Recensione: Beyond The Reach Of Enchantment

Di Ninni Cangiano - 4 Aprile 2026 - 11:06
Beyond The Reach Of Enchantment
Etichetta: ROAR
Genere: Power 
Anno: 2026
Nazione:
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82

Sono passati 4 anni dal loro esordio con l’ottimo “With The Magic Of Windfyre Steel” ed a fine marzo 2026 riemergono gli islandesi Power Paladin con il loro secondo full-length “Beyond The Reach Of Enchantment”. Mente il debut album aveva etichetta Atomic Fire Records, questo nuovo disco è edito dalla ROAR, anche se di fatto non cambia molto, dato che stiamo sempre parlando di sub-etichette del colosso Reigning Phoenix Music. La formazione non è cambiata e quindi abbiamo ancora la macchina da guerra Einar Karl Júlíusson alla batteria, le due chitarre di Bjarni Þór Jóhannsson e Ingi Þórisson a tessere muri di riff ed assoli di gran gusto, accompagnati dalle tastiere di Bjarni Egill Ögmundsson e dal basso di Kristleifur Þorsteinsson, con la voce squillante di Atli Guðlaugsson, che si distingue positivamente per capacità interpretative e versatilità (c’è di meglio in giro, ma lui se la cava decisamente bene!). La ricetta del power metal dei Power Paladin è di quelle vincenti, mixando sapientemente le lezioni della scuola scandinava, con quelle che arrivano da altre parti del mondo (soprattutto da noi italiani) e con le immancabili storie fantasy che parlano di cavalieri, bardi e regni immaginari. Qualcuno potrebbe obiettare che queste tematiche avrebbero anche un po’ stancato, ma sinceramente non condivido la problematica, dato che quello che ritengo conti sia la musica che possiamo ascoltare, magari fregandocene ampiamente dei testi (che parlino di satanismo, negatività/positività, miti o storie fantastiche, poco interessa). E la musica dei Power Paladin è obiettivamente ben fatta, decisamente piacevole da ascoltare e riascoltare, soprattutto se si è fan del power metal. Già dall’opener “Sword Vigor” è chiaro cosa aspettarci da questo album: power metal di qualità sopraffina!

 

E tutto l’album (composto da 8 canzoni per una durata totale di quasi 49 minuti) si mantiene compatto e di livello qualitativo fuori dal comune con canzoni una più bella dell’altra, ricche di epicità, cori maestosi, parti strumentali fatte come si deve, ritmi sempre frizzanti e capacità di coinvolgimento fuori misura; non sorprendetevi quindi se, dopo un paio di ascolti, vi ritroverete a canticchiare sotto la doccia canzoni come la ruffiana “Camelot Rock City”, l’esplosiva “The Arcane Tower” (in cui è ospite Tommy Johansson che duetta con Atli Guðlaugsson in maniera eccelsa), l’ottima “Valediction” (la migliore in assoluto del disco e tra le migliori canzoni power metal ascoltate negli ultimi tempi!) in cui c’è anche una voce femminile ospite la cui autrice non è stata resa nota, oppure la robusta “Glade Lords Of Athel Loren”.

 

E’ comunque tutto il disco che, oltre ad avere un piacevole artwork (realizzato dall’artista James Child) ed un’ottima produzione, risulta convincente e coinvolgente, tanto che sostanzialmente non ho trovato nemmeno una nota fuori posto, nemmeno un momento di calo qualitativo e ritengo di non sbagliare se affermo che questo “Beyond The Reach Of Enchantment” sarà certamente tra i migliori dischi del 2025 in campo power metal, settore in cui i Power Paladin si candidano ad essere tra i punti di riferimento a livello mondiale, nonostante siano sulla scena solo da pochi anni. Fans del power metal che aspettate ancora? Fate vostro questo piccolo capolavoro!

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