Recensione: Metal Punx

Di Andrea Bacigalupo - 5 Luglio 2020 - 21:18
Metal Punx
Band: Overcharge
Etichetta:Phobia Records
Genere: Heavy 
Anno:2020
Nazione:
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72

Una band parecchio ribelle e selvaggia gli Overcharge di Varese, nata nel 2012 e con all’attivo i due Full-Length, ‘Accelerate’ e ‘Speedsick’.

Ora è la volta di ‘Metal Punx’, terzo album, preceduto dall’EP ‘Electric Reaper’ del 2018, disponibile dal 13 marzo 2020 via Phobia Records, che vede Marcello, entrato nel combo nel 2015 al posto di Fabietto, alla voce ed al basso.

Come preannunciato dal titolo il lavoro è una miscela detonante di Metal e Punk, che esplode in un’ aggressiva e sfacciata sorta di Crust senza freni.

Per cui nove brani veloci e diretti, sparati uno dietro l’altro senza sosta, in modo da frantumare mascella e sterno, dotati di soluzioni concrete e dinamiche che li rendono coinvolgenti e trascinanti, frutto di un buon lavoro compositivo e di buone e chiare idee che vanno oltre il semplice correre a perdifiato.

La principale fonte d’ispirazione sono i Motorhead di prima impronta, ma non c’è solo quello: al frenetico Rock ‘N’ Roll senza limiti gli Overcharge affiancano qualcosa di più estremo e violento … un assalto irruente che porta alla mente la ferocia infernale dei Venom, con alcuni picchi Thrash per accentuare i momenti più cattivi e le espressioni più marcate.

Il tutto portato brutalmente ai giorni nostri con una produzione che esalta il loro talento artistico, risultando pulita senza però gravare sulle sonorità sporche e grevi, tipiche di questo stile violento e marcato.

Le tracce sono dure e pesanti ma tirate a mille, con una voce caustica, intransigente ed assassina accompagnata da riffoni furenti dalla ridondanza distruttiva, nere linee melodiche che tagliano in due e da una batteria che equivale ad un martello pneumatico.

Non passa un filo d’aria tra una nota e l’altra, le tessiture dei brani sono compatte ed a maglia stretta: non si rimane indenni e le escoriazioni al timpano, lasciate da ‘Metal Punx’, sono parecchie (in senso positivo, naturalmente).

Si passa dall’animalesca ‘Backfire’ e dall’adrenalinica ‘Bury the Damned’, che fanno strizzare l’occhio al buon Lemmy ovunque egli sia, alla rabbiosa e granitica ‘Revenous!’, con il suo interludio cadenzato che pesta da matti e la sua innata cattiveria, per giungere al selvaggio Punk ‘n’ Roll di ‘D-Beat Destruction’ e ‘Black Diesel Breath‘.

Particolare menzione per ‘Lords of Hysteria’, intrisa di una pesante carica Metal e per la conclusiva ‘Hammerlock’, che inchioda con la sua velocità.

Insomma, con ‘Metal Punx’ gli Overcharge non inventano nulla di nuovo ma dimostrano di saper fare bene quello che fanno, mettendoci tanta grinta ed energia, oltre alla necessaria buona dose di conoscenza della materia.

Sono una band onesta e creativa, che non la sta a raccontare e che spara dritto in faccia quello che ha da dire senza nascondersi, facendo del rivoluzionario animo Rock ‘N’ Roll la propria filosofia di vita.

Non ci resta che attendere per vederli sui palchi. Per ora bravi!

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