Recensione: Hysterical Cold Side and Dark Memories

Di Andrea Bacigalupo - 8 Gennaio 2020 - 8:30
Hysterical Cold Side and Dark Memories
Etichetta:
Anno:2020
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72

Capii che la mia musica era l’Heavy Metal nel 1981 (più o meno con l’estinzione dell’ultimo dinosauro), quando ascoltai ‘Killers’, il mitico secondo album degli Iron Maiden. Da quel giorno la NWOBHM diventò un elemento costante della mia vita, e così il Thrash qualche anno dopo, quando esplosero i Metallica. Al contrario l’Alternative dei Faith No More ed il Grunge dei Nirvana proprio non riuscirono a piacermi, non riuscivo a sopportarne il sound e l’atteggiamento.

Questioni di gusti, ho sempre pensato … ognuno è libero di ascoltare quello che vuole.

Tre decadi e mezzo dopo mi è capitato tra le mani questo ‘Hysterical Cold Side and Dark Memories’ dei The Krueggers, band brasiliana Post Grunge, Alternative e Nu Metal, un concentrato di tutto quello che non sono mai riuscito ad ascoltare per anni.

Subito avrei voluto metterlo da parte, ma sono stato incuriosito dal monicker, basato sulla figura del maniaco omicida Freddy Krueger, l’impressionante mostro della serie cinematografica ‘Nightmare’, interpretato da un grande Robert Englund, l’extraterrestre non violento della serie ‘V-Visitors’ degli anni ’80.      

Una band moderna, dunque, con un nome appassionatamente Old School.

Ho così deciso di ascoltarlo e di esprimere il mio pensiero ai lettori di TrueMetal.it.  Non ho scoperto la luce, non mi sono detto ‘… che cosa mi sono perso in tutti questi anni …’ però l’album mi è piaciuto ed ho trovato la band molto interessante, principalmente per l’alto tasso di creatività che ha espresso con questo nuovo lavoro, prodotto dalla Eclipse Records e disponibile dal 10 gennaio 2020.

Il sound dei The Krueggers, difatti, abbraccia più fronti musicali, riuscendo ad infondere varie emozioni in chi ascolta, tutte legate insieme da un cordino di rame in cui scorre parecchia energia elettrica ad alto voltaggio.

I toni sono perlopiù duri, grevi e profondi, con una sezione ritmica che sa pestare pesante, tanto quanto riesce e seguire linee melodiche più orecchiabili. Il combo, poi, sa destreggiarsi bene con partiture psichedeliche e schizzate, risultando molto eclettico e versatile.

La voce del fondatore Randy Fiora è sufficientemente modulata per passare dal tragico all’aggressivo senza fatica. Non mi piace molto quando è filtrata … devo però aggiungere che questo effetto viene adoperato con senso logico (ad esempio durante le sezioni allucinogene) e non per sopperire a mancanze tonali.

Il disco non è stracolmo di assoli, ma quelli presenti lasciano il segno. 

Insomma, un album che riesce a mantenere vivo l’interesse per tutto il suo corso.

La traccia che apre l’opera è ‘Lying Machine’, annunciata dalle sirene di un allarme antiaereo. Il ritmo è stoppato e potente con interposte strofe struggenti. Il refrain aggredisce e l’assolo è sclerotico. Il testo parla delle identità artificiali che molte persone assumono sui social media, fingendo di essere perfetti ma rinunciando a se stessi. Il brano è anche il primo singolo estratto dall’album.

Segue ‘Freak Out’, orecchiabile, viva ed energica. Un brano ‘commerciale’, un po’ per tutti, divertente da ascoltare. E’ invece serio il testo, che parla di come i bambini vogliano essere ‘cool’ comportandosi come qualcun altro, mentre invece dovrebbero lasciarsi andare.

Dark Parade’ è un pezzo cadenzato, lento ma duro, con strofe melodiche e refrain granitici. L’assolo segue l’andamento generale della traccia, accompagnato da una ritmica pestata.

Someday’ ricorda certe sperimentazioni dei Beatles, facendoci entrare in un ambiente fumoso con il suo incedere psichedelico, dal quale si riesce a sbirciare attraverso grazie a bordate energiche ed aggressive.

Overreaction’ è il suo opposto: un Hard Rock potente, arrabbiato e dinamico. E’ uno di quei pezzi che rimane in testa.

Bullshit’ è schizofrenica, con influenze punk che la rendono strafottente, mentre ‘I Set Myself’ è più seria, con un ritmo pesante smorzato da strofe melodiche.

Wrong’ è una ballata dai toni forti con un assolo granitico che lascia senza parole, uno dei pezzi più enfatici del platter.

Siamo quasi in fondo: si passa per la dura ‘Hysterical Cold Side and Dark Memories’, per la più leggera ‘Bring Me Shine’, molto adatta per i ‘passaggi’ in radio, per concludere con ‘On Your Hands’, cupa quanto solida.

Riassumendo, ‘Hysterical Cold Side and Dark Memories’ è un album concreto, senza passi falsi. Adatto agli appassionati del genere, ma anche a chi vuole avvicinarvisi. Bravi The Krueggers.

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