Recensione: Reader of the Runes – Rapture

Di Stefano Usardi - 27 Aprile 2023 - 10:00
Reader of the Runes – Rapture
Band: Elvenking
Etichetta: AFM Records
Genere: Folk - Viking  Power 
Anno: 2023
Nazione:
Scopri tutti i dettagli dell'album
79

Sono passati quattro anni da “Reader of the Runes – Divination”, primo capitolo di una nuova trilogia degli Elvenking incentrata su un mondo fantasy di loro creazione: un primo capitolo che mi aveva colpito per atmosfere e trame sonore leggermente diverse dal loro solito eppure perfettamente inquadrabili nello stile del re elfico. Ecco quindi “Reader of the Runes – Rapture”, undicesimo lavoro per l’italica compagine in uscita domani: un lavoro che mantiene tutte le caratteristiche tipiche dei nostri – e del loro solidissimo power metal sporcato di (poco) folk – punteggiandole con un respiro più arioso e una certa cattiveria latente che spunta qua e là. Il ritorno di Symohn alla batteria rende i pezzi più dinamici, in alcuni casi furenti, prendendosi la scena in più occasioni e confermando il carattere tematicamente più oscuro e violento di questo capitolo. Ciò nonostante, in “Reader of the Runes – Rapture” non mancano i ritornelli solari o i cori melodici per cui gli Elvenking sono rinomati, che qui trovano una diversa dimensione grazie a un’insospettabile grandeur che si insinua nel tessuto sonoro. Conseguenza più lampante di questa diversa prospettiva è la minore portanza delle incursioni più smaccatamente folk (più sottotraccia rispetto a “Divination”), sostituite da un respiro avvolgente che mantiene comunque alto il tasso di coinvolgimento dell’album e conferma una volta di più l’ottimo stato di forma del gruppo sacilese.

Una melodia inquieta apre le danze, caricandosi di un’enfasi in odor di Hans Zimmer prima di partire definitivamente: “Rapture” giocherella con ritmi marziali e fare cupo, sfruttando i suoi sei minuti e mezzo per profumarsi di melodie maestose, rapidi ispessimenti e brevi innesti folk senza mai allontanarsi troppo dal suo carattere atmosferico e narrativo. L’attacco propositivo e smargiasso di “The Hanging Tree” alza i toni col suo fare drittissimo e cafone: il pezzo è il classico power tutto ritmi grossi e sporadiche schegge melodiche, che trova un perfetto punto luce nelle (ottime) incursioni soliste. “Bride of Night” abbassa il tasso d’irruenza, avanzando tra voci pulite e cupi ringhi; nonostante una melodia portante semplice ed immediata ed un taglio accattivante, però, il pezzo risulta a mio avviso un po’ troppo impalpabile, privo di particolari guizzi e quasi interlocutorio. Per fortuna con “Herdchant” si torna sull’attenti: il pezzo è teso, retto da una melodia che non si fa problemi ad incattivirsi quando serve, e dona al power folk dei nostri un piglio più determinato. La traccia si dimostra capace di ammantare note languide o cariche di pathos con panneggi minacciosi, per poi tornare a respirare durante il ritornello. “The Cursed Cavalier” disperde le ombre della traccia precedente con una sana iniezione di positività, dispensando melodie solari che culminano in un ritornello corale, mentre “To the North” punta nuovamente sul dinamismo. I nostri continuano a mescolare grinta e carica enfatica a brevi digressioni più sognanti, affastellando melodie cariche e solari, chitarre policrome e una sezione ritmica trascinante e confezionando, così, un pezzo rotondo e carismatico. “Covenant” si apre su una melodia sfuggente e dal retrogusto esotico, sostituita poi da toni più urgenti. Il pezzo si sviluppa come una marcia beffarda e nervosa, che mescola le carte in gioco sfruttando dissonanze appena accennate, melodie burrascose e sporadiche impennate trionfali. L’arpeggio languido di “Red Mist” sembra indicare l’arrivo della ballata: in realtà, dopo un avvio caratterizzato da toni dolci la traccia acquista corpo, sviluppandosi come una marcia sì elegiaca ma anche dotata di un certo carattere. L’amalgama così creato plasma un pezzo poliedrico, che permette agli Elvenking di spostarsi in diverse direzioni pur mantenendo una coerenza interna e si chiude tornando alle melodie suadenti che l’avevano aperto. “Incantations” torna a ritmi pulsanti, sostenuti dal riaffiorare di melodie bucoliche per riecheggiare un certo folk saltellante e grintoso che sfuma poi in una seconda parte dal piglio sognante. Il violino che apre “An Autumn Reverie” viene ben presto affiancato da chitarre agguerrite e melodie determinate, pur mantenendo la sua centralità nell’amalgama dinamico e sfaccettato del gruppo e contribuendo a creare un altro pezzo avvincente e bilanciato. Si arriva ora a “The Repentant”, la cui apertura drammatica lascia spazio a una marcia decisa in cui, ancora una volta, la fusione delle anime degli Elvenking crea un vortice coinvolgente, coronato da un ritornello che mi ha conquistato subito. Tra passaggi sornioni, melodie solari e sognanti e rapide sfuriate, la canzone chiude con la giusta carica un album che, a parte forse un paio di pezzi, si dimostra avvincente e variegato senza perdersi in sterili lungaggini.

Reader of the Runes – Rapture” è un lavoro che mette in mostra una volta di più il fatto che ormai gli Elvenking conoscano a menadito la materia che trattano, e nonostante una proposta ormai codificata da tempo riescano a preparare ai propri fan un piatto sempre appagante senza snaturarne il sapore, facendoli arrivare alla fine dell’ascolto con la proverbiale sensazione di pancia piena ma senza risultare né indigesti né stantii. Mica male.

Ultimi album di Elvenking

Era Era
Era
Band: Elvenking
Genere:
Anno: 2012
84
Band: Elvenking
Genere:
Anno: 2010
82