Recensione: Mirror of Madness

Di Eugenio Giordano - 24 Luglio 2003 - 0:00
Mirror of Madness
Band: Norther
Etichetta:
Genere:
Anno: 2003
Nazione:
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68

Seconda prova sulla lunga distanza per i finnici Norther, molti di voi forse non hanno idea di quale sia il background di questi cinque musicisti, e magari non ne avete mai sentito parlare prima, credo di poterli presentare come gli unici e credibili successori dello stile dei Children of Bodom. Questa affermazione si avvale di diverse considerazioni, in primo luogo i Norther hanno già composto un album di esordio, “Dreams of endless war”, che si ispirava decisamente alle soluzioni dei primi due lavori dei bambini di Bodom anche se i nostri cercarono con innegabile audacia di superare così celebri meastri sfornando un disco, a mio avviso, di tutto rispetto. In secondo luogo i Norther hanno una formazione e una attitudine totalmente sovrapponibile ai Children of Bodom con tanto di Petri Lindroos nelle vesti di frontman enigmatico e oscuro, avvolto nei suoi lunghi capelli biondi, con la fedele Jackson a tracolla e una voce al vetriolo che sibila maligna in ogni frangente del disco. Questo nuovo “Mirror of madness” si spinge decisamente oltre a quanto detto con il primo cd, il gruppo è passato attraverso un processo di maturazione innegabile, la tecnica esecutiva e gli arrangiamenti sono decisamente migliorati in questo episodio discografico. Non solo, i Norther si scrollano in parte di dosso l’ombra dei Children of Bodom che li aveva penalizzati e oscurati in sede di debutto, spesso infatti mi capitò di leggere recensioni dove li si tacciava di semplice emulazione e sterile ripetizione della genialità altrui.

Enigmatica e simbolica nella sua struttura, la opener “Blackhearted” non si presenta come il tipico assalto sonoro che ti aspetti da un disco death metal, il gruppo mostra subito di non aver bisogno di sparare all’impazzata per convincere, dosando dei riff dinamici dal sapore ritmico e taglienti vocals alternate, mai troppo estreme nel tono, i nostri mostrano di avere un gusto artistico notevole mostrando lati introspettivi sulle note di un pianoforte saggiamente inserite a spezzare il tempo del brano. Più compatta e potente, anche se mai in modo esasperato, “Betrayed” appartiene di dirittto alla classe media del death melodico di fattura nordica, azzeccato il refrain del ritornello il brano si trasforma in qualcosa di ritmicamente trascinante anche se in modo meno raffinato rispetto al precedente episodio. Incerta nella sua apertura “Of darkness and light” non è molto rapida nella sezione ritmica, ma devo ammettere che il refrain quasi teatrale e drammatico del ritornello trasforma il brano in una prova di notevole spessore artistico, inedita per il gruppo, ma certamente interessante. Poco azzeccata, a conti fatti, “Midnight walker” strizza l’occhio agli ultimi In Flames puntando tutto su un refrain del ritornello poco ispirato e ripetitivo, dal gruppo è giusto attendersi di più. Ottima invece “Cry” sfodera una architettura degna dei migliori Children of Bodom, non c’è un passaggio a vuoto e le melodie delle chitarre sono intrecciate a dovere con riff velocissimi, stacchi ritmici e ottime linee vocali aggressive e potenti. Ancora una volta piuttosto prevedibile “Everything is an end” viene frantumata dal singolo “unleash hell” che si basa su riff ritmici veloci e dal vago sapore thrash americano, non siamo di fronte a un brano di facile presa, avrebbero potuto puntare su altri episodi da usare come singolo, ma i Norther suonano in modo compatto e ispirato e in questo frangente dimostrano il loro valore artisitco. Stesso discorso per la cambievole e convincente “Dead” senza spendere paragoni con soliti Children of Bodom posso dirvi di aver sentito una notevole ispirazione e lucidità compositiva alla base di questa canzone, aggressiva ma anche intelligente.

In conclusione viene posta la title-track che non supera le precedenti ma si pone comunque su un livello esecutivo di indiscutibile valore, il gruppo non scade in facili soluzioni o melodie ruffiane in modo da distaccarsi dal resto della  mediocrità che spesso impera nella scena estrema, se si considerano poi i gruppi con poca esperienza. Un nome da tenere a mente quello dei “Norther”, anche per coloro hanno trovato deludente, o come nel mio caso, molto deludente, l’ultima e più recente parte della carriera dei Children of Bodom, senza entrare nel dettaglio credo che mai come ora sia tempo di imparare da capolavori come “Something wild” ed “Hatebreeder”, sia nel caso di band giovani come i Norther, ma anche per chi quei dischi li ha scritti.

1. Blackhearted 04:19 
2. Betrayed 04:54 
3. Of Darkness and Light 05:06 
4. Midnight Walker 04:45 
5. Cry 04:58 
6. Everything Is an End 04:33 
7. Unleash Hell 04:15 
8. Dead 05:27 
9. Mirror of Madness 04:42 
10. Frozen Sky 03:18 
11. Smash (Offspring cover) 02:40

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