Recensione: Primordial Domination

Di Alberto Fittarelli - 15 Novembre 2006 - 0:00
Primordial Domination
Band: Incantation
Etichetta:
Genere:
Anno: 2006
Nazione:
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73

Il 2006 riserva un ritorno decisamente azzeccato anche per gli Incantation, uno dei pochi gruppi che ancora mancava all’appello nell’annata più affollata di come-back che si sia vista nell’ultimo decennio:
Primordial Domination è la solita botta putrescente tipica della band del New Jersey, con una voce oltretombale abbinata a malefici riff di chitarra, capaci spesso di impantanarsi in partiture che urlano a gran voce la propria discendenza diretta dai vecchi Black Sabbath. 

Il terzo millennio è arrivato anche per loro, ma si tratta perlopiù di una questione esteriore: ripuliti – ma non resi “carini”! – i suoni, perfezionati i patterns di
Kyle Severn, resi digitalmente ancor più fangosi i riff di John
McEntee
, gli Incantation non mutano praticamente nulla del proprio personalissimo modo di fare death, e vincono. Vincono perché la qualità è sempre elevata, perché non si scade mai nella noia, pur tra i rallentamenti, e perché l’esperienza va ancora di pari passo con la convinzione. I riff trascinati di
Hailed Babylon, con i suoi assoli quasi “epici”, possono in qualche modo esemplificare bene l’album, che tiene il passo delle nuove glorie senza dimenticare il passato.

La voce di McEntee, per il quale l’esperienza come cantante è
relativamente recente, visto che è subentrato stabilmente in quel ruolo solo
dal precedente Decimate Christendom, è profonda e disperata, con
un timbro che spesso si fa urlato pur mantenendo le tonalità del growl: ed è
una delle caratteristiche più particolari dell’album, confermando la bontà
della sua scelta di restare il cantante fisso della band, pur se controvoglia
(ha sempre reclamato la sua volontà di esserne solo il chitarrista).

Va anche detto che i momenti di stanca, complici anche le suddette parti doomish,
non mancano: a volte i riff sono tirati davvero in lungo, col rischio di perdere
il proprio impatto e di ripetersi fiaccamente, e non sempre gli stessi riff sono
di primissima qualità, ma rimandano al disco dei Funerus
della moglie di McEntee, autori di un disco pessimo, quasi gli scarti
degli Incantation stessi. 

Non è però questa la parte che prevale in Primordial Domination,
ma la classe del combo riesce ad emergere netta: affidandoci un ritorno sulle
scene gradevole e marcio quanto il vangelo del death metal, del loro death
metal, comanda.

Alberto ‘Hellbound’ Fittarelli

Tracklist:

1. Primordial Domination 02:54 
2. The Fallen Priest 03:34 
3. Dissolute Rule / Begin Apocalypse 03:37 
4. Hailed Babylon 04:22 
5. Lead To Desolation 03:50 
6. Doctrines Of Reproach 04:14 
7. The Stench Of Crucifixion 06:28 
8. Extirpated Dominus 05:05 
9. Conquered God 06:09

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