Recensione: Demonic Assault

Di Andrea Bacigalupo - 24 Maggio 2026 - 8:30
Demonic Assault
Band: Savage Mania
Etichetta: Fireflash Records
Genere: Thrash 
Anno: 2026
Nazione:
Scopri tutti i dettagli dell'album
82

Se a bruciapelo ci venisse chiesto quale sia il miglior album degli Slayer risponderemmo quasi sicuramente ‘Reign in Blood’, disco epocale dall’impatto inverosimile, mai più raggiunto neanche dagli Slayer stessi. Dal 7 ottobre 1986 la frangia più estrema dell’Heavy Metal non è stata più la stessa.

Ma anche il precedente ‘Hell Awaits’, pubblicato circa un anno e mezzo prima, ha avuto una grande importanza. Eruttato dal vulcano che sta sopra l’Ade, ‘Hell Awaits’, con la sua atmosfera cupa e soprannaturale, è malvagità allo stato puro, una discesa nell’abisso. Con esso i 4 “uccisori” di Huntington Park hanno fatto un tutt’uno di velocità, tecnica e violenza sonora, estremizzando ulteriormente l’estremo, passando così dall’essere una band influenzata dalla NWOBHM e dai Venom, come la maggior parte dell’epoca, ad essere loro stessi un’ispirazione.

Ad esempio la scena Thrash tedesca, che si stava espandendo in quel periodo (Kreator, Destruction e Sodom in testa), è fortemente debitrice nei confronti di ‘Hell Awaits’, lo prese, infatti, come modello per la sua crescita, unendo alle sonorità primordiali e sporche degli esordi elementi più precisi, articolati e ficcanti di sua derivazione, ma anche i pionieri del Death e del Black hanno ascoltato a lungo questo full-length basilare.

Influenze che, benché siano passati oltre 40 anni, hanno il loro peso ancora oggi, come dimostra ‘Demonic Assault’, album d’esordio degli svedesi Savage Mania, uscito originariamente ad aprile 2025 ed ora riproposto da Fireflash Records.

Demonic Assault’ pesca tantissimo sia dal secondo album degli Slayer che dalla Old School tedesca, riprendendone il concetto d’inferno in modo spregiudicato e senza remore, per dinamica, furore e, soprattutto, per quella che è l’atmosfera incendiaria e maligna, inquietante ed al contempo affascinante, come lo scoppiettio del legno che brucia. È un po’ come se il diavolo, visto che gli Slayer non producono più (forse …), si sia messo in caccia di una nuova band ed abbia visto nei Savage Mania un’opportunità.

Una tecnica impeccabile, come la scena scandinava ci insegna da sempre, unita a velocità da paura rendono il clima incandescente e disorientante, con la tensione incrementata dal riverbero infernale dato alla voce ruvida di Oliver Rytkönen e dal caos che creano gli assoli, sempre ad opera sua e di Jesper Jönsson.

C’è poco altro da dire, ‘Demonic Assault’ è più che altro da ascoltare. In definitiva, i Savage Mania non inventano nulla, ma dimostrano, in mezz’ora scarsa di pura adrenalina, che quando la violenza incontra la precisione il risultato è un massacro di altissimo livello.

La parola d’ordine è “velocità”, abrasiva per giunta. A parte l’intro un po’ banale, il classico lento arpeggio con pioggia, tuoni, cigolii di catene e porte in sottofondo, tutto il resto dell’album è un continuo viaggiare alla velocità della luce utilizzando una tecnica chirurgica e marcata. I Savage Mania non assalgono con lancia in resta, ma bastonano con estrema precisione, alternando riff taglienti con melodie spietate.

Incursioni Thrash dalla forte esplosività (‘Undead Rebirth’, ‘Storm of Steel’), andature sfrontate dall’anima Punk (‘The Face of Death’, ‘Fasstrack’), non manca nemmeno un richiamo al Rock’ N’ Roll sporco di chi è stato pioniere ancora prima di Slayer e Venom, ovvero i Motorhead, ben riconoscibili in ‘Remorse’, i Savage Mania hanno confezionato un lavoro solido e quadrato, tanto irruente quanto chirurgico che colpisce nel segno.

Concludendo, ‘Demonic Assault’ è un buon lavoro che però soffre del tipico limite di molte produzioni odierne, citando troppo i grandi del passato. Per quanto i Savage Mania dimostrino una preparazione tecnica invidiabile, la tendenza a ripercorrere sentieri già battuti dai grandi maestri li rende, a tratti, troppo simili a molte altre realtà del panorama attuale. Resta comunque un ascolto consigliato per chi cerca intensità e precisione, in attesa che la band riesca a trovare una propria firma più distintiva.

Demonic Assault’ è stato registrato in soli due giorni all’interno di una sala da skateboard a Bollnäs ed è stato mixato e masterizzato da Per Ryberg.

Curiosità finale: Oliver Rytkönen e Viktor Lundberg sono rispettivamente figlio di Charles Rytkönen e Fredrik Lundberg dei Morgana Lefay.

Ultimi album di Savage Mania

Band: Savage Mania
Genere: Thrash 
Anno: 2026
82