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Recensione libro: Sulphur Fanzine Nr. 4 (Speciali su etichetta Avantgarde, negozio Sound Cave e molto altro)

Recensione del quarto numero di Sulphur Fanzine, un'uscita maggiorata rispetto alle precedenti, di oltre 180 pagine

Recensione libro: Sulphur Fanzine Nr. 4 (Speciali su etichetta Avantgarde, negozio Sound Cave e molto altro)
di Stefano Ricetti 4 Novembre 2026 - 07:46
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In casa Sulphur Fanzine (Masked Dead Records, Syn Editions), in occasione di questa loro quarta uscita blackmetalcentrica, si sono superati. Allo stesso prezzo delle precedenti, quindi 15 Euro, l’ultimo numero di quella che amo definire sì come una fanzine ma evoluta e al passo con i tempi pur mantenendo il profumo stantio degli anni Ottanta sullo sfondo, consta di ben 180 pagine.  

Imperdibile il lungo excursus – 40 pagine - sulla big city rock degli anni Ottanta, con parole tratte dai protagonisti di quella che era l’unica vera metropoli italiana dal respiro musicale internazionale, ossia Milano, punteggiata dalle bande giovanili – così vennero definite dalla stampa di regime, allora – composte da Dark, Rockers, Rockabilly, Mods, Punk, Paninari – un’esclusiva italiana a livello mondiale, è giusto ricordarlo – ma soprattutto i metallari, i protagonisti dell’articolo di approfondimento arricchito anche da foto d’epoca, che parte dalle basi, quindi dai punti di ritrovo e dai negozi di riferimento dei primi anni Ottanta. Quindi le Colonne di San Lorenzo, i Centri Sociali, la Fiera di Sinigaglia, i negozi Transex di Via Dogana, Mariposa Duomo e il mitico New Zabriskie Point gestito, sebbene con orario discontinuo, da uno dei pilastri del Punk nazionale: Stefano “Stiv Rottame” Valli. Bello ritrovare, per chi ha vissuto quei momenti temporali formidabili in prima persona, anche citazioni di altre realtà un po’ meno centrali ma altrettanto importanti quali il Rasputin di Piazza 5 Giornate, ove, permettendomi un guizzo personale, acquistai, appena uscito, Hail to England dei Manowar, ovviamente in vinile a 33 giri. Un’emozione che ricordo ancora adesso come se fosse ieri. Big heavy metal rock city che poi si è come da prassi evoluta sulle spinte del nuovo che avanzava, quindi dal Thrash al Death per arrivare al Black Metal mantenendo ben saldo però lo zoccolo duro legato all’HM tradizionale. Viene ripercorsa la genesi di fanzine quali Destino, Moribound, Necrotomy e di label come Obscure Plasma, Avantgarde, Wounded Love e la nascita del negozio di riferimento più nero – musicalmente, ça va sans dire - d’Italia: Sound Cave, con poderosi interventi di Roberto Mammarella, Joe Ferraro e Valerio Solinas. Si chiude con la nascita di band quali Monumentum, Cultus Sanguine, l’altro negozio meneghino Alkaid e uno struggente specchio sui tempi, purtroppo per sempre cambiati, che relegano le vicende narrate a storie da tenersi strette in quanto non si potranno mai più ripetere. Irrinunciabile il paragrafo afferente l’aneddotica, fra gruppi scandinavi Black Metal sulla carta duri e puri ma poi impegnati a vomitare anche l’anima dopo qualche sbronza italiana, la buia parentesi delle Bestie di Satana e la carrellata dei personaggi tipici clienti del Sound Cave, con l’immancabile, fastidiosissimo unbuyer italiota perennemente presente, al di là del genere musicale di appartenenza.                       

A riempire lo spazio rimanente di Sulphur Fanzine #4 vi sono approfondimenti su The Sinister Initiative di Niklas Kvarforth, sulle derive dell’USBM, poi Nocturnal Art Productions, Cold Meat Industry e il black metal islandese, a seguire interviste e articoli riguardanti Uada, Mork, Mactatus, Iskandr, Mortem, Fluisteraars, Unfyros, Darknehold, Mjolne, Woewarden, Downfall of Nur, Feruch, Sedna, Urfaust, Adversam, Ergot, Iskald, Galvanist, Witchcraft, Antediluvian, Darkspace, Maldoror, Sentiessence. Molto significative anche le foto contenute, fra le quali spiccano quelle di Witchcraft, Mactatus, Darkenhold e Maldoror, con questi ultimi a incarnare la versione black metal, a livello solamente visivo, ovviamente, dei Death SS.     

Stefano “Steven Rich” Ricetti 

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