Recensione: Dissecting The Leech
Sesto e nuovo album per i canadesi Wreck-Defy, dal titolo ‘Dissecting The Leech’, distribuito, tramite la storica etichetta tedesca Massacre Records, dal 20 febbraio 2026.
Rispetto al passato ritroviamo il fondatore Matt Hanchuck alla chitarra, nuovamente affiancato dall’ex Testament Greg Christian al basso e da David Allan O’Neal alla batteria (entrambi assenti sul precedente ‘Hybridized’ del 2025 ma già in lineup tra il 2019 ed il 2021) oltre che da Greg Wags Wagner al microfono, presente dal 2021.
‘Dissecting The Leech’ è in linea diretta con i precedenti album della band: un tornado sonoro furioso che avvolge l’ascoltatore nelle sue spire roventi e compatte, instillando in lui rabbia ma causando anche stordimento e confusione. In certi momenti quest’ultima predomina eccessivamente, a dirla tutta, ma il carattere di questo disco non fa sconti, nel bene e nel male.

Thrash irruente ed allo stato brado, in altre parole, suonato con consapevolezza e giusta maestria, con influenze che abbracciano Metallica e Slayer ed affondi che richiamano il buon vecchio Heavy Metal di Saxon, Judas Priest, Running Wild, Accept e, nei momenti più orecchiabili, anche Dio. È il retaggio di musicisti indomiti, reso contemporaneo attraverso una produzione limpida ed asciutta, ma non compressa e senza eccessive stratificazioni, per dare la giusta idea della loro forza (curata da Matt Hanchuck e Juan Urteaga presso i Trident Studios).
Dieci canzoni, dieci attacchi selvatici e inquietanti formati da ritmiche taglienti e da una batteria dall’assalto continuo che accompagnano una voce sì aggressiva, ma che sa essere anche epica per rendere più intensi gli argomenti trattati: la guerra, la corruzione e l’oppressione ma anche l’analisi profonda di traumi e lotte personali.
Riflessioni che si espandono nei testi e che si manifestano anche nel sound solido e ruvido di questo disco, formato da brani dal tiro balistico ad ampia parabola che colpiscono il suolo con una forte deflagrazione.
La Tracklist conta 10 canzoni dalla scrittura variabile ed intrigante, che incastra brani essenzialmente veloci ed abrasivi con altri dall’andatura meno agitata, ma sempre ficcanti e travolgenti.
Tra le prime si evidenziano la reazionaria e durissima ‘Under the Sun’, posta in apertura, l’articolata ‘Revolt’, con un ficcante assolo dalle increspature allucinogene verso la fine e la roboante ‘The Haunting Past’.
Tra le seconde coinvolgono parecchio la Title-Track, dall’animo scuro e rassegnato, amplificato da un triste assolo dalle sfumature anni ’70, che poi esplode in aggressione pura, nonché ‘I Don’t Care’ e la lunga ‘The Path’, dalla struttura più orecchiabile e classica.
A ‘Dissecting The Leech’ partecipano un sacco di ospiti, tra cui Chris Poland (ex Megadeth), Stu Block (voce – Into Eternity, Iced Eearth), Amanda Kiernan (voce – Into Eternity, The Order of Chaos) Mike Gilbert (chitarra – Severed Savior, Cynic), Nikolay Atanasov (chitarra – Agent Steel, Prophecy), Scott Kroeker (chitarra) e Freddy DeMarco (chitarra), ciascuno dei quali lo rafforza con il proprio tocco artistico e univoco (una narrazione più incisiva qui … un assolo più pirotecnico là …) incrementandone l’attacco sonico.
Concludendo, ‘Dissecting The Leech’ è un disco riuscito, con solo qualche sbavatura qua e là dovuta essenzialmente all’esagerazione nel volerne spingere i suoni … nulla che ne pregiudichi il valore comunque, e con esso i Wreck-Defy dimostrano di essere una buona squadra che sa bene dove vuole arrivare. Sicuramente un passo in avanti, ed anche ampio, è stato fatto, ora aspettiamo di vedere cosa succede.


