Copertina di Cuts Like A Diamond dei Little River Band
Recensione AOR · Album · 2013

Little River Band Cuts Like A Diamond

di Alex Casiddu 14 Settembre 2013 - 16:04
Tipologia
Album
Genere
AOR
Anno
2013
Nazione
Australia

Oltre trent’anni di carriera, altrettanti milioni di dischi venduti, un posto nella Hall of Fame Australiana come una delle band più importanti del paese e primo gruppo a piazzare un proprio brano nella top ten americana per sei anni consecutivi…questi sono i Little River Band.

A distanza di cinque anni dall’ultima uscita discografica “A Little River Band Christmas”, la leggendaria band proveniente dall’emisfero australe torna sulle scene con “Cuts Like A Diamond” su Frontiers Records, già di per se una garanzia.
La prima cosa a colpire è la copertina, dove un’elegante ed avvenente fanciulla si diletta ad intagliare il vetro di una teca con un diamante custodito al suo interno.

Il resto lo fa la musica, o meglio i Little River Band, strumentisti di indubbia classe che sembrano fare, con disarmante normalità, quello che per molti loro colleghi è pura fantascienza.
Sono sufficienti i primi pezzi in scaletta - “The Lost And The Lonely”, “Forever You Forever Me” e “Cuts Like A Diamond” - per avere la riprova di quanto scritto ad inizio recensione: melodie ispirate, produzione pulitissima, ritornelli accattivanti e, pur restando sempre fedeli ed ancorati al rock melodico, una varietà che rende ogni composizione dinamica e diversa dalla precedente.
Come preventivabile, il clou viene raggiunto nei momenti più intimi: “I’m An Island”, “Someone” e la conclusiva “Love Is” sono ballad in grado di emozionare anche il cuore dei rocker più duri.
Le chitarre si destreggiano con la massima disinvoltura in ogni canzone, e proprio al trio Herring / Hind / Housden va una particolare nota di merito per quanto fanno imbracciando le loro sei corde.

Nella seconda metà del disco va segnalato, per dovere di cronaca, qualche calo di tensione: fortunatamente il tutto si limita a non più di tre tracce che, è bene dirlo, trasmettono questa sensazione, solo ed esclusivamente per gli altissimi standard qualitativi di quanto ascoltato fino ad ora.
Ed è altresì importante sottolineare che episodi definiti “minori” per i Little River Band, per altri sarebbero hit eccezionali.
Quando ci si trova innanzi ad un lavoro così ben fatto e senza smagliature, è pressoché superfluo lanciarsi in commenti e ricami letterari sullo stile delle canzoni o le strutture strumentali: tutto è al top e la cosa migliore da fare è reperire, in ogni dove, quanto più possibile su questo gruppo e goderselo a più non posso, nota dopo nota.

Non saranno dediti alle sonorità dure cui solitamente siamo abituati qui su Truemetal – anche nell’ ambito del rock melodico – ma qua si parla di musica con la M maiuscola. Quella oltre ogni genere ed etichettatura e destinata a durare per sempre, a dispetto delle mode del momento.

Avviso ai naviganti: salite a bordo, tutto è pronto per salpare lungo il “Little River”…

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