Recensione: Ancient Tales

Di Stefano Ricetti - 29 Luglio 2020 - 0:30
Ancient Tales
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Dietro al moniker Crystal Skull si cela un one man project,  quello facente capo a Claudio “The Reaper” Livera, bassista e chitarrista già all’opera con Black Raven, Sacro Ordine dei Cavalieri di Parsifal, Akroterion, Violent Assault.

Ancient Tales è il titolo del debutto discografico, totalmente devoto all’acciaio di stampo teutonico, che vede la luce tramite i servigi dell’etichetta Undeground Symphony, un’autentica sicurezza in ambito nazionale ma non solo. Il lavoro si sviluppa lungo otto pezzi successivi all’intro di prammatica (The Book) e si accompagna a un’intrigante e curatissima confezione digipak apribile a tre ante di ottima fattura. All’interno della prima trova alloggio un booklet di ben sedici pagine con tutti i testi redatti su dei bei disegni a tema, mentre le ultime due lasciano spazio alle notazioni tecniche del prodotto. Trattasi insomma NON del “solito” cd impersonale ma di un qualcosa che, nelle intenzioni, potrebbe aprire degli spiragli interessanti in ambito collezionistico.  La “mano” di uno come Fabio “The Master” Babich, disegnatore del fumetto Dragonero, edito dalla Bonelli Editore e autore di tutte le tavole contenute dentro Ancient Tales non può che rafforzare il concetto di qualità espresso da questa release.

Sino a qua tutto bello, tutto accattivante, ma c’è un ma… Addentrandosi lungo i quaranta minuti scarsi del lavoro griffato Underground Symphony per più e più volte, oltre ad accrescere il feeling con i vari pezzi, di pari passo si fa largo anche la convinzione che Claudio “The Reaper” Livera non sia riuscito a “mettere a terra” tutti i cavalli dei quali dispone la sua creatura. Perché di cavalli e di potenzialità Crystal Skull ne possiede, eccome se ne possiede…

Un lavoro del genere avrebbe potuto mandare in brodo di giuggiole i moltissimi amanti dell’HM tetesco di Cermania, quello tradizionale e tradizionalista, possente, veloce e fieramente caciarone. Le idee dentro Ancient Tales ci sono, senza dubbio, ma non si esprimono come potrebbero. Dalle note riportate in fondo al libretto si evince che Livera si sia occupato di tutto: chitarra, basso, batteria e anche della voce, che è la nota dolente dell’intero progetto.

Per rendere appieno, il Metallo Prussiano necessita di un vero animale dietro al microfono, un campione  con due controcolleoni così e Claudio, nonostante sfoderi una prova dignitosa, non riesce quasi mai a spazzare definitivamente quel pensiero che costantemente si insinua lungo l’ascolto, ossia: “bel pezzo, ma con un altro cantante sarebbe stato senza dubbio un’altra cosa…”. Detto e scritto questo, la strada imboccata a livello di songwriting  è quella giusta: brani quali “The Eyes”, “Land Of The Dead”, “Die By My Axe”, “Stormaxe” sanno solleticare le corde giuste in tutti i die hard fan di band quali Scanner, Grave Digger, Running Wild,  X-Wild e i nostrani White Skull. Capitolo a parte per l’accoppiata “The Last King”/”Lake Of Dreams” totalmente votata ai Blind Guardian.

Nel 2020, in un mercato impazzito ove la concorrenza, sebbene rivolta a numeri “veri” ridicoli è feroce, per riuscire ad emergere dalla massa bisogna saper sfoderare un qualcosa di inattaccabile, soprattutto se ci si rifà – lodevolmente, sia chiaro – a stilemi di altri.

Ancient Tales si annuncia come il primo di tre capitoli di un concept fantasy, se solo Claudio “The Reaper” affidasse il microfono a qualcuno di più calzante allora sì che potrebbe marcare quel degno salto di qualità che i solchi di questo disco anelano a ogni passaggio.

Bis zum nächsten Mal

 

Stefano “Steven Rich” Ricetti

 

 

 

 

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