Recensione: Crushing
‘Crushing’ è il nuovo e secondo album degli statunitensi Creeper, disponibile dal 31 ottobre 2025 tramite No Life ‘Til Metal Records. Uscito dopo ben 13 anni dal Full-Length di debutto, ‘Welcome To Room #9’ del 2012, presenta una formazione quasi totalmente rinnovata, con solo il chitarrista Jimi Fritz rimasto tra coloro che hanno fondato la band nel 2002.
‘Crushing’ è, essenzialmente, un album di Thrash/Groove Metal discendente di Pantera ed Exhorder, le cui influenze sono rimarcate in tutto il suo scorrere, oltre a quelli dei sempiterni Slayer la cui anima è presente principalmente in alcuni riff Old Style sparsi qua e là.
Niente di nuovo, beninteso, ma fatto bene: un muro del suono deciso e corposo, con pochi fili d’aria tra le note, atmosfere sulfuree che si sovrappongono a climi opprimenti ed inquietanti, ambienti bellicosi ed inospitali, questo è il mondo raccontato dai Creeper attraverso un Mid Tempo incalzante e solido sul quale tessono varie tele tra le sfumature del grigio: estenuanti rallentamenti, vibranti accelerazioni, ritmi sprezzantemente folli si alternano cambiando incessantemente scenario sotto un cielo che rimane comunque scuro.

La Track-list è un’aggressione continua ed è parecchio dinamica, alternando duri colpi a momenti soffocanti. Dalla prepotente ‘Crushing’ alla strafottente ‘Creeper’ è un continuo pestare, con un solo momento di relativa calma: ‘The River’, posta quasi in fondo, ha un’apertura duttile ed un cantato con sfumature blues e, anche se le chitarre sono taglienti come lame, lascia comunque tirare un po’ il fiato (guarda caso è un singolo).
Per il resto, emergono un’avvincente ‘White Devil’, dominata fino a metà da una pazzia ritmica che si trasforma in accelerazione fugace, ‘Big Bad Wolf’, con la sua andatura da fanteria d’assalto, durissima ed inossidabile ed un rallentamento estremo che schiaccia tutti a terra.
E poi ‘Ten bells’, dal riff compresso, la partenza veloce e la lunga ed infinita frenata e ‘The Siege’, durissima e arrogante.
Fa da Trait d’union la voce caustica e sovversiva del vocalist Texx Duncan, che, nella sua imperiosità, riesce a dare la giusta fluidità al continuo disturbo sonoro che costituisce l’anima del Groove Metal.
Buoni anche gli assoli, relativamente lunghi ma mai evasivi o fine a sé stessi, completano lo sviluppo delle storie narrate.
Concludendo, i Creeper, pur non essendo portatori di novità, hanno dato vita ad un album solido e concreto, composto da canzoni assolutamente non duttili, ma efficaci. Accidenti, quasi dispiace che, in tutto questo tempo, abbiano prodotto così poco anche se, nella realtà, questa versione della band (la “Mark 2”, come direbbero i Deep Purple) è relativamente nuova, con 2/3 degli ingressi avvenuto tra il 2022 ed il 2023. Che dire, aspettiamo fiduciosi gli sviluppi intanto che ci ascoltiamo questo ‘Crushing’.
