Copertina di Shadows in the Night dei Rattlesnakes
Recensione Heavy · Album · 2026

Rattlesnakes Shadows in the Night

di Andrea Bacigalupo 30 Ottobre 2026 - 08:30
Tipologia
Album
Etichetta
Listenable Records
Genere
Heavy
Anno
2026
Nazione
Regno Unito

I Rattlesnakes sono una band Heavy Metal proveniente da Nottingham, Regno Unito. Nati nel 2024, appartengono alla cosiddetta New Wave of Traditional Heavy Metal (NWOTHM), il movimento nato a metà degli anni 2000 ed esploso nel decennio successivo con lo scopo di ridare lustro alle sonorità classiche degli anni ’70 e ’80. Un sound fatto di chitarre gemelle, tempi galoppanti e cori epici, che ricalca l’attitudine Denim and Leather dell’epoca in netta contrapposizione al Metal moderno e alle sue derive. Basti citare nomi come gli svedesi Enforcer, i canadesi Cauldron, gli statunitensi Eternal Champion o i connazionali Tailgunner.

Un mondo nuovo per un genere antico, che fatica a decollare anche perché i vecchi leoni non mollano facilmente e continuano a far parlare di sé sfornando ancora ottimi album; solo raramente qualcuno cede il passo, come il grande Ian Hill, che quest'anno ha annunciato il suo ritiro dalle scene dopo aver passato ben 56 anni nei Judas Priest.

I Rattlesnakes hanno però una maledetta voglia di subentrare. Lo dichiarano apertamente in “Forever”, un inno nostalgico dedicato a pilastri come Saxon, Scorpions e Judas Priest, incentrato proprio sul passaggio della fiaccola del Metal da una generazione all’altra.

Ci provano quindi con “Shadows in the Night”, il loro full-length di debutto distribuito dal 30 ottobre 2026 via Listenable Records. Il disco segue l’EP autoprodotto “Deeper Shades of Torment” e anticipa un intenso tour nella terra d’Albione, che li vedrà partecipare anche a festival come il Call of the Wild e l'SOS Festival.

Ai Rattlesnakes piace correre e scattare, proprio come i rettili da cui prendono il nome e come loro sono in grado di mordere ferocemente. L’Heavy Metal che sviluppano è solido e velenoso, arricchito da elementi tipici dello Speed, riff aggressivi, ficcanti armonie di chitarra e parti vocali potenti. Dietro il microfono c’è la voce femminile di Rowena "Ro" Neale, un elemento intenso che rende spontaneo un immediato paragone con gli storici Warlock di Doro Pesch o, guardando a band più contemporanee, con i primi Crystal Vyper di Marta Gabriel. Paragonando invece tecnica, songwriting, parti corali, qualità degli assoli ed il lavoro ritmico viene in mente senza troppo sforzo anche un’altra band: gli statunitensi Fifth Angel ed il loro US Power. Il richiamo al loro primo omonimo album del 1986 è parecchio marcato in molte parti di questo “Shadows in the Night”, in alcuni frangenti anche troppo in realtà.

Il risultato è una proposta aggressiva, ricca di sferzate graffianti ma anche anthemica, piena di energia combattiva, frutto di una band dalle alte qualità e potenziale futuro che cerca di andare oltre la NWOBHM in cui è radicata geograficamente, guardando anche le realtà storiche che da questa si sono sviluppate in altre parti del globo.

La scaletta dell’album è formata da 10 pezzi energici, la maggior parte dei quali ha un tiro veloce senza mezzi termini, come la Title-track, “Breakdown”, “Destroyer” e “Lost Nor Found”. Tra questi s’intersecano brani dall’andatura più controllata, ma comunque aggressiva ed intensa, come la già citata “Forever”, “Spellbound”, dove la forza è seguita anche da cariche linee drammatiche, e “Where the River Meets the Sea”, che parte come una ballad malinconica per poi diventare un vero torrente sonico.

Concludendo: “Shadows in the Night” è sicuramente un buon album e i Rattlesnakes meritano di essere seguiti con attenzione. Resta da vedere se questo profondo attaccamento alla tradizione, che porta a un continuo confronto con i colossi del passato e a una forte dipendenza dalle loro formule, finirà per andare a discapito della loro personalità. La speranza, per il futuro, è che quest'ultima riesca a emergere con più forza.

Carico il prossimo articolo