Recensione: Eðelland

Di Stefano Santamaria - 17 Giugno 2018 - 0:00
Eðelland
Band: Ildra
Etichetta:
Genere: Black 
Anno:2018
Nazione:
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80

 

Eðelland” è il primo full-length  degli inglesi Ildra. Originariamente uscito nel 2011 viene ristampato quest’anno. Poche info sulla band, la cui line-up resta sconosciuta e il cui passato discografico vede tre demo tra il 2004 e il 2007.

Il sound regalatoci è un pagan metal vicino a Winterfylleth, Windir,  Forefather e Falkenbach. Brani graffianti, ruvidi, decisamente concreti nel loro intercedere epico ma, allo stesso tempo, coinvolgenti ed onirici. Una pioggia di lava incandescente cade su di noi, impauriti sfuggiamo trovando poi un sicuro rifugio. Un bosco lontano ci cattura, ne sentiamo il respiro, ne ammiriamo la forza, ne ascoltiamo le storie.

Mitologia, rispetto e tanto valore per una band che trasuda di passionalità. Gli acustici fraseggi di chitarra ci riportano a Bathory, alle cavalcate di Odino e all’intensità del compianto Quorthon. Tutto tuona familiare, tant’è che chi va cercando novità o sperimentazioni qui non troverà soddisfazione. E’ però tanto e tale il trasporto emotivo del disco da consigliarlo vivamente ai più affezionati del pagan. Pezzi come ‘Hrefnesholt (Dæl I)’ non potranno che far correre brividi lungo la schiena per la capacità di scandire i nostri più eroici intenti.

Eðelland” non pigia mai completamente sull’acceleratore, dandoci il tempo di gustare goccia dopo goccia l’amore profondo per la tradizione. La voce è sempre profonda, forse eccessivamente ancorata a certe tonalità. Si sente a tratti il bisogno di qualche divagazione, di un cambio di direzione che però non viene a mancare a livello strumentale. Le aperture delle chitarre, le ritmiche cadenzate e poi le suite vocali sussurrate, sono manna per chi, come noi, è legato ad un sound in qualche modo cupo, ma allo stesso tempo ricco di speranza e vigore.

Nu is se Dæg Cumen’ è il concentrato di un’essenza tra il folk e il black che sublima nel pagan, nel suo significato più intimo e cristallino. Troviamo lodevole da parte di Heidens Hart Records riproporre un full-legth di tale portata, poiché sincero sino al midollo e capace di smuovere l’anima di chi lo saprà accogliere. Auspichiamo che gli artisti ci regalino presto una nuova uscita, poiché meritano attenzione e considerazione.

Vi sproniamo così a scoprirli, poiché non vi deluderanno. Sinceri complimenti.

Stefano “Thiess” Santamaria

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