Recensione: Lancer

Di Francesco Sgrò - 4 Febbraio 2013 - 0:00
Lancer
Band: Lancer
Etichetta:
Genere:
Anno: 2013
Nazione:
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72

Giungono dalla gelida Scandinavia i Power Metallers Lancer, attivi dal 2009 ed arrivati all’importante soglia del primo album omonimo pubblicato all’inizio del 2013.
Il giovane quintetto svedese risulta essere molto influenzato dal power metal teutonico: per forgiare il proprio sound, infatti, trae ispirazione da band divenute vere e proprie icone del genere (Freedom Call, Edguy ed Helloween su tutte ).
Il risultato finale è racchiuso in un esordio, piacevole, ben suonato, anche se non proprio originale.

L’apertura del disco è affidata alla potente e melodica “Purple Sky“ che, se da una parte sembra essere una canzone uscita da un album dei Freedom Call, evidenziando da subito il lato poco originale dei Lancer, dall’altra si rivela essere un brano efficace, grazie soprattutto ad un coro molto melodico ed orecchiabile.
La seguente e rocciosa “The Exiled“, segue fedelmente il percorso della traccia appena ascoltata, seppur incentrandosi su velocità leggermente meno sostenute: una canzone molto gradevole, caratterizzata da un pregevole lavoro chitarristico seppure, anche in questo caso, scarsa in originalità.
Molto buona è, ad onor del vero, la veloce “Young And Alive“, il cui refrain gioioso e solare – vagamente in stile Dragonforce – ne rappresenta la carta vincente.
Con la lunga “Seventh Angel“, i nostri iniziano a smorzare le velocità, concentrandosi su riff e melodie più d’atmosfera per un brano malinconico, contraddistinto da un coro di matrice anni ’80 davvero riuscito.

Successivamente si resta su territori power, grazie alla melodica “Don’t Go Changing“, che ancora una volta deve tutto all’ottimo ritornello orecchiabile, capace sin dal primo ascolto di imprimersi nella memoria dell’ascoltatore.
Non cessano da parte del combo svedese, i riferimenti ai teutonici Freedom Call. Così anche la veloce “Dreamchasers“ risulta essere di interessante caratura pur senza sorprendere in alcun elemento particolare.
Il lavoro dei Lancer si attesta ancora su buoni livelli grazie alla bella “Mr Starlight“, nella quale stavolta è percepibile lo spirito dei primi Helloween. Un brano che si segnala positivamente,oltre che per il solito ottimo refrain, anche per un guitar solo veramente entusiasmante.
Le ultime fasi dell’opera sono invece affidate all’energica “Deja Vu“ (da non confondere con l’omonima traccia degli Iron Maiden, datata 1986), che pur essendo, in verità, un brano molto piacevole, non aggiunge nulla di nuovo a quanto proposto dal gruppo finora.
Forti echi Maideniani, sono perfettamente riscontrabili anche nella conclusiva “Between The Devil And The Deep“ buon pezzo che congeda il gruppo scandinavo.

Un disco insomma che, pur garantendo qualche buona soddisfazione, avrebbe meglio beneficiato da una maggiore varietà compositiva. I Lancer sono, in effetti, un gruppo assolutamente preparato, che deve tuttavia imparare a fare maggior affidamento sulle proprie idee e capacità creative.

In ogni caso, un buon debutto.

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Tracklist:

 01. Purple Sky – 4:07
 02. The Exiled – 5:40
 03. Young And Alive – 4:41
 04. Seventh Angel – 7:25
 05. Don’t Go Changing – 3:55
 06. Dreamchasers – 3:32
 07. Mr. Starlight – 5:11
 08. Deja Vu – 5:22
 09. Between The Devil And The Deep – 6:42

Line Up:

Isak Stenvall – Voce
Peter Ellström – Chitarre
Fredrik Kelemen – Chitarre
Emil Öberg – Basso
Sebastian Pedernera – Batteria

 

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