Recensione: Killer Instinct

Di Andrea Bacigalupo - 25 Aprile 2020 - 20:58
Killer Instinct
Etichetta:Torrid Records
Genere: Thrash 
Anno:1988
Nazione:
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83

Chissà che fine hanno fatto? Quante volte ci siamo fatti questa domanda ritrovandoci tra le mani un album, un biglietto di un concerto gelosamente conservato, un’intervista od un articolo su una vecchia band.

In questi giorni, dove il tempo sembra dilatato, dove, per trascorrerlo senza cadere nella noia, si arriva a fare cose prima ritenute inutili, come pulire dietro lo zoccolino o mettere in ordine una discografia già in ordine, fatta di vinili e cassette registrate dagli amici (il vecchio modo di condividere la musica) mi sono ritrovato tra le mani ‘Killer Instinct’ dei  New Jerseyans Gothic Slam, pubblicato ad aprile del 1988 via Torrid Records, la label che ha tenuto a battesimo gli Exodus e gli Hades (quelli di ‘Resisting Success’).

Mai più seguiti da allora…  pur ritenendo la loro una più che valida proposta con la sola disgrazia di essere uscita in un momento dove molte band al top stavano sfornando i loro lavori a profusione, si pensi a ‘… And Justice for All’ dei Metallica, a ‘South of Heaven’ degli Slayer, a ‘The Sane Asylum’ dei Blind Illusion, a ‘State of Euphoria’ degli Antrax, ai Megadeth, ai Forbidden, ai Testament, agli Overkill ed ai molti altri che in quell’anno assaltavamo il mercato con note di pura violenza.

Sono andato allora a fare un po’ di ricerche, apprendendo che al primo Full-Length ne era seguito un secondo, ‘Just a Face in the Crowd’, nel 1989, e poi lo scioglimento.

Un vero peccato perché, come già detto, ‘Killer Instinct’ è un album più che valido ed i Gothic Slam avevano tutti i numeri per emergere.

Una voce, quella di Daniel Gomez, ancora acerba ma con buone modulazioni e parecchio aggressiva, come il Thrash richiede, buone chitarre, con assoli magari non eccellentissimi, soprattutto se messi in competizione con le capacità di Alex Skolnick, Kirk Hammett e Bobby Gustafson (giusto le primi tre asce dell’epoca che mi vengono in mente e che hanno pochi uguali ancora oggi) ma suonati con grinta e determinazione ed una sezione ritmica compatta e martellante; in particolare le abilità del drummer Dave Chavarri gli hanno consentito di continuare la carriera in band del calibro di M.O.D., Soulfly e Lääz Rockit.

Invece Klaude Ryker, all’anagrafe Claudio Gonzales, dal 22 marzo 2017 purtroppo non è più tra noi (R.I.P.).

In generale, dunque, un buon bagaglio tecnico per una band giovane ma con le idee chiare, con un sound non proprio originale ma brillante, schietto, onesto e diretto.

Vero e genuino Thrash Metal il loro, quello che, ora come allora, esprime rabbia e ribellione senza girarci intorno, quello che ti entra in testa per fartela scuotere e per farti uscire dall’ordinario.

Ed è proprio con un attacco alle banalità che inizia l’album: ‘Skankin’’ è introdotta da un breve passaggio di Ska, genere diffuso nelle discoteche dell’epoca, seguito da un furioso ‘Fuck This!’ che inchioda al muro (anche se lo Ska, ad onor del vero, può non piacere ma la sua storia è tutt’altro che banale). La macchina da guerra dei Gothic Slam si è messa in moto: il brano è veloce, aggressivo, un enfatizzante Thrash ‘N Roll, fatto di strofe incisive, refrain sintetici e cambi di tempo massacranti.

Le altre tracce che seguono, come la tagliente ‘Living to Survive’, la scura ed aggressiva ‘Bedlam’, la marziale ‘Tormentor’ e la coinvolgente ‘Stand Up and Fight’ sono altrettanto cariche di selvaggia adrenalina, un granitico muro sonoro contro il quale si va a sbattere a tutta velocità.

Particolare è la Title-Track, ‘Killer Instinct’, più elaborata delle altre dimostra che il quintatto può anche osare di più mentre ‘Stryker’, dal nome originale della band, poi sostituito perché già utilizzato da altri e perché un po’ tanto simile a Stryper, come ammesso dallo stesso Gomez, è una strumentale che lascia il tempo che trova, ma per una band agli esordi ci può stare: come si dice, se non piace, si salta. Gli altri pezzi bastano ed avanzano.

Killer Instinct’ è stata una deflagrante saetta nella tempesta Thrash di quegli anni e con esso i Gothic Slam hanno lasciato il segno.

Non resta altro da dire: ascoltiamolo!

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