Recensione: Live & Immortal

Di Andrea Pintelli - 21 Agosto 2022 - 11:52
Live & Immortal
Band: Vanden Plas
Etichetta: Frontiers Records
Genere: Progressive 
Anno: 2022
Nazione:
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80

Dalla Germania con furore! Pochi giorni fa gli inossidabili Vanden Plas hanno pubblicato, tramite Frontiers Records, il loro terzo album dal vivo, intitolato “Live & Immortal”, nei formati cd/dvd, blu-ray, gold vinyl; in questa sede parleremo della versione cd. Si tratta, in realtà, di un doppio cd che riporta per intero una loro esibizione tenuta nel 2016 a Kaiserslautern, loro città d’appartenenza. Il pubblico risponde meravigliosamente alle loro ispirate versioni di alcuni classici di un repertorio che abbraccia quasi quarant’anni di carriera, con una line-up immutata nel tempo. E si sente: affiatamento, solidità, estro, sono via via cresciuti di pari passo con l’ispirazione che i Vanden Plas hanno dimostrato nel tempo, grazie ad album imperdibili quali “Far Off Grace” del 1999 o “The Seraphic Clockwork” del 2010.

Dopo il breve “Intro (Vision 1ne)”, macabri ticchettii di piano accolgono i nostri sul palco, accolti calorosamente dai loro sostenitori. Si parte in quinta con “Godmaker”, dove la band dà sfoggio fin da subito delle sue qualità; Andy Kuntz conduce i giochi con rodata bravura, in un convulso saliscendi di emozioni, mentre riff e controtempi la fanno da padrone. “Into The Sun” è un vorticoso e intricato esercizio stilistico, dove i Vander Plas fanno capire fin da subito dove abita l’arte. Oltre sette minuti di pura armonica essenza. “Frequency” scava ancor di più nella preparazione tecnica dei nostri, con un plauso oggettivo alla sezione ritmica, composta da Torsten Reichert e
Andreas Lill, fatta di incredibile precisione e granito puro. “Scarlet Flower Fields” rallenta la corsa di treno, ma lo fa con garbo e gusto; insomma una potente ballad melodica e mai banale. “Holes In The Sky” è puro piacere per i nostri sensi, immersa com’è in un’atmosfera armoniosamente libera. Fu il singolo del 2010 e lo fu a ragione. Canzone perfetta. “I Can See”, e si torna a pestare. Ritmo indiavolato e grande piglio, con accordi in minore a suggellare il tutto. Claustrofobicamente prog. “Diabolica Comedia” ha respiro più ampio, le tastiere di Günter Werno sono finalmente più esposte, in un racconto di notevole gusto. “Stone Roses Edge”, dopo la prima parte soft, esplode in un’incalzante marcia dominata da un riff assassino e da una micidiale prova vocale di mr. Kuntz, dotato di grande estensione e intonazione illimitata. Senza freni.

How Many Tears”, che apre il secondo cd, emozionante cavalcata sonora di oltre dieci minuti che fa cantare anche il pubblico, sfocia in un continuo cambio di tempi, quasi fosse un’onda ora gentile, ora minacciosa, ma sempre dominata dal grandissimo Stephan Lill, vero pilastro musicale del gruppo. Di fatto una suite avente tutti i crismi del nostro amato genere. “The Last Fight” accelera il passo, per poi stopparlo, poi di nuovo agguantare il lampo esecutivo. Crea un ambiente che si lega indissolubilmente al contesto sonoro del concerto, grazie a realizzazioni espressive che profumano d’opera. “Iodic Rain”: labirinto di musicalità sontuose e fragorose. Mai un calo, con i musicisti sempre erti verso lo zenit. “The Final Murder”, vero picco esecutivo del live act, è un’altra suite che ora pone variazioni sul tema, ora si distacca dalla realtà, ora si immerge per ributtarcela addosso, ma che non resta mai senza eccitazione. Si tratta di una continua e vertiginosa crescita emotiva, uno scrigno di gemme preziose che si fanno riconoscere una dopo l’altra. “Christ 0”, ovvero il martello fra trepidazione e turbamento, altra ottima prova della band tutta, una macchina che viaggia a mille all’ora senza mai fermarsi. “Postcard To God”, ultimo brano, vero biglietto da visita delle potenzialità di questa band, chiude in bellezza un concerto senza sbavature, ricco di qualsiasi elemento valido ad identificare i nostri come la miglior progressive metal band d’Europa, senza dubbio alcuno.

Difficilmente resterete impassibili durante l’ascolto di questo disco, sicuramente ne uscirete con soddisfazione di avere speso i vostri soldi per qualcosa che resterà nel tempo vostro e della musica.

 

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