Recensione: Cosmos Tree

Di Andrea Bacigalupo - 15 Luglio 2020 - 0:01
Cosmos Tree
Etichetta:
Genere: Heavy 
Anno:2020
Nazione:
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75

I Guardian of Lightning, terzetto nato in Brasile nel 2017 e composto dal bassista Iron King, suo Padre Marco Fino, voce e chitarra, e Lord Drum, batterista, si autoproclamano gli araldi di una nuova ondata d’acciaio, il Thunder Metal.

Poco avvezzo a questo continuo suddividere l’Heavy Metal in classi e sottoclassi, ormai più numerose degli stili del Kung Fu di Bruce Lee, ritenendo che il genere musicale sia, prima di tutto, l’espressione di un movimento musicale portato avanti da un gruppo di artisti uniti dalla stessa attitudine, come è stato, ad esempio, per la NWOBHM, per il Thrash, per il Death o per il Black Metal, mi sono comunque incuriosito e mi sono andato ad ascoltare questo ‘Cosmos Tree’, album di debutto del terzetto carioca, distribuito via Eclipse Records dal 17 luglio 2020.

Beh, musicalmente parlando il platter in questione mi sembra più che altro un mischiotto, sentendo parecchie influenze quali il Rock ‘N’ Roll dei Motorhead, pazzescamente rallentato, il Dark Sound dei Black Sabbath e l’estrazione blues dell’Hard Rock anni ’70, buttate tutte dentro un frullatore ed amalgamate assieme.

Per cui niente di nuovo, ma fatto mooolto bene e comunque con un bel tocco personale che, anche se non va a creare un altro genere, rende comunque il sound della band intenso e carico di energia positiva.

Personalità che viene espressa, essenzialmente, dall’uso incessante e particolarmente protagonista del basso. Questo viene impiegato non solo per scandire la ritmica, lasciando in secondo piano chitarra e batteria (che comunque si sentono e fanno un bel lavoro), ma anche, e qui sta la cosa insolita, per le parti soliste.

Iron non nasconde l’influenza di maestri quali Lemmy Kilmister, Joey DeMaio e Cliff Burton, prendendo dal primo l’irruenza selvaggia, dal secondo il modo di suonare il proprio strumento più come una chitarra che come un basso e dal terzo la particolare distorsione e le linee aggressive.

Per questo il suono è nettamente corposo, potente e, soprattutto, pesantissimo dando al termine ‘Heavy’ tutto il suo significato.

Cosmos Tree’, in poco più di mezz’ora, martella estenuantemente le tempie, entra nel canale uditivo e ti massacra con brani come, giusto per citarne qualcuno, la Title-Track, malvagiamente cadenzata e fosca, ‘Raise Your Sword’ e la sua andatura ribelle, ‘Sound of Thunder’, dal tiro dannatamente trascinante, ‘Follow Your Silver Shine’ che straripa del pesantissimo blues e la conclusiva ‘Be Like the Moon’, che ci mostra dei Guardian of Lightning più orecchiabili e duttili.

L’Albero del Cosmo (Cosmos Tree) è il simbolo della connessione tra il cielo e la terra, tra questo mondo e quello spirituale ed è questo il tema essenzialmente affrontato nel lavoro.

Ad esempio, ‘Cosmos Tree’ parla dell’esistenza dell’umanità, ‘Raise Your Sword’ lancia un messaggio d’ispirazione per le anime sofferenti: abbiamo il potere di affrontare l’energia negativa e di non mollare mai, ‘Sound of Thunder’ narra di un guardiano leggendario che protegge la sua gente.

Esordio più che valido quello dei Guardian of Lightning; non avranno ideato un nuovo genere come dicono ma ‘Cosmos Tree’ scatena senz’altro un buon temporale con parecchi tuoni e fulmini ed ha quel tanto di originalità per essere parecchio interessante e far sperare bene per il futuro. Teniamoli d’occhio!!

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