Recensione: Kickstarter
L’Epifania tutte le feste si porta via. Così, mentre gli ultimi scorci delle nostre vacanze natalizie se ne volano via sulla scopa di quella vecchia megera della befana, le prime fasi del 2026 iniziano con le fragorose note del nuovo album dei Bullet.
Disponibile dal 9 gennaio tramite Steamhammer, il nuovo lavoro “Kickstarter” segna il ritorno dell combo svedese dopo alcuni anni di silenzio. Le ultime mosse discografiche della band, infatti, risalgono agli anni pre-covid, con la pubblicazione di “Dust To Gold” nel 2018, seguito dal disco dal vivo “Live” l’anno seguente.
Come già dai tempi dell’esordio “Heading For The Top”, datato 2006, la formazione svedese resta fedele a quel hard and heavy a cavallo tra la fine degli anni ’70 e i primi ’80, che prende spunto da nomi come AC/DC, Judas Priest e Saxon. Un genere di rock con una certa attitudine fatta di chitarre e motori, come ben evidenziata nella copertina a tema motociclistico, che raffigura in modo molto appropriato il titolo di quest’opera.
La line-up presenta una novità, con l’ingresso del nuovo chitarrista Freddie Johansson, unitosi alla band nel 2024. Per il resto, non ci sono cambiamenti, con i tre membri fondatori ancora al loro posto, ovvero: Dag “Hell” Hofer (voce), Hampus Klang (chitarra) e Gustav Hjortsjö (batteria). Chiude la formazione il bassista Gustav Hector, arrivato nel 2017 senza nessuna esperienza precedente nel ruolo di bass player. Particolare questo, che non pare aver ostacolato il suo ingresso nella band, visto che stando alle parole di Hampus Klang, “Anche una scimmia può suonare il basso nei Bullet!”.
Il disco parte con la title track, un hard rock stradaiolo alla AC/DC con qualche sfumatura vicina al metal, dove i ruggiti di Dag “Hell” Hofer cavalcano i riff di chitarra alla stessa maniera di un fiero motociclista in sella ad un chopper. In “Caught in the Action”, delle chitarre polverose macinano ritmi focosi e fanno da cornice a un ritornello molto on the road. Il pezzo si candida ad essere colonna sonora ideale per una corsa lungo un’autostrada, di quelle che vanno poi a concludersi al bancone di un roadhouse lungo la Route 66, o in alternativa anche in un’osteria casareccia della campagna nostrana.
Il volume resta alto con l’hard rock ruvido di “Open Fire” e “Full Throttle”, due tracce che bruciano di adrenalina. Anche in questi due episodi, i Bullet hanno saputo inventarsi idee incisive con cui mantenere alta la temperatura. Si presenta invece con un atteggiamento un po’ più moderato “Keep Rolling“, un mid-tempo melodico dai sapori blues. Una traccia più rilassata che, invece di una pausa, dà più l’impressione di una di quiete prima della tempesta, che puntualmente arriva già con la seguente “Hit the Road”.
Le canzoni sono essenziali ma efficaci, con i ritmi che ruotano sui 4/4. Anche gli assoli di chitarra non sono mai particolarmente elaborati, a volte costituiti da semplici fraseggi. La formula è di quelle ampiamente utilizzate, ma che riesce ancora a raccogliere consensi. D’altronde, un genere dalla tradizione rurale come il rock n’roll proposto dai Bullet, necessita di pochi ingredienti per poter funzionare bene.
Se gli AC/DC potrebbero venir menzionati come l’ispirazione dominante per i Bullet, non mancano comunque riferimenti ad altri nomi importanti della scena musicale. “Avenger” è un hard rock con ritmi rampanti, dove a tratti fanno capolinea dei gustosi fraseggi alla Iron Maiden. Con “Chained by Metal” si sale di velocità in un assalto sonoro che evoca le gesta degli Accept, complice anche la voce di Hofer, che graffia alla stessa maniera di quella del pitbull del metal, Udo Dirkschneider.
“Spitfire” è un mid-tempo dritto dove la sezione ritmica composta dai due Gustav, Hjortsjö ed Hector, non sbaglia un colpo. Gli stessi sono ancora protagonisti anche nella scoppiettante “Strike At Night”, creando un solido lavoro di squadra tra basso e batteria.
Per concludere, i Bullet dichiarano nuovamente tutta la loro devozione agli AC/DC con “Night Falls Down”, un cadenzata marcia in chiave rock, dove tutto suona come nella band di Angus Young & Comapany, tanto da farla sembrare una traccia uscita da “Back In Black”.
“Kickstarter” è un album schietto e diretto, con una proposta musicale che non si perde in troppe rifiniture. Un lavoro fatto di riff graffianti, ritmiche pulsanti e una voce ruvida e viscerale. I Bullet non cercano sperimentazioni o rivoluzioni stilistiche, ma si limitano a fare quello che gli riesce meglio. Come il titolo del disco lascia intendere, i Bullet hanno avviato il motore. E sta cantando che è una meraviglia!
