Recensione: River Runs Again – Live 2003

Di Alessandro Di Clemente - 22 Ottobre 2003 - 0:00
River Runs Again – Live 2003
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Anno: 2003
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75

Doppio live tratto dal concerto sold out dell’ Irving Plaza di New york di quest’anno, per la band del cantante italo americano Keith Caputo. I Life Of Agony nascono nella prima metà dei ’90 e danno alle stampe quel piccolo gioiello di hard rock dal titolo “River Runs Red”. Il loro è un hard rock venato da bordate punk e a tratti si riscontrano riffs sulfurei a là Black Sabbath. Di certo non una party band, tutt’altro, si avverte la sofferenza e la difficoltà di relazionarsi in una società che i Life Of Agony non ritengono in linea con i loro principi. Da qui nascono canzoni sofferte, tristi, energiche ma che contengono quella malinconia cara a tutte quelle bands che uscirono fuori dagli States nel loro stesso periodo. Dal grunge, loro contemporaneo, i L.O.A. hanno catturato lo spirito di composizione, l’uso delle melodie vocali; di certo non proprio lo stile musicale. In alcuni punti, come ad esempio la bellissima “Weeds”, si notano gli influssi di bands come Bad Religion, il tutto sapientemente legato all’hard rock quasi settantiano che è la loro matrice di base.
Questo live è un ritorno alla vita dopo lo scioglimento avvenuto causa la difficoltà di Caputo e soci di destreggiarsi nei meandri del music biz americano; lo split avvenne tra il ’96 e il ’97 e non ci fu alcuna avvisaglia di reale reunion se non quest’estemporaneo live (voci di corridoio dicono che i L.O.A. siano in procinto di riunirsi definitivamente). Estemporaneo sì, ma che live: una registrazione impeccabile, dei musicisti preparatissimi, un Caputo in forma smagliante ancora capace di tessere melodie malinconiche con quella voce quasi psichedelica, un Chris Cornell meno potente filtrato da un Ozzy meno acido.
Le canzoni che compongono questo live sono tutte notevoli: partendo dalla title track “River Runs Red”, passando per “This Time”, la già citata “Weeds”, la massiccia quasi hard core “Method Of Groove”, la ‘zeppeliniana’ “Heroin Dreams” e nel secondo cd “Lost At 22” e “Through And Through”.

Il live si conclude con tre bonus tracks (tratte da albums già editi) dei rispettivi progetti paralleli: gli Among Thieves di Alan Robert, il Caputo solista e i Supermassiv di Sal Abruscato.
Questo doppio è una bellissima istantanea di un gruppo che ha cessato di esistere troppo precocemente, che forse avrebbe puto dire la sua se non si fosse bruciato causa l’inesperienza e il disadattamento verso il music business. Le premesse c’erano tutte: richiami ai seventies, capacità di dosare le varie influenze disparate, dal punk americano meno caciarone all’hard core meno estremo, un amore mal celato per i riff di Tony Iommi, ma attenzione non un plagio come potrebbe essere quello dei Cathedral di Carnival Bizarre, piuttosto una rivisitazione personale di quell’attitudine, al passo con i tempi e con il grunge imperante all’epoca.
Per chi possedesse già River Runs Red, questo live è un acquisto obbligato, per chi invece non conoscesse i Life Of Agony potrebbe essere un ottimo inizio (è in pratica un greatest hits, in quanto la qualità della registrazione e la perfezione strumentistica sono da studio più che da live).

Track List:

1.  River Runs Red 
2.  This Time 
3.  Other Side Of The River 
4.  I Regret 
5.  Weeds 
6.  Seasons 
7.  Hope 
8.  Method Of Groove 
9.  How It Would Be 
10.  Bad Seeds 
11.  Heroin Dreams 
12.  Tangerine 
13.  Lost At 22 
14.  My Mind Is Dangerous 
15.  Let’s Pretend 
16.  Underground 
17.  My Eyes 
18.  Throught And Throught 
19.  Consequence 
20.  Were What I Say 
21.  Fake 

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