Recensione: Haeresis

Di Alessandro Rinaldi - 2 Febbraio 2022 - 14:38
Haeresis
Band: Muert
Genere: Black 
Anno: 2022
Nazione:
Scopri tutti i dettagli dell'album
73

I Muert sono una band spagnola fondata nel 2010 da Ebola (voce/chitarra) e Guayota (batteria). Dopo un solo anno di vita, il gruppo entra in studio per registrare il primo lavoro, “Mysteriorum Prophanationis Sepulcralis”; l’anno successivo, ci sarà spazio per il primo video promozionale, “Burial In The Forest”. Dopo tanti concerti nel Vecchio e Nuovo continente, è il 2017 l’anno buono per i Muert: il loro “Ye Canariae Abezan” ottiene buone recensioni e li fa conoscere al grande pubblico; “Haeresis” è la chiamata a confermare il precedente buon risultato.

Da un punto di vista estetico l’album si presenta davvero bene. Su uno sfondo blu, domina la scena un bellissimo disegno che potrebbe ricordare una xilografia dei libri del periodo dell’inquisizione: una strega, davanti ad un fuoco, che invoca il diavolo. E come spesso accade nel metal, gli artwork non sono mai banali o casuali, ma nascondono indizi sul contenuto artistico del disco che andremo ad ascoltare: in questo caso, si tratta della brujerìa, ovvero la stregoneria spagnola, un paese che ha una grande tradizione cattolica e che spesso è stato vicino allo Stato Pontificio. Questo quarto lavoro è davvero brutale, aggressivo e grezzo, sembra che sia stato registrato in presa diretta. Queste caratteristiche danno una sensazione di “contatto con la natura” che è una delle caratterizzanti dell’Antica Religione. Già, perché spesso tutto ciò che non seguiva pedissequamente ciò che era il sistema di credenze cattoliche, era etichettato come “demoniaco”: quindi, anche un semplice medico che curava con le erbe, o una casalinga che si faceva una maschera d’argilla, poteva essere accusato di stregoneria. E l’album omaggia tanto le streghe, quanto Dámaso Rodríguez Martín, il serial killer che negli anni ’90 seminò il terrore nelle Canarie.

Il disco ha una sua struttura piuttosto solida ed omogenea, così come la composizione della musica; i Muert costruiscono le loro canzoni in modo scientifico, partendo da un riff molto orecchiabile per gli standard del genere, e sviluppando, ovviamente in chiave black, il concetto con una spruzzata di death ma soprattutto trash metal: già l’idea stessa di riff portante, ma anche le cadenze speed, fanno pensare a questo tipo di proposta artistica che ad una reale contaminazione black.

Anche il video promozionale di Metal-Enajenation, che apre anche Hearesis, ripercorre questo tipo di scelta: immagini brutali e violente, una fotografia dozzinale ma funzionale al messaggio. Ha il grande merito di tradurre in immagini il messaggio artistico della band. Le atmosfere selvagge e caotiche animano questo brano, in cui emerge la prestazione di Ebola, davvero sopra le righe. Axantemir è bipolare, alterna ritmi veloci a lenti, e presto ci conduce ad una cavalcata finale a conclusione della stessa. Damaso El Brujo e La Maldiciòn De Laurinaga sono il momento più alto dell’album, poiché traducono in musica nel modo migliore l’esprit di Haeresis; sono due pezzi brutali, violenti, diretti ed immediati, che ci conducono in una foresta, dove sti sta svolgendo un Sabba. La Niña De Las Peras e Las Brujas De Anaga sono un gentile omaggio alla brujerìa iberica; nel primo caso, parliamo di una leggenda di inizio ‘900 che coinvolge una bambina scomparsa e riapparsa diversi decenni dopo a casa dei genitori, senza essere invecchiata di un giorno; nel secondo caso di una congrega delle montagne della zona di Tenerife, che fu associata al vampirismo. El 4° Jinete Sobre La Adelantadìa è un pestaggio primordiale, che ci conduce verso la conclusione, con Majanos de Chacona, brano che si ispira alle piramidi a gradoni, ritrovate nella regione: il ritmo è forsennato, per un album suonato a mille.

Indubbiamente i Muert hanno fatto un passo in avanti nel songwriting, perché il loro album è un piacevole viaggio tra stregoneria, miti e leggende della Spagna, consigliato sicuramente agli amanti dell’esoterismo, in quanto lo stesso potrebbe essere fonte di ispirazione per nuovi approfondimenti e ricerche. Musicalmente, il lavoro è molto apprezzabile perché ai testi fanno seguito le note, è c’è un legame tra ciò che si scrive e ciò che si sente: è come se fosse aperto un varco che conduce l’ascoltatore proprio dove si riunivano le Brujas de Anaga, e le vedesse danzare attorno al fuoco, proprio come nell’artwork di Haeresis. Il neo, se così possiamo definirlo, è che i nostri trovano una confort zone nella quale si chiudono, rendendo il disco forse un po’ troppo prevedibile ma sicuramente omogeneo; il sound è violento, primordiale, un degno seguito di “Ye Canariae Abezan”, che sicuramente avrà un notevole impatto live.

Ultimi album di Muert

Band: Muert
Genere: Black 
Anno: 2022
73
Band: Muert
Genere: Black 
Anno: 2017
78