Recensione: Ethereal Decay

Di Francesco Sorricaro - 9 Giugno 2013 - 19:13
Ethereal Decay
Band: Helslave
Etichetta:
Genere:
Anno: 2013
Nazione:
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82

Avete presente quello spot di un famoso chewing-gum? Ebbene, Ethereal Decay, dei romani Helslave dà proprio l’effetto di quella bottiglia che, una volta stappata, sembra strapparti la pelle con una “ventata” di gelo dal nord europa!

Gli Helslave sono una vera sorpresa per le nostre orecchie; era da tempo che, da queste parti, non si ascoltava un assalto come quello della title track di apertura: una bordata di ghiaccio e acciaio che sembra discendere direttamente da una DeLorean arrivata dalla periferia di Göteborg A.D. 1993, o giù di lì.

Ma torniamo ai giorni nostri… Attivi sin dal 2009, i nostri ci hanno messo un po’ per arrivare a questo primo EP ufficiale della loro carriera (dopo un demo omonimo del 2010) ma il risultato, come dicevamo, ripaga decisamente. Puro fottuto swedish death metal, che omaggia i maestri At The Gates soprattutto nei momenti più ricchi di iper-veloce complessità (e ce ne sono parecchi), non disdegna la melodia di certi Dark Tranquillity ma non rinuncia al tiro estremo del metalcore e del thrash “Pantera style”, nella innegabile volontà di “spezzare colli e qualcos’altro” a quanti più pit possibile.

Nelle tre tracce di Ethereal Decay si snocciolano perfettamente le varie anime della band. Dalla più articolata titletrack (non riuscirete a skipparla per un bel po’!), fino alla più rocciosa Helslave, passando per la furia omicida di Hypocrite Messiah, non possiamo fare a meno di notare una sinergia perfetta tra gli elementi in campo: gli scambi fulminanti tra le chitarre taglienti di Jari e Valerio, la sorprendente iper velocità e precisione di Giacomo legata a doppio filo con il groove del basso di Alberto, ed un Daniele “Malkav” che lacera i timpani con le sue urla selvagge in pieno “stile Tompa”.

La produzione, affidata a Stefano Morabito (già chitarrista di Eyeconoclast e Hour of Penance), è poi la vera ciliegina sulla torta per perizia e professionalità, assieme al delizioso artwork di copertina: sono l’ennesima dimostrazione che gli Helslave vogliono fare davvero le cose per bene, e vogliono fare sul serio!

Ethereal Decay è forse l’EP che può portare la brulicante scena death metal al livello successivo: ha un sound fresco e brani divertenti come non se ne sentivano da tempo. Come primo vero passo sulla scena ci sembra davvero un ottimo passo e ci fa ben sperare per qualcosa di ancor più “ciccioso” in futuro, e poi… consentitecelo, è proprio il momento storico giusto per rinverdire i fasti del Göteborg sound!

A giudicare dal fatto che quello che abbiamo ascoltato sembra fatto apposta per fare molto male dal vivo, non vediamo davvero l’ora di trovarceli di fronte!

Francesco ‘Darkshine’ Sorricaro

 

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