della musica rock. Altra pietra miliare degli anni Ottanta è “Do It Good”, accompagnata dal suono distintivo del campanaccio (o ‘Cowbell’ per gli addetti ai lavori!)  in cui Weir e Marras si uniscono in un riff mostruoso facendo risaltare il ritornello, assieme a “Slave To Freedom” di metà scaletta che con i suoi cambi di tempo, assoli e riff fanno vibrare i presenti mentre Robb si guadagna passo dopo passo tutto il palco del Legend.

Ad arricchire la setlist ci sono il recente “Back For Good” che vede Weir sfoggiare un plettro attaccato sulla fronte, ed “Only The Brave” che viene presentata da Jack come la loro canzone più ascoltata in assoluto, con oltre sei milioni di stream solo su Spotify (ndr …e notevole contributo da parte della sottoscritta!) e le sue chitarre che ricordano la parte armoniosa dei Maiden.

Altro brano tratto dall’ultimo album è “Fire On The Horizon” che si guadagna degnamente la scaletta e in discesa, senza cambiare la marcia, verso “A New Heartbeat”e quella che è considerata di diritto un inno della NWOBHM: “Suzie Smiled”. La versione a dir poco energica con suoni violento e Weir minaccioso al centro del palco,  ha il compito di lasciare i fan in trepida attesa degli ultimi tre pezzi della serata.

Le chitarre delle Tigri in chiusura di setlist vengono liberate in “Hellbound” e “Running Out of Time” per terminare con l’amatissima “Love Potion No. 9”, con il pubblico che canta e applaude. Nota di merito sul finale, accanto alle distintive linee di chitarra si fa apprezzare per tutto il concerto la puntualizzazione della batteria di Craig che sembra suonare come un uomo posseduto e brutale. Se non lo avessimo saputo, non ci saremmo resi conto che ci sono più di 40 anni tra alcune canzoni che abbiamo ascoltato stasera, la freschezza e la nostalgia si sono date la mano nel corso di questo spettacolo raffinato e a tratti divertente, vista la spiccata simpatia toscana di Iacopo.

Con un catalogo alle spalle come questo ed un grande concerto di vero metal, ricco di riff e suggestioni nordiche, mi chiedo prima di uscire perché la band non suoni in locali più grandi…

Setlist:

Euthanasia
Keeping me alive
Love don’t stay
Gangland
Edge of the world
Destiny
Back for good
Paris by air
Only the brave
Do it good
Slave to freedom
Fire on the horizon
A new heartbeat
Suzie smiled
Hellbound
Running out of time
Love Potion No. 9 (The Clovers cover)

Sito Ufficiale: https://www.tygersofpantang.com/