Recensione: I4D

Di Stefano Burini - 26 Novembre 2015 - 0:01
I4D
Band: Mantra
Etichetta:
Genere: Hard Rock 
Anno: 2015
Nazione:
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80

Jacopo “Jack” Meille è certamente più noto all’audience metallica per essere il titolare del microfono dei gloriosi Tygers Of Pan Tang sin dal lontano 2004 che non per i suoi trascorsi nei Mantra; eppure, vista la qualità della proposta, ignorare la band toscana sarebbe un vero e proprio delitto.

Attivi dal 1997 e nati dalle ceneri di un progetto precedente denominato Mad Mice, i Mantra hanno dato alle stampe tre album nei primi anni 2000 (“Roots”, “Hard Times” e “Hate Box”), per poi prendersi una lunga pausa durata – complice l’impegno del riccioluto cantante nella band di Robb Weir – fino ad oggi; una pausa nella quale il quartetto composto da Jacopo Meille alla voce, Gianluca Galli alla chitarra, Andrea “Ace” Bartolini al basso e Senio Firmati alla batteria ha iniziato e portato avanti il processo di scrittura e registrazione di “I4D”. 

Esattamente come accaduto in passato, il nuovo parto di casa Mantra si distingue per per la presenza di contenuti di elevato valore tecnico e musicale, virando tuttavia con ancor maggior decisione nella direzione di un hard ‘n’ heavy caldo, tagliente e volitivo come mai prima d’ora, a metà strada tra tradizione zeppeliniana e tentazioni proto-heavy alla maniera dei primi anni ’80. Meille, Galli e compagia sono musicisti esperti e preparati e quando tutta la loro esperienza e conoscenza della materia– elementi necessari ed anzi indispensabili per dar vita e sostanza a della musica d’impostazione tradizionalista sempre ben lontana dalla sterile scimmiotattura dei grandi classici – si accompagnano alla giusta ispirazione, il risultato non può che essere positivo. Che si tratti della cadenzata opener, delle più spedite e metalliche “Bound For Glory” e “In The Name Of Our Fathers” o delle settantiane “30 Minutes Of Fame” e “Mr Shameless”, la cifra stilistica del quartetto tricolore viene sempre fuori alla grandissima, marchiando a fuoco ogni singola nota con quelli che sono i tratti caratteristici del proprio sound: dall’eclettico guitar work di Galli fino all’acuta (e caratteristica) ugola di Meille, passando per il non trascurabile contributo fornito dalla sezione ritmica e le mai sopite fascinazioni orientali.

Citare solo cinque delle dieci canzoni in scaletta sarebbe d’altro canto limitante, giacché il resto della tracklist non è certo da meno, a partire dalla rocciosa “The Grinder” – sorretta dal potente basso di Bartolini – fino alla conclusiva “Rush For Love” e senza tralasciare l’irresistibile “John Roskow”, la splendida semiballata dal gusto fortemente yankee “Endless Night” e la zeppeliniana “Wicked Desire”.

Che altro aggiungere? “i4D” è album che farà certamente la felicità di tutti i rocker vecchia maniera grazie ad una manciata di canzoni  ben riuscite e di gran pregio melodico; uno di quegli album in grado di strappare più d’un sorriso e di convincere tutti, una volta in più, che la buona musica non ha età o data di scadenza ma vive “semplicemente” di passione ed isipirazione. 

Stefano Burini

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