Recensione: Destruction Warfare

Di Matteo Lavazza - 24 Febbraio 2005 - 0:00
Destruction Warfare
Band: Vexed
Etichetta:
Genere:
Anno:2005
Nazione:
Scopri tutti i dettagli dell'album
75

I thrasher Vexed ritornano alla carica con questo “Destruction Warfare” dopo poco più di un anno dall’uscita del precedente “Nightmare Holocaust” ed un intensa attività live, che li ha portati a suonare anche con act piuttosto famosi come Tankard e gli scandinavi Autopsy Torment e Devil Lee Rot, nonché allo scorso Tradate Iron Festival.
Fin dalle prime note dell’opener “Nuclear Babylon” si può intuire come lo stile del gruppo non sia assolutamente utato rispetto al passato, il loro Thrash di matrice chiaramente tedesca è rimasti immutato, quello che invece è cambiato è l’approccio della band verso gli arrangiamenti, che pur rimanendo, giustamente, piuttosto grezzi e minimali, sono più studiati rispetto alle precedenti release, soprattutto per quello che riguarda le ritmiche. Il brano è davvero spaccaossa, seppur di certo non fa dell’originalità, come un po’ tutti i brani del disco, il suo punto di forza, ma finchè l’impatto è così potente non credo si possa dire molto.
Tutte le canzoni fanno dell’impatto il loro punto di forza, a partire da “Warblast”, dotata di un lavoro di chitarre piuttosto particolare, almeno all’inizio e nel break centrale.
La cattivissima “Requiem Aeternum”, dotata di linee vocali davvero molto ben studiate, è forse il brano più penalizzato dalle pecche a livello di produzione che vedremo più avanti, mentre “Phobic Reign” è il brano che più si avvicina a qualche vago tentativo melodico, grazie alle aperture melodiche delle chitarre che qua e là vanno ogni tanto a donare fluidità al tutto.
“Black Terror” è, a mio parere, il miglior brano del lotto, cattivo, veloce e potente come pochi altri, in cui il gruppo dimostra di aver appresso alla perfezione la lezione della Triade Thrash Tedesca, riuscendo però ad aggiungervi una buona dose di personalità; il risultato è un brano davvero devastante.
La corta strumentale “Death Symphony” è poco più che un intro a “Bladeblood”, in cui la band rallenta un po’ i ritmi, dando così una dimostrazione di maturità a livello di songwriting, e riuscendo così a donare varietà al proprio discorso musicale.
“Gods of Darkness”, è l’ennesima mazzata che i Vexed propongono, purtroppo però in questo caso la sensazione di “già sentito” è fin troppo forte, ma fortunatamente il gruppo riesce a chiudere in bellezza con “Destruction Warfare”, un brano monolitico nel suo incedere lento e possente, che dimostra come per fare del buon Thrash non si debba per forza suonare a velocità folli sempre e comunque, così come è molto interessante il cambio di tempo che velocizza il pezzo dopo la prima parte,e  che conferisce al tutto dinamicità e varietà.
Da segnalare infine la cover di “Total Desaster” dei Destruction, resa molto bene dalla band, anche se personalmente avrei preferito qualche variazione maggiore rispetto all’originale.
Purtroppo i suoni vanno a smorzare almeno parzialmente l’impatto delle canzoni, soprattutto il mixaggio mi pare piuttosto scadente, con la cassa troppo invasiva ed il basso che, pur sentendosi, ha un suono che definire moscio è il minimo.
Tutti i musicisti fanno molto bene il loro lavoro, soprattutto in fase ritmica, nonostante le pecche di produzione, la band risulta davvero molto compatta, e soprattutto dimostra di aver saputo rimediare a quelle che, secondo me, erano le pecche del disco precedente, curando maggiormente gli arrangiamenti delle ritmiche, che adesso sono molto più corpose e varie rispetto al passato.
Purtroppo il disco a mio parere non riesce ad esprimere appieno il proprio potenziale a causa dei brutti suoni, ma la crescita dimostrata dai Vexed è davvero notevole, credo che per loro sia arrivato il momento del salto di qualità, e l’interesse dimostrato verso di loro da parte dell’underground europeo sia la migliore dimostrazione del loro valore.

Ultimi album di Vexed