Recensione: Evermore Darkly…

Di Alessandro Calvi - 20 Ottobre 2011 - 0:00
Evermore Darkly…
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Anno: 2011
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A un anno da “Darkly, Darkly Venus Aversa”, i vampiri inglesi tornano a farsi sentire e lo fanno ripescando una tradizione che aveva caratterizzato i primi anni della loro carriera. Ai tempi, tra un album e l’altro, erano soliti far uscire degli EP che presentavano, in scalette quantomai eterogenee, tracce nuove, remix, riproposizioni riarrangiate, cover, etc. “Evermore Darkly…” ripesca e rende nuovamente attuale questa consuetudine, la domanda è: riuscirà a mantenersi al passo con i suoi illustri predecessori?

Si comincia con “Transmission from Hell”: annunciata come una delle 2 tracce inedite dell’EP si rivela essere solo un brano introduttivo con una voce carica di effetti che recita un monologo. L’atmosfera, volendo, la crea anche, ma credo che i fan si aspettassero decisamente qualcosa di più di un paio di minuti che lasciano il tempo che trovano.
Le cose cambiano con la successiva “Thank Your Lucky Scars”, seconda song inedita che, almeno, è davvero una canzone. Indubbiamente pane per i denti di chi ha apprezzato l’ultimo “Darkly, Darkly Venus Aversa” dato che sia per quanto riguarda il songwriting, che per suoni e mixaggio, sembra un pezzo tirato fuori direttamente da quell’album. Probabilmente non si tratta, quindi, di qualcosa di nuovo, ma di un semplice ripescaggio di materiale precedentemente scartato dal disco. In quanto tale la qualità non è all’altezza del cd di cui avrebbe dovuto fare parte, ma si difende bene e farà sicuramente piacere a più di un fan.
Sempre rimanendo in argomento “fan”, con “Forgive Me Father (I Have Sinned) (Elder Version)” comincia una cinquina di tracce rivolte quasi esclusivamente a loro. Elder Version, dicitura che caratterizza 3 brani in scaletta, infatti, sta a indicare come ci si trovi di fronte alle versioni “demo” degli stessi. Prima degli arrangiamenti orchestrali, prima dell’aggiunta di cori e voce femminile e prima, purtroppo, di una registrazione di buon livello. Tre tracce, quindi, che in realtà non aggiungono nulla a quanto già sentito in “Darkly, Darkly Venus Aversa”, nessuna variazione o novità rispetto ai pezzi già conosciuti, solo la possibilità di ascoltarne una versione più grezza.
Discorso leggermente diverso, invece, per “Lilith Immaculate (Extended Lenght)” che farebbe pensare a una versione differente, allungata, di quella canzone. In effetti la durata è indubbiamente superiore, ma il modo in cui questo maggiore minutaggio è stato raggiunto è piuttosto discutibile. La song, infatti, è rimasta sostanzialmente invariata, l’unica differenza son quasi 2 minuti orchestrali piazzati nel mezzo. 2 minuti che non solo sembrano del tutto avulsi dal resto del componimento (gli arrangiamenti sono come sempre ottimi, ma uno stacco così lungo non c’entra proprio nulla col resto), ma finiscono addirittura per annoiare l’ascoltatore. Quella che avrebbe potuto rivelarsi una “chicca” per gli appassionati, quindi, si svela essere solo un deciso passo falso.
Presupposti simili si addensavano come nubi temporalesche anche attorno a “Forgive Me Father (I’m in a Trance)”, remix electro realizzato da Rob Caggiano degli Anthrax. Inutile dire che la metafora delle nubi non era casuale, perchè anche qui piove sul bagnato. Se già la versione originale era uno dei (se non IL) pezzi più deboli di “Darkly, Darkly Venus Aversa”, l’operazione non migliora per nulla il prodotto. Anzi, il risultato arriva quasi a far rimpiangere il precedente, tutt’altro che illustre, di “Pervert’s Church”, altra sperimentazione elettro-discotecara presentata sull’EP “From the Cradle to Enslave”.
A chiudere questo “Evermore Darkly…”, infine, finalmente una nota positiva. Forse l’unica e vera, quasi capace, da sola, di far passare in secondo piano tutto il resto. “Summer Dying Fast (“Midnight in The Labyrinth” breadcrumb trail)” rappresenta il primo assaggio (splendida l’immagine delle molliche di pane alla Pollicino) di un sentiero che ci porterà verso il progetto sinfonico di casa Cradle (un’idea che da qualche anno sembra solleticare più di una band, dai vampiri inglesi ai Blind Guardian ai Dimmu Borgir). Ed è un assaggio con i controfiocchi capace di mettere in fibrillazione qualsiasi fan e di fargli incollare gli occhi al calendario nella speranza di far passare il tempo più in fretta. Se, infatti, ci si sarebbe potuti facilmente aspettare una conversione totalmente orchestrale per i brani tratti da “Damnation and a Day”, più difficile era pensare a come sarebbero potuti saltar fuori i pezzi dei primi anni di carriera. “Summer Dying Fast” dissipa qualsiasi dubbio e sembra dare solo certezze: se questo sarà il risultato medio di questa operazione, il disco sarà molto vicino ad essere un capolavoro.

