Recensione: Lucky
Dietro il nome dei Firstborne si cela un certo Chris Adler, conosciuto dai più per aver militato in gruppi come Lamb Of God, Megadeth e Corrosion Of Conformity; assieme a lui c’è anche un certo James LoMenzo al basso che oltre a suonare ancora per i Megadeth, ha anche militato con Black Label Society e Ozzy, tra i tanti. A loro due si sono poi uniti il virtuoso chitarrista Myrone (all’anagrafe Hugh Myrone) ed il cantante indiano Girish Pradhan, dotato di una voce sporca ed acuta, adattissima all’hard’n’heavy suonato dalla band. La fondazione del gruppo risale al 2020, anno in cui viene anche rilasciato il primo EP omonimo; dopo una lunga serie di singoli, nel 2023 esce il debut album “Gods Of Fire” e, dopo un paio di altri singoli, ecco che nell’agosto 2025 viene rilasciato dalla M-Theory Audio questo secondo album intitolato semplicemente “Lucky”. Il disco è composto da 10 tracce ed ha una durata molto breve, di poco inferiore ai 37 minuti, segno che il songwriting è bello conciso e la band non si perde in inutili ammennicoli per “allungare il brodo” delle singole canzoni; del resto abbiamo davanti musicisti esperti che sanno il fatto loro ed il risultato è evidente. Non conoscendo la musica dei Firstborne, ma la reputazione di parte dei suoi componenti, mi sarei aspettato un sound più duro, più heavy, se non addirittura verso il thrash, invece nulla di tutto questo, ma un hard’n’heavy elegante che trae ispirazione dalla lezione di gente come Bon Jovi ed Aerosmith, ma anche qualcosa dei primi Def Leppard;
ogni tanto c’è anche qualche momento più heavy, come ad esempio in “Human Interrupted”, che è forse la canzone più dura della tracklist. La parte strumentale vede la chitarra del talentuoso Myrone recitare la parte del protagonista, ma LoMenzo al basso ed Adler con la batteria non sono da meno e creano un amalgama sonoro davvero piacevole da ascoltare ed orecchiabile, anche quando il ritmo è decisamente più “morbido” come in “Rescue Me”, furbamente scelta per un video.
C’è poi una citazione nell’ultima traccia, la robusta “Minefield (Ohhh Face)”, in cui vengono riportati dei versi di “The Trooper” degli Iron Maiden, quasi come un tributo ad uno dei gruppi fondamentali del metal. Personalmente preferisco ritmi più sostenuti e canzoni più tipicamente “heavy” (proprio come nelle già citate “Human Interrupted” e “Minefield (Ohhh Face)”), ma non posso non riconoscere che la musica dei Firstborne è fatta con classe e qualità fuori dal comune, del resto i musicisti che fanno parte di questo gruppo sono di altissimo livello. Non conoscevo il cantante indiano Girish Pradhan, ma devo dire che ne sono rimasto piacevolmente sorpreso, dato che la sua voce è davvero indicata per questo sound; oltretutto il singer lungo tutto l’album si dimostra versatile ed espressivo, oltre che ricco di energia. Se avete voglia di trascorrere poco più di una mezz’oretta rilassandovi all’ascolto del buon hard’n’heavy, convincente e coinvolgente, allora questo “Lucky” degli americani Firstborne fa sicuramente al caso vostro!
