Recensione: Even The Devil Believes

Di Francesco Maraglino - 12 Settembre 2020 - 12:04
Even The Devil Believes
Band: Stryper
Genere: Hard Rock 
Anno:2020
Nazione:
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81

E’ sorprendente come alcune band degli Eighties – per esempio gli Stryper di cui qui si torna a discettare in occasione dell’uscita del nuovo album “Even The Devil Believes”,  ma anche altri della stessa generazione o giù di lì (penso agli House of Lords) – a distanza di decenni dai tempi d’oro dell’epoca in cui furono star delle classifiche e delle arene (e di MTV), sfornino con puntualità dischi d’incessante ed elevata qualità.  Certo, oggi i loro album vanno forse a soddisfare gli appetiti di una ristretta nicchia di appassionati, probabilmente nostalgici, ma se fossero usciti all’epoca di massimo splendore dell’hard rock melodico, e se i gusti del grande pubblico non fossero, nel frattempo, inevitabilmente cambiati, finirebbero verosimilmente con altrettanta regolarità in vetta alle classifiche.

Non fa eccezione alla regola il nuovo album di Michael Sweet e soci (i quali si ripresentano con la line up originale quasi intonsa,  con l’eccezione del ruolo di  bassista, oggi occupato dall’ ex Firehouse Perry Richardson, qui alla sua seconda uscita con la band white metal), che, ancora una volta, sciorina un pugno di canzoni stracariche di energia, ispirazione compositiva e di arrangiamenti “ tradizionali” ma a loro non privi di innesti alquanto up-to-date.

Stavolta appare far capolino, ancor più che nel recente passato, il sound ancorato alle radici “ottantiane” della band.  Si veda, in proposito, il cadenzato heavy rock melodico ed epico di Make Love Great Again e Even The Devil Believes, ma anche quello più veloce ed accattivante di  Let Him In e Invitation Only. Sempre su questa direttrice stilistica  troviamo Do Unto Others, midtempo solenne,  grintoso e armonico, e How To Fly, in cui il suono si tinge di sfumature che rimandano a  Beatles e Queen nei cori.

Altrove, l’album si giova di un pugno di brani metal che schizzano via come pallottole. In particolare un paio di fragorose ondate di ficcante e travolgente heavy rock sono collocate strategicamente  proprio in apertura e chiusura del disco (Blood From Above e Middle Finger Messiah).

E’ appena il caso di accennare che anche in “Even The Devil Believes”, è presente l’immancabile slow. Qui la casella di pertinenza della ballatona di prammatica è occupata da This I Pray, elettroacustica,  emozionante e, ça va sans dire,  magistralmente cantata.

Insomma, col nuovo album gli Stryper, tra melodie acchiappanti,  riff ora uncinanti ora trafiggenti come stilettate,  assoli brevi e saettanti, un certo tasso di epicità  (imprescindibile anche per sottolineare adeguatamente il  religioso mood dei testi) e una sezione ritmica che va come un treno, non deluderanno gli appassionati del buon vecchio, caro suono “pesante ma melodico” (o “melodico ma pesante”, fate un pò voi).

Francesco Maraglino

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