Capitolo a parte merita la trattazione del DVD allegato. “Venus Diversa” avrebbe dovuto, probabilmente, essere la ciliegina capace di attirare e ingolosire anche l’acquirente più indeciso, in realtà si rivela essere la parte più inutile di questa uscita. I contenuti sono solo 3: il video promozionale di “Lilith Immaculate”, imprescindibile solo per chi vorrebbe gustarselo sul megaschermo del soggiorno; un documentario con qualche dietro le quinte del tour di “Darkly, Darkly Venus Aversa” che regala giusto qualche sorriso, ma risulta tutt’altro che imprescindibile (anche perchè agli spezzoni dei concerti, forse la cosa più interessante, è stata sovrapposta una “colonna sonora” presa dal disco invece di farci sentire la musica dal vivo); infine una collezione di foto scattate al Burning Down Graspop. Nulla di particolarmente allettante, quindi, neanche per i fan in crisi d’astinenza.

Tirando le somme “Evermore Darkly…” è un EP con molte ombre e qualche luce, seppur particolarmente brillante. Se dovessimo leggerlo come un messaggio volto a indicare un ritorno al passato, sia come sonorità che come stile e regolarità delle uscite, allora gli daremmo un voto altissimo. Dovendolo, invece, valutare per ciò che propone sia acusticamente che visivamente, il voto non può essere sufficiente. Un paio di tracce, seppur una estremamente pregevole come “Summer Dying Fast” in versione orchestrale, non bastano per risollevare le sorti di un EP che propone troppi riempitivi di dubbio interesse o utilità.

Tracklist:
01 Transmission From Hell
02 Thank Your Lucky Scars
03 Forgive Me Father (I Have Sinned) (Elder Version)
04 Lilith Immaculate (Extended Length)
05 The Persecution Song (Elder Version)
06 Forgive Me Father (I’m In A Trance)
07 The Spawn of Love and War (Elder Version)
08 Summer Dying Fast (“Midnight in The Labyrinth” breadcrumb trail)

“Venus Diversa” DVD:
01 Lilith Immaculate Promo Video
02 “You Can’t Polish a Turd… but You Can Roll It in Glitter” Rockumentary
03 Burning Down Graspop, Dessel, Belgium, 25th June 2011

(La recensione è stata condotta sul promo fornito dalla casa discografica, che risulta mancante del live concert. Per questo motivo il voto è da intendersi come dato al solo EP, senza il live dvd allegato. Chiaramente la valutazione sarebbe stata diversa, se svolta sul pacchetto completo. Purtroppo ci è ancora impossibile esprimere un giudizio su ciò che non vediamo o sentiamo, anche se ci stiamo attrezzando…)

Alex “Engash-Krul” Calvi

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